Varie

Creative Commons License


Questi testi sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons.

Ottobre Egizio al Museo Civico


Al Museo Civico Archeologico di Bologna: ritorna
OTTOBRE EGIZIO con due nuovi appuntamenti.
- 5 ottobre alle ore 16
Conferenza di Chiara Elena Salvador, University of Oxford
Graffiti nel tempio di Amon a Karnak: atti sacrileghi o espressioni di devozione?(*)

- 25  ottobre alle ore 16
Conferenza di Luigi Prada, University of Oxford
I "papiri dei sogni" di Bologna e l'arte dell'oniromanzia nell'Egitto antico (
**).
Le conferenze si terranno nella Sala del Risorgimento del Museo Archeologico.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili
** Maggiori informazioni su tutti gli eventi del Museo

www.museibologna.it/archeologico
http://www.museibologna.it/archeologico/eventi/47655


* Graffiti nel tempio di Amon a Karnak: atti sacrileghi o espressioni di devozione?
Chiara Elena Salvador, University of Oxford

Nelle società contemporanee i graffiti sono comunemente recepiti come atti illeciti di deturpazione di luoghi pubblici e monumenti e come espressione più o meno spontanea di una subcultura alternativa alle istituzioni ufficiali. I graffiti, nella loro definizione più ampia di segni intenzionali lasciati su superfici non intese originariamente a riceverli, sono una pratica ampiamente diffusa in tutte le società fin dai tempi più antichi.
In Egitto i graffiti sono attestati già in epoca faraonica in tombe, templi, cave e lungo le vie che attraversavano il deserto. La loro presenza, a lungo ignorata dagli studiosi a favore dello studio dei testi più formali, è oggi riconosciuta come una fonte importante per studiare aspetti della società antico-egiziana generalmente ignorati dalle fonti ufficiali.
I graffiti che costellano a migliaia i muri della via processionale del tempio di Amon a Karnak, il principale complesso sacro conservatosi nell’Egitto meridionale, sono una risorsa preziosa per ripopolare il tempio delle persone che vi avevano accesso ed esaminare come queste interagivano con l’ambiente sacro.

** I “papiri dei sogni” di Bologna e l’arte dell’oniromanzia nell’Egitto antico.
Luigi Prada, University of Oxford

Tra le gemme della collezione egizia di Bologna non tutti sanno che si conservano due papiri demotici da Saqqara, databili al II secolo a.C. (EG 3171 e 3173) e contenenti enigmatiche liste di sogni. Con tutta probabilità, si tratta di note scritte per essere sottoposte all’esame di un interprete dei sogni.
Prendendo spunto da questi interessanti testi bolognesi, si racconterà al pubblico quale ruolo e importanza abbia avuto nell’Egitto antico l’arte dell’interpretazione dei sogni, ovvero l’oniromanzia. Il primo manuale a noi noto di questa antica prassi divinatoria data al regno di Ramesse II, e altre simili composizioni sono attestate per circa un millennio e mezzo, fino al III secolo d.C., quando la cultura e la religione egiziane si sgretolano sotto la pressione del Cristianesimo.
Sarà questa l’occasione per presentare molti documenti ancora inediti, la cui pubblicazione è attualmente in corso nell’ambito di una vasto progetto di ricerca sui sogni e la loro interpretazione nell’Egitto antico.



Scritto in Bolognainvia ad un amico | letto 832 volte

Inserito da redazione il Dom, 2014-10-19 06:08