Fra i tesori
nascosti delle istituzioni museali bolognesi ce n'è uno che merita
una segnalazione per chi ancora non lo conosce, visto che è stato
insignito del titolo di Patrimonio Culturale dell'UNESCO nel 2007 ed è
visitato da centinaia di scolaresche e turisti. Nelle sue ampie
sale ci sono esposti oltre 2000 pezzi che testimoniano l'evoluzione
degli strumenti della comunicazione da 250 anni fa ad oggi. E' il
Museo della Comunicazione e del
multimediale G. Pelagalli a Bologna,. Mille suoni …. mille voci
Si trova nel centro
della città, in via Col
di Lana 7/N, e offre ben 12 settori espositivi, oltre a Biblioteca,
Videoteca, Audioteca e Cineteca. Due sale sono dedicate a Guglielmo
Marconi e ai Fratelli Ducati e le altre a tutte le varie branche
della Comunicazione. E' visitabile su
appuntamento , con la guida del fondatore – creatore di questa
eccezionale raccolta, Giovanni Pelegalli. Info e prenotazioni al 338
8609111 e info@museopelagalli.com
Dal sito
www.museopelagalli.com ,
riccamente illustrato, abbiamo tratto una sintesi delle sezioni del
Museo
Sala storia della radio - Sezione
Radiofonia
Questo settore espositivo illustra in
modo cronologico e scientifico la preistoria della radio (con
strumenti scientifici d’epoca) e la evoluzione della stessa dalle
origini... ambra di Talete 2500 anni fa!... e dall'800 fino ai giorni
nostri. Con questi strumenti d'epoca si realizzano al vero durante le
visite guidate "interattive" gli esperimenti scientifici di
elettrostatica, elettrodinamica, radiotelegrafia, radiofonia che
consentono ai visitatori interessati a questo settore espositivo (in
particolare le numerose scolaresche) di sperimentare e comprendere
"come funziona la radio" e di conseguenza anche il
funzionamento di ogni moderno mezzo di radiocomunicazione. Il settore
"preistoria" è completato poi da una stazione
radiotelegrafica navale primordiale e da una stazione
ricetrasmittente in fonia che equipaggiava gli aeromobili durante la
prima guerra Mondiale. Da qua poi si innesta il settore espositivo
dedicato alla primitiva e pionieristica radio domestica.
Sala della fonografia
I numerosi ed affascinanti pezzi
esposti in questo settore museale raccontano la storia
dell’invenzione della fonografia (1877 c.a.) che, precedendo pure
di pochi anni il cinema dei F.lli Lumiere e la Radiotelegrafia e
Radiofonia di Marconi, fu considerato il primo “miracolo tecnico”
che stupì il mondo: immortalare e tramandare ai posteri la voce
umana! Thomas Alva Edison fu l’artefice di questa invenzione, da
considerarsi la bisnonna dei moderni compact disc e la nonna del
“vinile” o “disco microsolco” degli anni ’50 ’60. Tra i
numerosi pezzi che i visitatori potranno ammirare esposti in questo
settore del museo, citiamo ad esempio il TIN FOIL di Edison (1877)
con la voce incisa su un cilindro di carta stagnola, fonografi e
dittafoni a rullo di cera, grammofoni a disco con stupende trombe in
metallo, in cristallo, in legno, intagliate, multicolori ecc. Tutti
pezzi restaurati e funzionanti: alcuni di questi, durante le visite
guidate personalmente dal Titolare Direttore del museo, cav.
Giovanni Pelagalli, vengono messi in funzione con sempre
grande meraviglia e soddisfazione da parte degli ospiti!!
La storia del cinema: lanterne magiche metà '800, "moderni" proiettori per il cinema muto dell'inizio secolo, cineproiettori sonori degli anni '30 e '40, macchine da ripresa e proiezione del dopo-guerra, manifesti d'epoca, pellicole, curiosità e quant'altro mostrano la interessante evoluzione del mezzo di comunicazione visivo messo a punto dai fratelli Lumière sul finire del secolo scorso.
Canzone italiana e napoletana
Cantanti celebri, oltre 20000
incisioni, dischi originali 78-45-33 giri, dischi rari, spartiti
musicali, le fiabe su dischi originali di cartone, le moderne
incisioni, ecc...
La storia del telefono
Dal telefono di Meucci - 1871 - ai telefoni in legno con manovella di
fine '800 inizio '900, la telefonia nel '900 fino ai primi
«satellitari» fine anni '70, ecc.
La storia della televisione
Dalla lampada Raytheon per la
«Radiovisione» meccanica del 1928 ai primi TV BN elettronici con
immagine riflessa del 1935, la TV in Italia dal 1954, la TV
sperimentale a colori con schermo tondo, la TV di «Lascia o
Raddoppia?», e il cinema.
E infine: la storia del computer
Dal «regolo calcolatore» di Quintino Sella (1850) alle prime
«tastiere» con unità di memoria a cassetta fine anni '70,
calcolatori meccanici con «tastiera estesa» anni '30 - '40, i primi
«personal», ecc.... la favola moderna del computer!
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Inserito da redazione il Dom, 24/01/2010 - 18:01
