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Carta dei diritti e diritti sulla carta


Amnesty International ha chiesto oggi ai governi di fare del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani (Dichiarazione) un momento di azione e non di mera celebrazione.
Denunciando gli attacchi terroristici di Mumbai, Amnesty International ha messo in guardia i governi dal fare marcia indietro sui diritti umani in nome della sicurezza: ‘I governi hanno il dovere di proteggere dal terrorismo, ma il carcere a tempo indeterminato senza accusa ne’ processo, la giustificazione e la pratica della tortura e l’erosione del primato della legge non rendono il mondo un luogo piu’ sicuro’ – ha ammonito Irene Khan , Segretaria Generale di Amnesty International.
Constatando l’impatto sui paesi poveri dell’attuale crisi economica, che rischia di gettare altri milioni di persone nella poverta’, Amnesty International ha chiesto ai governi di proteggere i diritti economici e sociali con pari vigore rispetto ai diritti civili e politici.
‘Il pregio della Dichiarazione e’ costituito dall’universalita’ e dall’indivisibilita’. I diritti umani sono universali: ogni persona nasce libera ed eguale in dignita’ e diritti. I diritti umani sono indivisibili: tutti i diritti, economici, sociali, civili, politici e culturali, sono parimenti importanti, senza alcuna gerarchia’ – ha proseguito Irene Khan. ‘Nonostante i progressi degli ultimi decenni in molte aree, l’ingiustizia, la disuguaglianza e l’impunita’ persistono in troppe zone del mondo. Il vero problema e’ che i governi fanno promesse e adottano leggi ma mancano di darvi seguito.’
‘E’ arrivato il momento che i governi riparino a sei decenni di fallimenti nel campo dei diritti umani e diano seguito alle loro promesse.’ – ha concluso Irene Khan.
I passi avanti nel campo dei diritti umani conseguiti negli scorsi sei decenni comprendono:


- l’adozione di trattati internazionali e di legislazioni nazionali;
- il riconoscimento dei diritti delle donne e dei bambini;
- la creazione del Tribunale penale internazionale e i procedimenti per crimini di guerra e contro l’umanita’ da parte dei tribunali internazionali e, in alcuni casi, di quelli nazionali;
- l’istituzione dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite e, in alcuni paesi, di commissioni nazionali sui diritti umani;
- la fine dell’uso della pena di morte in oltre due terzi del pianeta;
- i progressi nel controllo delle armi;
- un forte appoggio della societa’ civile ai diritti umani, come attraverso la rete mondiale dei difensori dei diritti umani e delle organizzazioni per i diritti umani.


I fallimenti comprendono:
- le massicce violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario nei conflitti armati;
- l’aumento degli attacchi dei gruppi armati e dei gruppi terroristici contro i civili;
- la violenza contro le donne e i bambini, compreso il reclutamento dei bambini e delle bambine soldato;
- la negazione dei diritti economici e sociali a milioni di persone che vivono in poverta’;
- la corruzione e l’iniquita’ dei sistemi giudiziari di molti paesi;
- l’uso della tortura e di altre forme di maltrattamento;
- la negazione dei diritti dei rifugiati e dei migranti;
- gli attacchi agli attivisti, ai giornalisti e ai difensori dei diritti umani;
- la soppressione del dissenso in molti paesi;
- la discriminazione sulla base della razza, della religione, del genere e dell’identita’.
(*) Dal Comunicato stampa - Roma, 9 dicembre 2008
Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste: Amnesty International Italia - Ufficio stampa Tel. 06 4490224 - cell.348-6974361, e-mail press@amnesty.it


Scritto in Società oggiinvia ad un amico | letto 1886 volte

Inserito da redazione il Mer, 2008-12-10 05:55