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In ricordo di Francesco Biamonti


da noi il mare sale per rocce e per dirupi con il suo respiro" paesaggi, luce e silenzi sospesi sull'abisso: l'officina letteraria di Francesco Biamonti
Venerdì 18 novembre, ore 18.00, a Bologna,
presso la Libreria delle Moline, via delle Moline 3/A
- Corrado Ramella,
Presidente dell'Associazione “Amici di Francesco Biamonti”  presenta un profilo dello scrittore Francesco Biamonti, a dieci anni dalla scomparsa
Ramella, libraio in Bordighera, provincia di Imperia, si è occupato di storia, letteratura e paesaggio.  Ha conosciuto direttamente Francesco Biamonti e con lui condiviso incontri, conversazioni, giornate in campagna e passeggiate sui crinali del ponente ligure.
- Matteo Meschiari - Università di Palermo - legge e commenta alcuni brani tratti dalle opere di narrativa e da altri scritti. Meschiari è laureato a Bologna, insegna “Etnologia e Antropologia del paesaggio”, si occupa di antropologia e letteratura,ecologia culturale e arte preistorica. Studioso del paesaggio nella letteratura, svolge un lavoro critico e appassionato dell'opera di Biamonti.
Note biografiche di Francesco Biamonti (1928-2001)
nato a San Biagio della Cima,nell’estremo ponente ligure, a parte un periodo della giovinezza trascorso a Ventimiglia, dove ha svolto l’attività di bibliotecario, ha sempre vissuto a San Biagio nella casa di famiglia, diventata nel corso degli anni una vera e propria “officina”, in cui ha esercitato il suo “mestiere di scrittore”.
Autore di quattro romanzi - L'angelo di Avrigue (1983), Vento largo (1991), Attesa sul mare (1994), Le parole la notte (1998) - e di un testo incompiuto e pubblicato postumo, Il silenzio (2003), tutti pubblicati da Einaudi, come la raccolta Scritti e parlati (2008), a cura di F. Cappelletti e G. Picconi, comprendente testi sparsi, interviste e conferenze a carattere letterario, artistico, ma anche su paesaggio e attualità. Italo Calvino lo definì come scrittore di “romanzi-paesaggio”.


Viene considerato un prosecutore della linea ligure (che va da Sbarbaro a Montale fino a Calvino), ma con lo sguardo e l’apertura verso la poesia e la cultura francese.
La scrittura di raffinata liricità, sospesa ed essenziale,l’attenzione alla poetica delle cose e della natura, la grande densità etico-filosofica che emerge dai suoi libri e la profonda umanità dei suoi personaggi, fanno di Biamonti uno degli autori più interessanti, innovativi, e forse non abbastanza valorizzati, del secondo ‘900 italiano e non solo.



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Inserito da redazione il Mer, 2011-11-16 05:45