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Edmondo Solmi, finalese, biografo di Leonardo apprezzato da Freud


Premessa: Articolo di Galileo Dallolio già pubblicato sul periodico locale Piazza Verdi alla fine del 2012 (anno del centenario della scomparsa) dedicato ad Edmondo Solmi iniziatore degli studi leonardeschi in senso storico-critico in Italia. La sua biografia su Leonardo (ripubblicata nel 2013 da Perrone, Roma) fu scritta nel 1900, tradotta in tedesco nel 1908 e apprezzata, citata (e presente nella sua biblioteca) da parte di Sigmund Freud ( scrivendo in Google Freud Solmi viene fuori il Museo Freud di Londra e il libro).
- Edmondo Solmi, Finale Emilia 1874-Spilamberto 1912, l’occasione per un Centenario.
Ai ‘Fratelli Solmi uomini di cultura’ Il Comune di Finale nel 1965 ha dedicato una strada. Su Arrigo Solmi (1873-1944) - professore di diritto , rettore dell’Università di Pavia, Ministro, Senatore - ha parlato Italo Spinelli in un bel Coriandolo su Piazza Verdi. Edmondo Solmi io l’ho conosciuto attraverso una citazione presente in Album Finalese a cura di Gianluca Borgatti con nota introduttiva di Stefano Marchetti (Collezioni Modenesi ed.)
’Un piccolo cenno anche per il fratello Edmondo, che ebbe purtroppo una vita molto breve ma fece in tempo a scrivere una biografia di Leonardo da Vinci che fu elogiata nientemeno che dal maestro della psicanalisi Sigmund Freud.’
La curiosità e il fatto che nel 2012 cade il centenario della morte, hanno fatto il resto. Era figlio di Amalia Stucchi e di Angelo Solmi che sarà poi Segretario del Comune di Modena. Nacque a Finale nel 1874.Sarà studente a Modena al Liceo Classico Muratori ed è pensabile che a Finale abbia trascorso la prima infanzia.
Carlo Grossi (1878-1973), il preside del Liceo Scientifico Morando Morandi di Finale dal 1952 fino al 1960, ha studiato nello stesso Liceo modenese .
Ambedue hanno avuto come insegnante il poeta Severino Ferrari, allievo di Carducci e amico di Pascoli.
E’ ragionevole pensare che si siano conosciuti e frequentati.
Sarebbe interessante sapere se la relazione fra i due finalesi sia continuata fino al 1912, data della morte di Edmondo, nel frattempo diventato famoso come studioso di Leonardo da Vinci. Ricordo che il professor Carlo Grossi è stato sindaco di Finale dal 1910 al 1916, Preside della Regia Scuola Tecnica di Mirandola, e ideatore, con altri colleghi, del primo Liceo Scientifico della Bassa Modenese.
Un’ampia biografia culturale è in ‘Carlo Grossi. Una vita lunga un secolo’. A cura di Lucilla Grossi, Baraldini editore 2009. Il terremoto ha impedito di accedere alle fonti presenti in Biblioteca e nell’Anagrafe Municipale .
Oggi in occasione del centenario, parlo di lui utilizzando due suoi libri ancora in commercio . In ‘Leonardo 1452-1519 di Edmondo Solmi , Longanesi 1972 nella nota biografica a cura dell’editore Longanesi, si legge


Edmondo Solmi nacque a Finale Emilia (Modena) il 15 novembre 1874.
Si laureò a Firenze in lettere e filosofia.
Dopo avere insegnato nei ginnasi, poi nei licei di varie città italiane, fu prima libero docente, poi incaricato di storia e filosofia presso l’Università di Torino.
Ottenne infine la cattedra presso l’Università della medesima materia presso l’Università di Pavia (1910).
Fattosi precocemente notare per la vivacità dell’ingegno, nella sua pur breve esistenza , Edmondo Solmi ebbe la fortuna di incontrarsi con alcuni degli uomini più notevoli del suo tempo, a cominciare dal poeta Severino Ferrari, che gli fu maestro al Liceo di Modena.
Più tardi, a Torino, frequentò amichevolmente alcuni dei più severi studiosi, da Rodolfo Renier a Francesco Novati, da Gioele Solari a Arturo Graf.
Già negli anni della formazione fiorentina aveva conosciuto D’Annunzio e frequenta gli ambienti del ‘Leonardo’ e della ‘Voce’. Ebbe inizio in quegli anni l’amicizia di uomini come Giovanni Gentile, Giovanni Amendola e Gaetano Salvemini.

