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Cresce il Museo del Villanoviano


E' stato inaugurato l'11 febbraio scorso a Villanova di Castenaso
Il nuovo percorso museale del Museo della civiltà villanoviana
con la collocazione dei  segnacoli  che indicano i irituali funerari.
Il territorio di Castenaso, ha restituito nel tempo numerose e significative testimonianze del manifestarsi della cultura villanoviana, a dimostrazione della rilevanza storica e insediativa di questo comprensorio così vicino alla città di Bologna. Fra queste, il sepolcreto di Marano, il più recente ad essere rinvenuto (2006-2007), è stato riconsegnato alla collettività nel momento in cui la comunità di Castenaso, attraverso la realizzazione del MUV, ha voluto recuperare e valorizzare la propria identità culturale e la propria storia. Grazie a questo ritrovamento è stato possibile esporre “in loco”, per la prima volta e in modo permanente, reperti archeologici che rappresentano in modo emblematico tale identità.


Dopo un “saggio di apertura” del MUV, avvenuto nel 2009 con l’esposizione della più importante stele restituita da Marano – la cosiddetta stele “delle spade” – pregevolissima per il suo apparato decorativo, oggi il percorso si completa con la musealizzazione degli altri segnacoli funerari che costituivano l'apparato monumentale della necropoli, sottolineando quel rapporto “tra cielo e terra”, fra mondo terreno ed ultraterreno, fra i defunti e i viventi, che proprio tali monumenti stavano emblematicamente a rimarcare.
Gli 8 segnacoli funerari, con forme che vanno dal ciottolo di fiume a pietre sbozzate in arenaria e calcare, fino a stele di forma rettangolare sormontate da un disco di fattezza antropomorfa, con decorazione figurata a bassorilievo, vengono presentati al pubblico in un allestimento che si avvale ampiamente di sistemi di comunicazione multimediali e interattivi per consentire ai visitatori di ripercorrere le modalità di ritrovamento di queste preziose testimonianze e offrire loro una chiave di lettura esaustiva sul tema della morte, della ritualità funeraria, dei suoi significati simbolici, sociali e culturali in seno alla cultura villanoviana.
Il progetto di allestimento fa parte di un percorso progettuale poliennale finalizzato allo sviluppo del MUV, promosso dall'Amministrazione di Castenaso, con la collaborazione tecnico-scientifica dell'IBC, della Soprintendenza Archeologica dell'Emilia-Romagna, della Provincia di Bologna, ed è stato realizzato da B&F Bartolini e Fiamminghi Architetti Associati di Firenze, coadiuvato per gli aspetti museografici da un gruppo di di lavoro costituito da Rita Rimondini, Marina Sindaco, Fiamma Lenzi, Paola Poli, Tiziano Trocchi.

 



Il percorso museale del MUV- Museo della Civiltà Villanoviana

Il percorso si snoda nei due piani dell'edificio museale a partire da una grande videoinstallazione in cui le figure di Giovanni e di Maria Teresa Gozzadini accolgono il pubblico nell'ex fienile, già di proprietà della nobile famiglia, e raccontano la loro vita e le loro "imprese" acheologiche. Attraverso una serie di "finestre" narrative viene successivamente tratteggiato lo sviluppo della cultura villanoviana nella penisola italiana, illustrandone anche le manifestazioni in area bolognese e le testimonianze individuate nel territorio di Castenaso.

L'allestimento prosegue al piano superiore con l'esposizione della stele di Marano e con una serie di moduli espositivi che sviluppano il tema del rituale funebre e delle tipologie sepolcrali tipiche del Villanoviano, facendone emergere i tratti distintivi, evidenziando le caratteristiche degli oggetti di accompagno funebre e sottolineandone il valore "comunicativo" e sociale, così come quello attribuito ai diversi aspetti del cerimoniale.

Poco più di centocinquanta anni fa le vicinanze di Villanova sono state teatro di una scoperta archeologica che per la prima volta ha svelato all’Italia e all’Europa intera l’esistenza di una cultura della prima età del Ferro, sino ad allora sconosciuta. L’artefice del ritrovamento, il conte bolognese Giovanni Gozzadini, nel maggio del 1853, diede infatti inizio ad uno scavo in una sua proprietà alle spalle della parrocchia sanlazzarese di Santa Maria delle Caselle, portando alla luce un’estesa necropoli. Quelle indagini hanno contribuito in modo determinante a rischiarare il quadro relativo alle fasi più remote della storia dell’uomo – a quel tempo ancora oscuro - individuandovi gli antefatti della civiltà etrusca e portando alla fama e alla celebrità nel mondo la località di Villanova. Da quel momento, forse la più importante delle culture protostoriche italiane reca la denominazione di “Villanoviano”, ispirata allo studioso dal nome della contermine tenuta ove sorgeva la sua dimora di campagna.

Come spesso accade, alla notorietà di questa terra, il cui nome è entrato stabilmente a far parte del lessico tecnico dell’archeologia preistorica, infinite volte citato nella saggistica storica e nella manualistica scolastica, per oltre un secolo e mezzo ha fatto da controcanto una sostanziale invisibilità della “memoria loci”. Nessun “memento” aveva infatti sino ad ora consentito di collegare il luogo a quella fondamentale scoperta per rivisitarne le circostanze e comprenderne il significato storico e culturale, anche come elemento fondante dell’identità locale e come strumento di interpretazione della memoria della comunità nel cruciale momento della transizione verso la contemporaneità.

Il cammino intrapreso con forte impegno dell’Amministrazione comunale di Castenaso, che da tempo nutriva l’intenzione di dar vita ad una struttura culturale che ricostruisse il legame fra Villanova e la figura di Giovanni Gozzadini e, per il suo tramite, nella quale si affrontasse una riflessione capace di inserire la storia di Villanova e di Castenaso nella più ampia cornice di questa parte dell’area bolognese orientale e delle sue dinamiche storiche e socio-culturali, trova il suo traguardo nel MUV – Museo e Centro di documentazione della civiltà villanoviana (in via Tosarelli 191)

info da : http://www.ibc.regione.emilia-romagna.it/wcm/ibc/eventi/MUV_Museo_villanoviano.htm

Scritto in Archeologiainvia ad un amico | letto 2234 volte

Inserito da redazione il Mar, 2011-02-15 05:49