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Per conoscere Laura Bassi. Tavola rotonda e documenti in mostra


Giovedì 21 marzo, dalle ore 15 a Bologna, sala dello Stabat Mater dell'Archiginnasio, piazza Galvani 1
presentazione della digitalizzazione del fondo Bassi-Veratti.
"Laura Bassi e le carte di famiglia"
Seguirà spettacolo dedicato a Laura Bassi (1711-1778).
L’Emilia-Romagna è ricca di biblioteche storiche con raccolte di notevole interesse anche per la storia della scienza, non sempre adeguatamente descritte e valorizzate. Tra quelle che si stanno impegnando per far conoscere la cospicua documentazione, sedimentata anche a seguito di numerose donazioni, spicca l’Archiginnasio di Bologna che sul proprio sito ha pubblicato la guida generale dei fondi archivistici e documentari.
Tra i fondi speciali oggetto di attenzione da parte degli studiosi figura quello della celebre scienziata Laura Bassi pervenuto in dono nel 1922 e incrementato due anni dopo con documentazione relativa alla famiglia del marito, lo scienziato Giuseppe Veratti.
Grazie a questo progetto, l’inventario della raccolta, curato da Patrizia Busi e pubblicato nel 2001 su «L’Archiginnasio», sarà consultabile anche in lingua inglese insieme ai documenti digitalizzati a beneficio di tutta la comunità scientifica.
Si tratta di una tappa molto importante per la promozione del fondo: le carte vengono messe a disposizione di tutti ampliando le possibilità di nuovi percorsi di ricerca e di approfondimento nel contesto scientifico europeo del XVIII secolo.
Con l’occasione sarà inoltre possibile visitare la mostra documentaria incentrata sui documenti relativi alla scienziata bolognese, organizzata nei locali della Biblioteca.


L’idea del fondo Bassi-Veratti online è nata nel 2010, dalla discussione fra Stanford University Libraries, la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, l’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia Romagna. Lo sviluppo che ne è seguito è stato un vero progetto internazionale, dove l’Archiginnasio –detentore dell’archivio- ha messo a disposizione l’inventario e la sua approfondita conoscenza dei contenuti, della storia e dell’organizzazione dei documenti, mentre i bibliotecari di Stanford e gli specialisti di tecnologie digitali trasformavano l’inventario in uno strumento di ricerca digitale, gestendo la digitalizzazione a distanza e concettualizzando e creando l’interfaccia bilingue. L’IBC ha fornito un supporto costante all’iniziativa, grazie alla notevole esperienza maturata nei progetti internazionali.

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Inserito da redazione il Gio, 2013-03-21 08:51