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L'ecomuseo dell'acqua a Padulle di Sala bolognese. Carla Zampighi


Estratto da un intervento dell'Assessore Carla Zampighi, pubblicato su "Speciale Ambiente", supplemento al periodico del Comune. Marzo 2005

  E' stato inaugurato il 13 novembre 2004 ed ha sede in una casa colonica ristrutturata vicino ai terreni della Cassa di Espansione del Dosolo (proprietà dello Stato).
Perchè un Ecomuseo dell 'acqua a Sala bolognese? Perchè il suo territorio è incuneato fra Samoggia e Reno, corsi d'acqua importanti, in stretto collegamento con la montagna, di cui subisce il regime idrico; quando si verifica la concomitanza di eventi meteorici importanti in pianura e in montagna, il territorio di Sala bolognese (comprensivo di Padulle e Bagno, toponimi antichi significativi e appropriati...) è a rischio di alluvione.
Inoltre:
  •   è presente una fitta rete di canali di bonifica con la classica suddivisione fra acque alte e basse(ben visibile proprio in questa zona), che si immettono in Reno a pochi chilometri da qui;
  •   l'immissione in Reno del Canale delle acque basse è supportata dall' impianto idrovoro di Bagnetto 1° che va in funzione quando il livello del Reno è già troppo alto;
  •   è in costruzione un nuovo impianto idrovoro Bagnetto 2, che si è reso necessario per sopperire agli sconvolgimenti delle quote causati dalla subsidenza;
  •   dal 1925 è presente la Cassa di Espansione del Dosolo. Il Dosolo è il canale delle acque alte che riceve soprattutto le acque di Calderara, compreso l 'aeroporto di Bologna. La sua immissione in Reno non è sempre garantita, quindi la Cassa con la sua capacità di circa 1.000.000 di m cubi mette in sicurezza il territorio. Inoltre, i suoi 55 ettari di terreno sono stati rinaturalizzati, e per le realizzazioni ambientali la Regione Emilia -Romagna ha insignito nel 1998 il Consorzio di bonifica Reno Palata e il Comune di Sala bolognese del premio ERA.
  •   la Cassa del Samoggia alle Budrie è già in costruzione ed è in dirittura d'arrivo la progettazione della Cassa di espansione del Samoggia e del Reno a Bagnetto (in territorio del Comune di Castello d'Argile).
  •   sono in progettazione diverse casse di espansione sul Reno.


Tutto questo si sviluppa in circa 25 Km. quadrati e non può non rappresentare un laboratorio didattico a cielo aperto per far capire e sensibilizzare sull'importanza del buon governo delle acque per svolgere con serenità il nostro lavoro.
 Da qui lo spunto per creare una struttura di ricezione, di riferimento, legato a questi aspetti e da implementare con i numerosi contenuti che assume la risorsa idrica nel vivere quotidiano.
L'opportunità è stata offerta dal Consorzio di Bonifica Reno Palata, che ha messo a disposizione il fabbricato .e dall'Assessosorato della Provincia di Bologna che ha finanziato al 70% il promo stralcio della ristrutturazione nell' ambito del Piano di Sviluppo Rurale Asse 3, riguardante il "Rinnovamento e miglioramento dei villaggi e protezione e tutela del patrimonio rurale"
L'impegno economico complessivo è stato di 400.000 euro, di cui 253.00 a carico della gestione economica dell'Assessorato all'Agricoltura della Provincia di Bologna, e 147.000 euro a carico del Comune di Sala bolognese. Questi denari sono serviti per interventi strutturali, ristrutturazione del piano terra, impiantistica e altro.


Per il completo recupero del fabbricato, che riguarderà il piano superiore, si spera di poter accedere al prossimo bando del nuovo Piano di Sviluppo Rurale, in tempi relativamente brevi.
L'idea è stata condivisa nell'ambito dei rapporti, formalizzati da convenzione, fra i Comuni di pianura di "Terre d'acqua" e al "Parco del Corno alle Scale", per contribuire ad aumentare la conoscenza del Parco ed attivare progetti di comune interesse e per alimentare la cultura su temi assai importanti per il territorio , come appunto è quello dell'acqua..
E' nata quindi la proposta di un percorso che , partendo dalla "Montagna", arrivi in "Pianura", mettendo in evidenza le varie opere necessarie per una corretta regimazione delle acque: opere di presidio all'interno del bosco, lungo le pendici, briglie sui corsi d'acqua, modalità di drenaggio in pianura, manufatti idraulici, casse di espansione, mulini, laghetti ad usi plurimi, opere acquedottistiche, ecc.


Il teritorio trattato partirà quindi dalle origini del Reno, prevederà un dettaglio in corrispondenza del Parco, e, via via scendendo verso la Chiusa di Casalecchio, fino ai corsi d'acqua artificiali della pianura, che interessano tutta l'area di "Terre d' acqua", fino al Panaro.
In questa struttura potrà essere esposta la sintesi illustrativa del percorso, grazie ad un allestimento in sintonia con le moderne tecniche di comunicazione, e facilmente modificabile al mutare delle condizioni territoriali. In particolare la rappresentazione avverrà mediante plastici illustrativi del sistema orografico della zona, l'individuazione dei luoghi di interesse e relativa descrizione del ruolo idraulico, culturale e storico, il tutto mediante un sistema informativo con pannellature e soprattutto strumenti multimediali.
Per tutto questo si spera nella collaborazione dell'Autorità di bacino del Reno, dell'Università e del Consorzio di Bonifica Reno Palata, che hanno a disposizione i dati idraulici di base.
L'allestimento prevederà anche sezioni espositive legate alla Bonifica montana, alla Bonifica di pianura e all'ambiente in senso lato. E' previsto anche un punto di ristoro.


Sarà importante trovare sinergie con le strutture già presenti che affrontano, sotto diverse angolazioni, il tema acqua, come il Comune di Porretta, il Museo della Chiusa di Casalecchio, il Museo delle Valli e della Bonifica di Argenta. il percorso ideato ben si connette anche con le prospettive di fruizione del fiume Reno; al riguardo ricordo che è nata l' Associazione "La via del Reno", a cui aderiscono tutti i Comuni rivieraschi e che ha come obiettivo l'interazione del fiume col territorio circostante..
L' Ecomuseo potrà essere utilizzato inoltre per momenti di incontro su argomenti tecnici, culturali, divulgativi, storici, e altro, incentrati sul tema dell'acqua, il risparmio idrico e altri aspetti connessi, come ad esempio l 'energia.
Il primo allestimento del museo è reso possibile in quanto il Comune di Sala bolognese è uno dei 24 Comuni delle Province di BO, MO, FE, che rientrano nel programma d'area Cispadano del Regione Emilia Romagna. il nostro progetto è stato approvato in tale ambito e quindi può contare su un finanziamento, al 50% , di 49.000 euro provenienti dall 'Assessorato al turismo della Regione; il rimanente 50% è a carico del Comune di Sala.
Con questo investimento il comune ha dimostrato di credere molto nell'iniziativa, ma chiede il consenso e la condivisione degli altri Enti e Istituzioni perchè c'è ancora molto da fare: completare la struttura, avviare la gestione, ampliare il contenuto e altro ancora.



 Testo estratto da un intervento dell'assessore Carla Zampighi

Scritto in Ambiente, ecologia, natura | Sala Bologneseinvia ad un amico | letto 4552 volte

Inserito da redazione il Mar, 2005-06-07 19:28