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Laboratorio linguistico pievese


Si intitola "Laboratorio di ricerca culturale", ha sede in Pieve di Cento ed ha fra i suoi maggiori promotori e animatori la ex Direttrice Didattica Maria Luisa Vianelli e il dott. Eugenio Magri, già primario ospedaliero,  entrambi autori  di testi e poesie, in lingua italiana e dialetto.
La  storia di questa Associazione e le sue attività sono  ben illustrate, in modo esauriente, nel sito www.labpieve.it ; sito dal quale riportiamo qui una sintesi indicativa.
Il "Laboratorio di ricerca culturale" di Pieve di Cento è stato fondato come associazione senza scopo di lucro nell'ottobre 1996 ed ufficializzato (atto costitutivo, statuto, registrazione, codice fiscale) nel corso del 1997. L'iniziativa è partita dal Prof. Romano Gamberini, già Preside della Scuola media di Pieve di Cento e Vice Sindaco del medesimo Comune, persona di rara e profonda cultura, specialmente per quanto riguarda la spesso trascurata cultura popolare.
Non a caso, l'attività del "Laboratorio" si è manifestata particolarmente nella ricerca di tradizioni, leggende, favole locali, nella valorizzazione del dialetto e della produzione poetica dialettale, nella raccolta - con relativa interpretazione - delle filastrocche in vernacolo ed in lingua, nella stesura di un'importante, ampia e completa grammatica italiano-dialettale che introduce un "Vocabolario etimologico dialettale" valido per tutta l'Emilia Romagna e che raccoglie parole rare, già estinte oppure anche vocaboli comuni ma importanti per l'etimologia: basti ricordare che esso si rifà alla storia dei vari ceppi etnici che si sono succeduti in Emilia Romagna nel corso di tre millenni (dagli Etruschi ai Celti, dai Longobardi ai Francesi al tempo dell'occupazione napoleonica) .....


E' chiaro che, con questi presupposti, non poteva essere trascurata la storia locale partendo da un accurato censimento di tutte le lapidi esistenti, civili, religiose, funerarie così come non sono stati trascurati altri settori come i recital all'aperto ("Shakespeare incontra Shakespeare": brani famosi del grande drammaturgo inglese sottolineati da musica d'epoca; poesie dialettali famose per scene d'amore recitate nei più bei balconi pievesi: Giulietta e Romeo, Cyrano de Bergerac, ecc.).

Ma è stata particolarmente la poesia, sia dialettale che in lingua, che ha polarizzato l'attività del "Laboratorio di ricerca culturale" di Pieve di Cento, se non altro perché quasi tutti i soci dell'associazione si dilettano con questa divina branca della letteratura.

L'impegno più rilevante  e importante  che ha caratterizzato questa Associazione è  stata la realizzazione del Concorso qui sotto indicato , tuttora in atto con l'edizione 2008

* NOTE INFORMATIVE GENERALI SUL CONCORSO
"LE QUATTRO PORTE (MEMORIAL ROMANO GAMBERINI)"

La prima edizione del Concorso si tenne nel 1998 partendo con inserzioni su alcune riviste letterarie e subito si verificò una buona partecipazione di poeti: tra l'altro, il livello medio delle opere presentate fu davvero elevato.

Proseguendo negli anni successivi, notammo un progressivo e continuo aumento dei concorrenti, fino ai 220 del 2001, un numero ragguardevole se si pensa che il concorso era finalizzato alla premiazione di una poesia singola.

Nel 2002 abbiamo tentato il "salto di qualità", un grande salto di qualità, per raggiungere un traguardo ambizioso: fare del "Quattro porte" uno dei maggiori concorsi letterari italiani, forse il maggiore in senso assoluto.
Per questo scopo, occorrevano premi più sostanziosi, un'organizzazione più precisa e continua e quindi la presenza di Sponsor generosi e qualificati. La Fondazione della Cassa di Risparmio di Cento, l'Assessorato alla Cultura del Comune di Pieve di Cento, il Centro Sociale anziani "Luigèn" (ricreativo-culturale) hanno risposto alle nostre esigenze consentendoci di realizzare davvero un grande Concorso nazionale: dal 2002 il concorso prevede il premio speciale alla carriera “Città di Pieve di Cento”, che viene assegnato di volta in volta ai più grandi poeti italiani e il cui albo d’oro annovera a tutt’oggi i nomi prestigiosi di Maurizio Cucchi, Alda Merini, Maria Luisa Spaziani, Franco Loi, Wanda Marasco e Silvio Ramat.