Ma in particolare si legò di stretta amicizia con Cesare Battisti, a quel tempo non ancora deputato socialista di Trento, bensì suo condiscepolo all’Istituto di Studi Superiori di Firenze. Gli fu accanto in una comune passione nelle tragiche giornate del 1898.
La fama di Edmondo Solmi, sia pure circoscritta al mondo dell’alta cultura, si affermò rapidamente. Oltre che nella campo leonardesco, egli tracciò un’orma in altri rami del sapere storico-filosofico, soprattutto coi suoi studi su Campanella, Spinoza, Gioberti, Mazzini ecc. Dopo la morte, il maggior fratello Arrigo, il ben noto storico e giurista, pietosamente raccolse parte degli scritti inediti e sparsi e ne pubblicò quelli rimasti interrotti. Infatti il 29 luglio del 1912 Edmondo Solmi si spegneva, dopo breve malattia, a Spilamberto (Modena), a soli 37 anni di Età’
Il libro contiene un invito di Solmi ‘a chi legge’ ‘(…) Questo mio libro, dove ho cercato, a rapidi tocchi, di raccogliere il fior fiore di ricerche dure e pazienti, non pretende che ricollegare fila innumerevoli, alcuna delle quali mal tessuta, altra sfuggita del tutto agli studiosi, onde poi i successivi possono, con maggiore ingegno e con maggiore fortuna, arrivare alla piena comprensione della vita e dell’opera di Leonardo. M’accorsi che i manoscritti non erano soltanto la storia della sua attività e del suo pensiero, ma anche quella della sua vita e del suo pensiero, ma anche quello della sua vita e del suo carattere: mi diedi quindi a suscitare i fatti e gli uomini accennati con una fuggevole frase, la quale tu non sapresti interpretare senza infinito amore e esperienza’.
Questo libro servì a Sigmund Freud (1856-1939) per avvicinarsi a Leonardo
e oggi è nella sua biblioteca al Museo Freud di Londra. Nel suo ‘Un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci’, Lipsia 1910 , scrisse ‘Una vita sessuale e sentimentale così particolari e la duplice natura di Leonardo artista e investigatore, non si lasciano comprendere che in un modo unico: i biografi restano il più spesso estranei a qualunque psicologia. Uno solo, a mia conoscenza, ha presentato la soluzione dell’enigma: Edmondo Solmi’.*
Nel secondo libro ‘Scritti vinciani. Le fonti dei manoscritti di Leonardo da Vinci e altri studi, con prefazione del figlio Sergio Solmi , nella presentazione di Eugenio Garin, Nuova Italia 1976 , si legge
Intuisce , anche se oscuramente che l’unità di Leonardo non è in un sistema, ma nell’ansia che traversa tutta la sua opera:
L’uomo che con continui desideri sempre con festa aspetta la nuova primavera, e sempre la nuova state, sempre e nuovi mesi e nuovi anni, parendogli che le desiderate cose venendo, siena troppo tardi, e’ non s’avvede, che desidera la sua disfazione. Ma questa desiderio è la quintessenza, spirito degli elementi, che trovandosi rinchiusa per l’anima, desidera sempre tornare al suo mandatario . E vo’ che sappi, che questo desiderio medesimo è quella quintessenza compagna della natura, e l’uomo e modello del mondo’.
E’ questa la citazione conclusiva di quella elegante biografia che, finita a Rieti nel luglio del 1900, non a caso offrì uno stimolo e un punto di partenza al famoso saggio di Freud, del 1910, Un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci”    Eugenio Garin
, pag.30.

Il libro è una straordinaria raccolta delle fonti scientifiche e letterarie dell’opera di Leonardo, perchè’, come dice Solmi ‘ è di grande momento, non solo perché può spiegarci la formazione di quella mente universale di artista e di scienziato, e portare luce sulla quantità e qualità delle sue conoscenze, ma anche e soprattutto, perché è un presupposto necessario per qualunque studio si voglia fare intraprendere sugli appunti del sommo Fiorentino’

Edmondo Solmi passava a Vignola le estati . Nei ricordi del figlio Sergio si legge ’ Col babbo si stava più tempo assieme nei mesi d’estate, che passavamo a Santa Liberata. Mio padre arrivava accompagnato da bauli pieni di libri e di schede, e noi si andava con la carrozza a prenderlo alla stazione. In realtà, la villa dei miei nonni era una grande casa rustica con moltissime stanze e stanzette, sormontata da tre altane…A Santa Liberata si viveva come da duemila anni addietro, come da sempre. A casa c’era il pozzo, c’era il forno dove ogni settimana si cuoceva il pane, il duro e bianchissimo pane emiliano a cornetti…Facevamo le nostre passeggiate, talvolta sulle colline prossime. Ma più spesso lungo uno ‘stradello’ ..che poi si faceva a poco a poco polveroso di una caratteristica terra rossastra. Di là si giungeva a Vignola, cittadina originaria dei Solmi, ai cui margini l’altra mia nonna, la madre di mio padre, coi suoi numerosi figlioli e figliole, possedevano una villetta con giardino.
Dopo una bella ed emozionate descrizione del luogo, così l’autore conclude
:’ Fu solo più tardi, che, giovinetto ebbi a Santa Liberata la rivelazione della poesia, la quale , una notte, affacciandomi alla finestra, si impersonò per me in un grande mandorlo fiorito, candido nell’abbagliante chiarore della luna piena’.(pag.11)
Sergio Solmi (1899-1981) è stato un noto e importante letterato italiano. Lavorò per quarant’anni al Servizio legale della Banca Commerciale Italiana . La sua opera in 6 volumi è pubblicata da Adelphi.

