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Mostra di Camorani per i 10 anni di Casa Frabboni


Sabato 2 marzo 2013, ore 17.30 a San Pietro in Casale , Museo Casa Frabboni
Inaugurazione della mostra
Ombre vibranti di colore
dipinti e incisioni di Ezio Camorani
Il 2013 è un anno di particolare significato per il Museo Casa Frabboni e per la comunità di San Pietro in Casale: ricorre, infatti, il decennale dell’apertura al pubblico del Museo.
Dal 2003 ad oggi sono state allestite a Casa Frabboni più di sessanta mostre, tra personali e collettive, e abbiamo avuto il piacere di invitare e ospitare un centinaio di artisti, con alcuni dei quali sono nate un’amicizia e una duratura collaborazione.
Il prossimo 2 marzo ospiteremo a Casa Frabboni la mostra personale di Ezio Camorani, pittore e incisore romagnolo, formatosi alla scuola di Tono Zancanaro e di Ilario Rossi.
Negli anni Settanta partecipa alla X Quadriennale di Roma (1975) e alla Biennale di Venezia (1976 – sezione ambiente sociale).
Il critico Giorgio Di Genova gli ha dedicato varie pagine nella sua monumentale “Storia dell’arte per generazione”. In seguito ancora recensioni, mostre, premi, riconoscimenti, acquisizioni da parte di collezionisti privati, musei e fondazioni.


Di lui hanno scritto, tra gli altri, Enzo Balliara, Riccardo Belloni, Gennaro Coviello, Marzio Dall’Acqua, Enzo Dall’Ara, Raffaele De Grada, Marco Fiori, Giorgio Di Genova, Romeo Forni, Chiara Gatti, Mario Gorini, Gianni Morsiani, Ilario Rossi, Giorgio Ruggeri, Aldo Savini, Franco Solmi, Alessandro Tamburini, Giorgio Trentin, Duccio Trombadori, Tono Zancanaro, Giuseppe Zùnica.

«Ha non solo gli occhi ma anche l’animo di bambino, con la capacità di stupirsi, incantarsi, ed incantare. Attenti, è solo un’arma, perché dietro questo”bambulto”, cioè bambino adulto, c’è una sorgente di colori ed immagini che nasce, con radice profonda, affondando in tutta la storia dell’arte.

Ed è questa polla la vera fontana della giovinezza alla quale attinge Ezio Camorani, artista arcaico ed insieme futuro, che vive insieme a noi, nella nostra opaca stagione. Per lui invece tutto ha un colore, tutto è pittura, tutto è segno in un germinare ininterrotto, che ha l’incanto del sogno e la lievità dell’improvvisazione.

Il linguaggio pittorico per lui è emozione, non legata al momento, ma che affiora da un sapere lontano, da un nomadismo nella storia dell’arte, da razzie che hanno afferrato e messo al sicuro i gioielli più preziosi di una secolare ricchezza. ...», Marzio Dall'Acqua, Presidente dell'Accademia Nazionale di Belle Arti di Parma (dal catalogo della mostra).
«L’attualità entra nelle tele senza diventarne protagonista. L’ispirazione gli viene dal suo variopinto mondo interiore che è materiale poetico allo stato di immagini brade. E dalle donne. Ezio è un tattile, deve toccare con mano, deve affondare le dita nei barattoli dei colori per sentirne la materia, il calore e la consistenza. Dice che “col pennello non si sente il profumo...», Gabriella Montanari, scrittrice, poetessa, artista (dal catalogo della mostra).

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Inserito da redazione il Dom, 2013-02-24 08:40