Un'altra annotazione: le telefonate per informazioni da noi ricevute dagli USA, dal Canada, dalla Gran Bretagna, dal Belgio, dall'Olanda, dall'Australia, dall'Ambasciata Italiana di Rabat (Marocco), dal Libano, dalla Croazia, ci indicano, forse, che il Concorso sta maturando per creare una Sezione Internazionale. Dovremmo ragionare su ciò con calma e ponderazione, poiché questo "allargamento", che peraltro sentiamo di meritare, comporterebbe un notevole aumento del carico organizzativo ed una diminuzione del nostro tempo libero, da impiegare per la migliore riuscita del programma. Vedremo.

Il 2002 è l'anno che ha visto l'inserimento nel Concorso, per la prima volta, della Sezione "Narrativa" (racconti) e il risultato è stato letteralmente trionfale.

Il battesimo della nuova sezione è stato festeggiato dall'invio di 153 racconti, di notevolissimo livello medio, tanto notevole da rendere difficoltosa la scelta ponderata dei finalisti.

Nel 2005 ha fatto la sua comparsa la sezione “Poesia dialettale”, riservata ai vernacoli dell’Emilia Romagna, che in questi tre anni ha visto una partecipazione apprezzabile per la qualità delle opere presentate.

Per concludere queste brevi note informative, accenniamo ai lavori inviati alla decima edizione del 2007. Per un totale di 1.019 concorrenti, abbiamo registrato 608 partecipanti alla Sezione "Poesia", 399 alla Sezione "Narrativa" e 21 alla Sezione “Poesia dialettale”. in totale, abbiamo letto, riletto e giudicato 1.721 poesie e, come già accennato, 399 racconti di autori provenienti da ogni regione d'Italia, nessuna esclusa.

Abbiamo rilevato, con piacere, una novità interessante: mentre è rimasto pressoché costante il numero dei concorrenti provenienti da Bologna, Ferrara, Modena e relative provincie, è enormemente aumentato il numero di poeti e narratori provenienti dal Nord e dal Centro-Sud d'Italia, con un particolare incremento di scrittori residenti a Milano, Roma, Napoli.
Abbiamo registrato con piacere anche un aumento dei concorrenti pievesi o residenti a Pieve di Cento.

Un’ultima annotazione significativa per quanto attiene al valore sociale e educativo della “parola”: dal 2004, con il patrocinio del Ministero della Giustizia, il concorso è aperto ai detenuti, che partecipano con costante assiduità anche con elaborati più che dignitosi, tanto che nella graduatoria dei finalisti dell’ultima edizione compare la poesia di un carcerato.

PUBBLICAZIONI

Il Laboratorio di Ricerca Culturale di Pieve di Cento ha dato luogo alla pubblicazione dei seguenti volumi, del bravissimo editore Nicola Calabria (Patti - Messina):

1- "Leggende e tradizioni del Cento-pievese (e dintorni…)" - Novembre 1998
In appendice: Filastrocche commentate. Pagine 120 - Euro 3,00

2- "Favole pievesi" - Novembre 1999
In appendice: Le filastrocche come mini favole. Pagine 160 - Euro 4,00

3- "Viaggio nella memoria" - Novembre 2000
In appendice: Prima parte di un vocabolario regionale (dialettale) per argomenti
Pagine 190 - Euro 7,75

4- "Quando le pietre parlano" - Settembre 2001
In appendice: Seconda parte del vocabolario ragionato.
Pagine 190 - Euro 7,75. Edizione pregiata.

5- "Il dialetto del Cento-pievese, di Bologna, Ferrara, dell'Emilia Romagna; Grammatica italiano-dialettale; Vocabolario etimologico; Antologia poetica dialettale". Giugno 2003  Pagine 300 - Edizione pregiata - Euro 18,00.

 

 

Scritto in Laboratorio di ricerca culturale pieveseinvia ad un amico | letto 1766 volte

Inserito da redazione il Sab, 2008-07-12 15:04