Domenica 25 luglio 2010, alle ore 10, per ricordare il 67° anniversario della caduta del fascismo (*) deposizione di corone al Sacrario dei caduti partigiani in Piazza Nettuno a Bologna e alle lapidi all'interno di Palazzo d'Accursio
che ricordano l’aggressione del 1920
al Consiglio comunale (**) e le persecuzioni dell’OVRA agli antifascisti.
Dal 17 al 30 luglio 2010, in Sala Borsa, mostra dedicata a
"1960 Fatti e misfatti" con opere grafiche dell'artista Severino Maccaferri
Orario di apertura: lunedì ore 14.30-
20; da martedì a venerdì ore 10- 20, sabato ore 10 -19
(*) Il 25 luglio 1943 è data passata alla storia, in quanto nella notte tra il 24 e il 25 si tenne la seduta del " Gran consiglio" (organo di governo supremo del regime fascista), da tempo attesa e preparata da Dino Grandi, con una raccolta di firme su un "ordine del giorno" da lui proposto. In questo documento non si proponeva la destituzione di Mussolini, ma la riduzione del suo potere personale attraverso una forma di governo più collegiale e, inoltre, si chiedeva al Re di "assumere tutte le iniziative supreme" che fino ad allora il Duce aveva avocato a sè. Di fatto era comunque un esautoramento di Mussolini, dopo 20 anni di potere assoluto.
L'"ordine del giorno" di Grandi fu approvato con 19 voti favorevoli, 7 contrari e 1 astenuto. Alle 6 del mattino del 25 fu consegnato al Ministro della Real Casa, Duca Acquarone, e quindi al Re Vittorio Emanuele III che, poche ore dopo, firmò il decreto di nomina di Pietro Badoglio a nuovo capo del Governo, con pieni poteri militari.
Alle ore 17 dello stesso 25 luglio, all'uscita dell'udienza reale, Mussolini fu arrestato e portato in località segreta sul Gran Sasso. Nei giorni successivi furono sciolti il Partito Nazionale fascista, il Gran Consiglio, la Milizia e il Tribunale Speciale.
Purtroppo non era ancora la libertà per l'Italia, perchè ne seguì l'occupazione dell'esercito tedesco, mentre proseguiva lentamente l'avanzata degli eserciti Alleati sbarcati in Sicilia il 10 giugno 1943. Liberazione che si compì solo il 25 aprile 1945 con la sconfitta dei tedeschi e dei militi fascisti delle Repubblica Sociale di Salò da essi imposta sul nord Italia occupato.
(**) Tra i più gravi fatti di sangue accaduti dei due anni che precedettero l'instaurazione del regime fascista (28 ottobre 1922), Bologna ricorda la strage del 21 novembre 1920, compiuta in Piazza Maggiore e all'interno di Palazzo d'Accursio, in occasione dell'insediamento del nuovo Consiglio comunale a maggioranza socialista appena eletto. Quando il nuovo sindaco designato, Ennio Gnudi, ferroviere comunista, si affacciò al balcone del municipio con la bandiera rossa, i fascisti, preparati e decisi ad impedire tale insediamento, cominciarono a sparare con armi da fuoco e bombe a mano, e fu il caos. Al termine della battaglia si contarono 10 morti e 100 feriti, in gran parte socialisti. Ma la vittima più illustre, incolpevole e non voluta, fu l'avvocato Giulio Giordani, stimato consigliere nazionalista, ucciso da un colpo di pistola sparato nella mischia.
La strage diede quindi il pretesto al Prefetto per nominare un Commissario Prefettizio mandato da Roma. Si chiudeva così, amaramente, il capitolo della Bologna socialista che aveva avuto in Francesco Zanardi uno stimato sindaco dal 1914 al 1919. Avevano quindi il sopravvento le squadre dei fascisti bolognesi guidati da Leandro Arpinati. Violenze e sanguinosi scontri con i socialisti, anch'essi in vari casi armati per non soccombere alle aggressioni fasciste e agli interventi repressivi delle forze dell'ordine, continuarono per tuttoil 1921 e fino all'ottobre 1922. Ma fu lotta vana, perchè, ad una ad una, tutte le amministrazioni comunali rette da Giunte socialcomuniste furono cacciate e sostituite da Commissari; Case del Popolo e sedi dei partiti antifascisti distrutte, esponenti politici e sindacali socialcomunisti e "popolari", bastonati o uccisi.
P.S. Per maggiori informazioni sul tragico
episodio di Bologna, mai del tutto chiarito, si veda nel sito del Comune di
Bologna. Portale della polizia municipale , alla pagina “Cenni
storici”: I FATTI DI PALAZZO D'ACCURSIO E LO SCIOGLIMENTO DEL CORPO.
Sito da cui abbiamo ripreso la foto che ufficializzò l'occupazione del Comune di Bologna da parte dei fascisti appoggiati dalle forze dell'ordine
m. bar.
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Inserito da redazione il Ven, 23/07/2010 - 06:39
