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Amazzoni guerriere, tra storia e leggenda


È stato varato il programma 2011(* ) de “IL PRESENTE REMOTO”, il ciclo di conversazioni etno-antropologiche sviluppate dal Centro Etnografico Ferrarese e che avranno luogo, con cadenza mensile, a Ferrara presso la Biblioteca Comunale Ariostea, via Scienze 17 (sala Agnelli e il Teatro Anatomico di Palazzo Paradiso)
IL PRESENTE REMOTO ricomincia venerdì 25 Marzo alle ore 16.30 in Sala Agnelli con la conversazione
Amazzoni guerriere. Figure inquietanti fra storia, leggenda e immaginario mediatico”.
A conclusione della conversazione gli intervenuti potranno incontrare l’artista Salvatore Romano** e le sue opere new-symbolist dedicate ad alcune figure dell’inquietante femminile.
La conversazione, sviluppata da Roberto Roda, cercherà di ripercorrere sinteticamente la vicenda delle donne guerriere, dalla classicità al medioevo, dalla scoperta delle Americhe all’invasione mediatica avvenuta in questi ultimi decenni (dal cinema al fumetto alla letteratura di genere).
Si
allega il programma dettagliato con il calendario degli incontri.

 

Si tratta di un viaggio nell’immaginario popolare le cui origini sono perse nel mito e nella leggenda, ma sembrano, secondo le più recenti scoperte archeologiche, poter ricevere conferme dalla Storia. Non solo guerriere, ma pure Signore incontrastate della natura e delle bestie selvatiche e feroci, le amazzoni sono diventate una grande metafora del femminile, variamente e storicamente inteso. In questo viaggio l’uditore incontrerà le storie di Erodoto, gli antichi popoli delle steppe, il regno medievale del Prete Gianni, i conquistadores che per primi risalirono il Rio delle Amazzoni.

E poi conoscerà le amazzoni della letteratura e dell’arte moderna e contemporanea, le pentesilee di von Kleist e Buzzati, le guerriere del grande pittore simbolista Franz von Stuck e ancora le infinite eroine dei fumetti, in testa a tutte l’intramontabile Wonder Woman.

Il pomeriggio culturale si concluderà nei suggestivi spazi del Teatro Anatomico, a pochi passi dalla sala Agnelli, sede della conversazione principale: lì gli intervenuti potranno ammirare dal vivo alcune delle realizzazioni di Salvatore Romano e conversare a tu per tu con questo artista, siculo di nascita ma fiorentino d’adozione, le cui eleganti opere grafiche rileggono attualizzandole le inquietanti figure femminili partorite dall’immaginario simbolista.

** Salvatore Romano è nato a Palermo nel 1957. Nel 1982 si è trasferito nei pressi di Firenze ove tuttora vive e lavora. Il suo lavoro artistico è caratterizzato da un uso del “puntinato” che sconfina nel virtuosismo Le sue opere, rigorosamente in bianco e nero, sono spesso incentrate sulla figura femminile. Molte mitologie muliebri e inquietanti (amazzoni, streghe, ninfe funeste, ecc) che furono care al Simbolismo dell’Ottocento e dei primi del Novecento, vengono recuperate dall’artista siculo che le proietta, però, in una dimensione totalmente moderna, sospesa fra iperrealismo ed effetto para-fotografico; questo conferisce loro significati nuovi, inaspettati, a volte surreali, mai banali.

(*) Rimane immutata, rispetto alla edizione dello scorso anno, l’idea che conferisce il titolo al ciclo: indagare mode mediatiche e tendenze culturali odierne, cercando di scoprire quali legami, spesso non dichiarati, sussistano con il passato e in particolare con le tradizioni popolari delle società che ci hanno preceduto.

L’edizione 2011 de IL PRESENTE REMOTO si annuncia particolarmente ricca di variegate proposte. Presentazioni di novità librarie, proiezioni di documentari inediti, incontri con scrittori, studiosi ed artisti di vaglia, arricchiranno la formula delle conversazioni, già positivamente sperimentata nel corso della prima edizione 2010. La medicina popolare, le amazzoni guerriere e altre figure dell’inquietante femminile, il tatuaggio, le leggende lunari, particolari ritualità popolari legate alla sessualità sono solo alcuni dei temi che Roberto Roda e i suoi numerosi ospiti affronteranno durante il prosieguo dell’anno.

Nemmeno la ricorrenza del 150° dell’Unità d’Italia sarà trascurata, ma affrontata dal punto di vista etno-antropologico


Scritto in Etnografia | Ferrarainvia ad un amico | letto 2324 volte

Inserito da redazione il Gio, 2011-03-24 07:35