Dal curatore e definito come ’uno scrittore che appare negli anni sempre più singolare e prezioso fra gli autori del Novecento nei quali riconosciamo i nostri più vicini classici.’
La presenza emiliana di Edmondo Solmi ha riguardato Finale , Modena, Bologna , Vignola e Spilamberto. Se un giorno, studiosi di Leonardo, volessero dedicargli una giornata di studi, l’Emilia sarebbe ben rappresentata e lieta di ospitarli. Per questo Centenario ho avviato una breve corrispondenza con la responsabile della Biblioteca Leonardiana, che conserva i suoi libri e ne parla come uno studioso di grande importanza per i suoi tempi, con il dr. Giampaolo Grandi del Gruppo Documentazione Mezaluna ’Mario Menabue di Vignola (che pubblica la bella rivista Gente di Panaro) e con il dr. Silvio Cevolani dell’Istituto Settecani di Spilamberto. Ho colto interesse per questa figura di ricercatore ma anche il rammarico per non avere che tracce minime, come peraltro è capitato a Finale.
Tracce che considero occasioni per conoscere , per fare lavorare l’immaginazione, studiare connessioni e mettere in rete persone che amano lo studio .
Questa è l’iscrizione, inviatami dal dr. Cevolani, della sua tomba la Cimitero di San Cataldo di Modena (da verificare se c’è ancora)
Edmondo Solmi \ professore di filosofia nell’Ateneo pavese | salita la cattedra giovine d'anni profondo di studi | negli scritti nell’insegnamento indicò le vie del pensiero italiano | da Leonardo a Gioberti. \ Strappato alla vita quando più vicina gli avrebbe arriso la gloria \ a Spilamberto il XXIX. luglio MCMXII. in età d'anni XXXVII, mesi VIII, giorni XIII, \ lascia alla vedova ai figli ai

congiunti agli ammiratori e ai discepoli col rimpianto della sua perdita \ l'eredità sacra degli affetti, dell' esempio, del pensiero.

Galileo Dallolio

*Citazioni tratte da Freud, Psicoanalisi del genio, Newton Compton ed.1969.

In un’epoca che vide una lotta tra la sensualità senza restrizioni ed un cupo ascetismo, Leonardo rappresentò il freddo ripudio della sessualità…Solmi cita questa sua frase che dimostra la sua frigidità’ L’atto della procreazione e tutto ciò che ad esso è connesso è così disgustoso, che l’umanità si estinguerebbe immediatamente se non ci fosse un’usanza da tempo consolidata e se non ci fossero visi graziosi e nature sensuali’(pag.149). …’

Questo è il giudizio di Solmi su Leonardo ‘Ma il suo insaziabile desiderio di comprendere tutto quello che lo circondava e di scandagliare con uno spirito di fredda superiorità il più profondo segreto di tutto quello che è perfetto, aveva condannato il lavoro di Leonardo a restare per sempre incompiuto’(pag.154)…’

Secondo Solmi, le ricerche di Leonardo erano al principio al servizio della sua arte ’ Leonardo aveva posto, come regola al pittore, lo studio della natura..poi la passione dello studio era divenuta dominante, egli aveva voluto acquistare non più la scienza per l’arte, ma la scienza per la scienza’(pag.156)

In Atti dell’Accademia modenese vol .1, serie 3, pp. 107-164, su parere di Luigi Olivi, p.cv (cfr.G.Cavazzuti, I duecentosettantacinque anni dell’Accademia di Scienze Lettere e Arti di Modena, Modena 1958, pag.233) si legge una parte della sua tesi di laurea ‘Studi sulla filosofia naturale di Leonardo da Vinci.Gnoseologia e cosmologia’. Questa la presentazione

Modena 25.5.1898

‘Il socio permanente Luigi Olivi riferisce le sue impressioni riguardo al contenuto intrinseco del lavoro di Edmondo Solmi.

Mette quindi in rilievo come quest’ultimo abbia fatto tesoro di studi recenti compiuti intorno alla filosofia del Vinci (Solmi ha 24 anni) .

Il Solmi aggiunge a tali pregi esattezze di espressione e acume di critica nel disporre e accordare fra loro le dottrine coordinandole ad un principio dominante e intuendo spesso su punti particolari quale doveva essere logicamente l’idea del Vinci sebbene non risultante per modo espresso dalle opere di lui.

Il metodo adottato è obiettivamente sereno per modo da offrire il ritratto del filosofo nella sua realtà giustificandone cogli elementi ideali di cui doveva alimentarsi secondo la sua indole e gli indirizzi e il genio del tempo. Anzi il Solmi fa assi spesso parlare il Vinci medesimo e lo costringe ad un lavoro di autopsicologia.

Perciò il socio relatore ritiene che col lavoro offerto in esame il Solmi arrechi un pregevole contributo alla storia della filosofia italiana nel periodo che riguarda gli inizi di quella comunità di pensiero che affermava contro esagerazioni di sistemi trascendentali doversi attendere dall’esperienza la sicura nozione del vero.(….)

Galileo Dallolio

Scritto in Biografie | Finale Emilia (MO)invia ad un amico | letto 2586 volte

Inserito da redazione il Sab, 2013-11-02 07:25