Varie

Creative Commons License


Questi testi sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons.

Tradizioni musicali di Sicilia a Bologna


Sono  a Bologna in questi giorni, in occasione del Festival Internazionale delle corali promosso dalla bolognese Corale Euridice, alcuni gruppi che mantengono viva la musica, gli strumenti e le sonorità della tradizione, popolare e colta , della Sicilia nord orientale. Si tratta del Kalamos ensemble e dell'Ensemble vocale  "A. Ortolani"
- Kalamos ensemble
Formato da cinque giovani musicisti di Galati Mamertino – centro dei Nebrodi, in provincia di Messina, il Kàlamos Ensemble, con la consulenza dell’etnomusicologo Mario Sarica e in stretta collaborazione con il Museo di cultura e musica popolare dei Peloritani di villaggio Gesso (Messina), sta sviluppando da anni un originale progetto musicale centrato sulla riscoperta e valorizzazione dello strumentario siciliano di tradizione, con particolare attenzione alla famiglia dei fiati pastorali (ance e flauti), e sul recupero del canto popolare nelle sue espressioni più originali. Per quanto concerne lo strumentario, l’ensemble, oltre ad utilizzare la zampogna a paro, massima espressione organologica della tradizione pastorale della Sicilia nord-orientale (Peloritani e Nebrodi), e del flauto diritto di canna, semplice, ha recuperato, con assoluto rispetto filologico, l’uso del doppio flauto di canna, quasi del tutto estinto nell’uso e nella memoria organologica, e del triplo flauto, quest’ultimo ricostruito sulla base delle fonti iconografiche del Cinque e Seicento, e, ancora, del clarinetto semplice e doppio, anch’esso attestato marginalmente. Assieme ai flauti e alle ance pastorali, dalle remote e mitiche ascendenze mediterranee, il Kàlamos Ensemble, fa ricorso ad altri strumenti tipici della prassi musicale siciliana di tradizione orale, quali la chitarra, la citola,il mandolino e il tamburo a cornice.
Il gruppo è composto da:


Pinello Drago , zampogna a paro, voce
Francesca Anastasi , cerchietto con sonagli, campana, flauto diritto, di canna, voce
Giuseppe Anastasi , flauto diritto, di canna, voce
Salvo Anastasi , flauto diritto, di canna, voce
Andreina Drago , citola, chitarra-liuto, voce

- Ensemble vocale “A. Ortolano
Dal coro della Diocesi di Cefalù, costituitosi nel 2005 sotto la guida di Diego Cannizzaro, si è formato l’Ensemble Vocale “A. Ortolano”. In esso convergono le principali realtà corali dell’intera Diocesi. Da circa un anno, l’ensemble vocale è impegnato anche nello studio del repertorio popolare sacro  siciliano e si è esibito in varie manifestazioni siciliane tematiche sulla storia della musica sacra. Sin dalla sua prima costituzione il coro della Diocesi ha sviluppato sia la preparazione liturgica per i principali pontificali celebrati nella Cattedrale di Cefalù durante l’arco dell’anno liturgico, sia la formazione culturale-musicologica attingendo al vasto repertorio d’archivio della Cattedrale di Cefalù e di altre realtà siciliane.
II gruppo è composto da
Lucia Geraci, Valeria Russo, soprani Loredana Falcone, contralto, Antonio Marchese, tenore, Giuseppe Fazio, Lorenzo Profita, bassi, Bernardo Storace, vice maestro di Cappella a Messina,

 

DIEGO CANNIZZARO (clavicembalo-organo-direzione musicale)
Ha conseguito con la lode il Diploma di Organo e Composizione Organistica presso il Conservatorio di Perugia, il Diploma di Pianoforte presso il conservatorio di Palermo la Laurea in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Palermo ed il Dottorato di ricerca in Storia ed analisi delle cultura musicali presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” con una dissertazione sopra “La musica per organo e clavicembalo nei regni di Napoli e di Sicilia nei secoli XVI e XVII”. Attivo come organista, pianista e clavicembalista, ha partecipato a diverse rassegne musicali in tutta Europa. E’ ispettore onorario per gli organi storici dell’Assessorato ai BB.CC.AA. della Regione Siciliana e membro della Consulta per i Beni Culturali della Diocesi di Cefalù di cui ha curato il censimento degli organi; ha pubblicato anche diversi saggi. E’ maestro di cappella ed organista della Cattedrale di Cefalù, insegna Organo e Storia della musica sacra presso l’Istituto diocesano “A. Ficarra” di Patti (Me), è consulente organologico dell’Università di Palermo, è docente presso il Dipartimento di musica antica del Conservatorio Rimski-Korsakov di San Pietroburgo (Russia) ed insegna ai corsi sulla musica antica organizzati dall’ “Orchestra Barocca Siciliana” . Ha tenuto delle master-class per le Accademie di Enghien ed Ath (Belgio). Ha inciso diversi CD per “La Bottega Discantica”, “Bongiovanni” e Tactus” tra cui una monografia su Filippo Capocci (XIX secolo) e l’integrale organistica di Giovanni Salvatore (XVI)

 

 

 

 

MARIO SARICA (Ricerche Etnomusicologiche) Formatosi alla scuola etnomusicologica del prof. Roberto Leydi all’Università di Bologna, dove ha conseguito la laurea in discipline delle Arti, Musica e Spettacolo, Mario Sarica è curatore scientifico del Museo di cultura e musica popolare dei Peloritani (villaggio Gesso – Messina), realtà etno- organologica unica nel suo genere in Sicilia, e tra le poche in Italia. Fin dai primi anni Ottanta ha svolto attività di ricerca etnomusicologica sul campo, soprattutto nella Sicilia nord-orientale, rivolgendo  particolare attenzione agli strumenti musicali popolari, e agli aerofoni pastorali in particolare; al canto di tradizione, monodico e polivocale, in ambito di lavoro e di festa; e alle pratiche cerimoniali, sacre e profane. Numerosi e originali i suoi contributi di studio, fra i quali segnaliamo, Il principe e l’Orso, il Carnevale di Saponara (1993), Strumenti musicali popolari in Sicilia (1994), Canti e devozione in tonnara (1997). Di particolare interesse anche gli oltre quindici titoli di antologie sonore, molte delle quali firmate assieme a Giuliana Fugazzotto, pubblicate nelle collane Albatros, Ethnica, Phonè, dedicate ai diversi generi musicali della tradizione orale siciliana, dai canti di lavoro a quelli della Settimana, dalla pratica strumentale alla discografia a 78 giri. Da parecchi anni, in stretta collaborazione con il Kàlamos Ensemble, e più recentemente con l’apporto del M° Diego Cannizzaro, Mario Sarica ha avviato un progetto di valorizzazione dell’ampia famiglia degli aerofoni pastorali (flauti ed ance), attraverso anche una rivisitazione della Selva di compositioni...(Venezia, 1664), di Bernardo Storace, vice maestro di Cappella a Messina, e dei rapporti fra oralità e scrittura in Sicilia sul lungo periodo storico e nella forma di riscrittura dei diversi repertori tradizionali, da finalizzare alle performance, come nel caso di “Fra terra e cielo” proposto nell’ambito del Festival Corale Internazionale di Bologna 2008.

(*) testi e foto ripresi dal depliant di invito al Festival bolognese, a cura della Corale Euridice

 

 


 

 

 

Scritto in Bologna | Tradizioniinvia ad un amico | letto 4925 volte

Inserito da redazione il Ven, 2008-09-19 05:28