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I cambiamenti climatici e le risorse idriche . Tiziano Draghetti


Sintesi della relazione del dott. Tiziano Draghetti

Responsabile del Servizio Tutela e risanamento risorsa acqua della Regione Emilia Romagna.

Atti del Convegno “L'acqua un bene da salvare. 29/04/2005Villa Smeraldi S. Marino di Bentivoglio

 

I ragionamenti che faccio sul cambiamento climatico partono dai lavori del Piano di tutela delle acque che di recente è stato adottato dalla Regione.

Su questo argomento si parte normalmente da un rapporto della IPCC, cioè da un gruppo di scienziati riuniti dall'ONU e da una Agenzia
internazionale. E' uno studio spesso citato perchè fondamentale, uscito nel 2001. E' il 3° rapporto di valutazione ed è un lavoro discusso e discutibile, che tuttavia raccoglie un livello di consensi elevato.

C'è stato negli ultimi 140 anni un aumento medio della temperatura sulla superficie globale terrestre di 0,6 gradi, con un margine di incertezza intorno allo 0,2, ed un aumento globale della piovosità, in particolare alle medie e alte latitudini dell'emisfero nord. Vi sono delle zone in cui c'è stato un calo di precipitazioni, come ad esempio nelle zone subtropicali, e nelle zone equatoriali c'è un aumento della temperatura. Sulle cause di questi fenomeni il dibattito è aperto.

Sempre nel Rapporto suddetto si dice che negli ultimi 40 anni le variazioni sono dovute a cause umane : emissione di gas, effetto serra, CO2, ecc..; ma non solo; anche i cambiamenti dell'uso del suolo provocano una serie di cambiamenti climatici.
Il TAR ha sviluppato anche delle modellistiche previsionali che, in base agli scenari disegnati e quindi alle ipotesi che si fanno sulle future emissioni derivate dallo sviluppo economico mondiale, danno queste previsioni: un aumento della temperatura per i prossimi 100 anni da 1,4 gradi a 5,8 gradi . un aumento della temperatura implica un aumento dell'energia ed un aumento del ciclo idrogeologico e quindi dell'intensità degli eventi estremi.

Siamo in una situazione in cui , anche se il “Protocollo di Kioto” venisse adottato dagli Stati Uniti e dagli altri Stati che non l'hanno adottato, ormai questi cambiamenti sono in atto e per mitigarli o per eliminarli bisognerebbe diminuire molto fortemente le emissioni di gas in atmosfera, cosa ritenuta impossibile. Bisogna cercare di adattarsi ai cambiamenti in atto. Mentre a livello globale i modelli di previsione sono abbastanza validi, a livello locale le previsioni sono abbastanza inaffidabili.

Una ricerca presentata sulla rivista “Nature” nel 2002 evidenzia che le
precipitazioni sono molto più variabili nello spazio e nel tempo e sono molto più difficili da simulare con modelli previsionali. Dai grafici (*) emerge che ci sono degli scostamenti molto forti, tra le previsioni fatte per gli ultimi 70 anni su modelli previsionali e le precipitazioni reali.
Per quanto riguarda l'Emilia Romagna , che si trova a 44/45° di latitudine, l'incertezza sulle precipitazioni è grande. C'è uno studio molto importante che è servito al Ministero della comunicazione italiano all' ONU, condotto dal CNR di Bologna, un Istituto di ricerche che studia la storia del clima. Utilizzando 46 stazioni di controllo poste tra nord e centro-sud, tra la metà dell'800 e il 1996, i risultati hanno confermato il riscaldamento globale anche dell'Italia, con differenze importanti rispetto alla situazione globale.
Tra i dati più importanti si rileva un aumento medio di temperatura al nord di 0,4 °, con possibili scostamanti di 0,1; dato simile a quello globale. Al sud c'è un aumento superiore alla media, più sensibile d'inverno che d'estate.
Le variazioni di precipitazioni al nord d'inverno sono molto modeste e d'estate sono  inesistenti; al sud, c'è forte diminuzione, soprattutto in
autunno. Inoltre, sono in diminuzione i giorni di pioggia , sia al nord che al sud, e quindi cìè la tendenza all'aumento dell'intensità delle precipitazioni, all'intensificazione dei fenomeni estremi.
Ci sono anche altre ricerche più recentiche rivelano aspetti contradditori, e non entro qui nel dettaglio. Ma i dati relativi alla piovosità sono fondamentali per ciò che riguarda le risorse idriche; e la domanda irrigua in Regione incide molto: siamo nell'ordine di 1 miliardo e 300 milioni di metri cubi all'anno prelevati dall'agricoltura. La domanda irrigua viene condizionata enormemente dal cambiamento climatico, dall'andamento della temperatura. L' aumento della temperatura implica un aumento della vapo-traspirazione, con conseguenze sulla temperatura e la  traspirazione delle piante che presentano aspetti contrastanti.

Nell'incertezza della situazione, nel Piano di tutela ci siamo tenuti a criteri neutrali, in attesa di vedere nei prossimi anni una modellistica di
studio migliore. Il Piano viene rivisto ogni 6 anni, quindi abbiamo la possibilità di intervenire a seconda delle situazioni che si verificano.
Per ridurre i rischi da cambiamento climatico occorrono fondamentalmente interventi di risparmio, miglioramento della gestione, interconnessione, aumento dei volumi in serbatoio, usi plurimi, utilizzo di acque reflue, stoccaggi, invasi, e limitare i danni dall'agricoltura dovuti dal minimo deflusso vitale.
A conclusione di questa carrellata estremamente veloce e riduttiva, possiamo dire che c'è sicuramente una maggior probabilità di eventi estremi, di inondazioni e di siccità. Il rischio va affrontato con la definizione di piani di gestione e di tutela a lungo periodo. Questo è uno dei campi affidati alla Regione, alla Provincia, agli Ato, ai Consorzi di Bonifica, nei prossimi anni; per questo segnalo la necessità di studi e ricerche , e anche un ruolo delle regioni sul clima e soprattutto un programma nazionale di gestione dei cambiamenti climatici regionalizzato.
ARPA-Sim sta già lavorando sulla modulistica con collaborazioni europee. Sarebbero utili altre ricerche sulla quantità di acque sotterranee e i loro modelli di flusso e ricarica delle falde, in relazione con i cambiamenti climatici. Anche per saperne di più vi mostro una breve ricerca su internet riguardo ai siti che contengono informazioni in materia.(*)

(*)
La relazione era accompagnata da grafici e tabelle in lucidi che non sono al momento qui disponibili (ndr).

Scritto in Acqua, un bene da salvareinvia ad un amico | letto 2098 volte

Inserito da redazione il Mer, 2006-01-04 08:56