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Raffaele Pettazzoni, storico delle religioni


A lui è intitolata la biblioteca comunale  di S. Matteo della Decima, frazione, ovvero l'altra metà, del Comune di S. Giovanni in Persiceto. Ma fuori dai confini comunali pochi sanno chi era e cosa ha fatto per meritare  questa intitolazione. Lo storico Mario Gandini, persicetano, da anni sta lavorando e raccogliendo documenti per preparare la sua biografia, che non potrà che essere monumentale e fondamentale, a giudicare dai numerosi contributi già pubblicati su "Strada Maestra",  rivista della biblioteca comunale del capoluogo (intitolata a Giulio Cesare Croce, altro persicetano famoso).
Ma Raffaele Pettazzoni occupa  da tempo un posto di grande rilievo , sia in campo nazionale che internazionale, tra chi si interessa  di antropologia e storia delle religioni.
In questa modesta mini-biografia non potremo che tracciare alcuni cenni  per cominciare intanto a  far conoscere  le note essenziali di questo personaggio di cui l'anno prossimo cadrà il cinquantesimo anniversario della morte.
Raffaele Pettazzoni è nato a S. Giovanni in Persiceto nel 1883 ed è morto a Roma nel 1959.

Laureato in lettere nell'Università di Bologna, nel 1909 fu nominato Ispettore al Museo preistorico ed etnografico a Roma.
Nel 1923 salì alla cattedra della Regia Università di Roma; il 17 gennaio
1924 pronunciò la prolusione universitaria in occasione dell’inaugurazione del suo  primo corso di storia delle religioni. Fu direttore della sezione Storia delle religioni e Folklore della Enciclopedia Italiana dal 1925 al 1937; nel 1933 fu nominato Accademico d’Italia.
Dopo la guerra fu Socio nazionale dell’Accademia dei Lincei (nel 1946 aveva ottenuto il premio reale dei lincei), presidente dell’Associazione internazionale di storia delle religioni nel 1950, e Direttore della rivista "Numen". Si ritirò dall’insegnamento alla fine dell’anno accademico 1952-1953 per raggiunti limiti di età. Ma continuò a studiare e scrivere.

Nel corso della sua intensissima vita di ricercatore e docente, studiò, insegnò e scrisse  articoli, saggi o volumi su tutte le religioni, d'occidente e d'oriente, maggiori e minori , antichissime e contemporanee. Fu in rapporti di collaborazione, corrispondenza o amicizia con tutti i più importanti studiosi europei della materia, partecipò a congressi internazionali, ebbe contatti con varie Università europee; i suoi testi erano studiati in Europa e in America. Tra i suoi estimatori ricordiamo solo Mircea Eliade, per citare forse il più noto storico delle religioni, filosofo e saggista del Novecento (rumeno, nato a Bucarest nel 1907 e morto a Chicago le 1983).
Nella relazione della Commissione esaminatrice che sancì la sua promozione come titolare stabile di cattedra all'Università di Roma, nel 1926,  è scritto tra l'altro che "il prof. Raffaele Pettazzoni possiede in altissimo grado doti di ricercatore e di studioso .... tenacia indefessa di lavoro, scrupolosità rigorosissima d'informazione, capacità d'affrontare problemi diversissimi; e le religioni storiche dell'Oriente, e del mondo classico, e le religioni del nuovo mondo e le religioni dei primitivi. A ciò gli giova la preparazione archeologica ed etnologica ...." (1)

Formatosi culturalmente nell’ambito dello storicismo, con l'istituzionalizzazione in Italia della "storia delle religioni" come disciplina autonoma, fu uno dei primi a proporre un approccio storico allo studio della religione. Pettazzoni è il fondatore della scuola italiana di Storia delle religioni negli anni 20 e della rivista scientifica Studi e materiali di storia delle religioni nel 1925.

Compara diverse forme di religione senza limitarsi a un unico ambito, scrive nel 1955 "L’onniscienza di dio", 700 pagine frutto di una vita fatta di ricerche in cui prende in esame le teorie di Schmidt e ne dimostra l’inesattezza.

Nel corso dei suoi studi dovette fronteggiare il pregiudizio clericale, secondo cui lo studio delle religioni era monopolio della Chiesa, e il pregiudizio laicistico degli anticlericali come Benedetto Croce, secondo cui lo studio delle religioni era una disciplina oziosa e priva di interesse (nel 1924 definì tali studi: "... sorti unicamente per bisogno di erudizione" ne  "La critica").

Parte rilevante della sua opera è stata dedicata a confutare la teoria del monoteismo primordiale (Urmonotheismus) di padre Wilhelm Schmidt (Scuola di Vienna) e allo studio degli esseri supremi delle religioni primitive. Per Pettazzoni non esistono società primitive in cui si evidenzi il monoteismo. In tutte le società la presenza dell’essere supremo è contrastata da altre entità spirituali. L’essere supremo è preminente ma non unico e esclusivo. Quindi, a suo giudizio, Schmidt confondeva  l’idea di essere supremo con quella del dio monoteistico.
Pettazzon sosteneva  invece che il monoteismo è una realtà religiosa recente, costruita come atto polemico contro il politeismo. Questa  forte caratterizzazione del monoteismo fu portata avanti dai profeti veterotestamentari che contestavano le divinità cananee e affermavano la superiorità dell'unico Dio dei patriarchi di Israele, essere trascendente esclusivo.

Nel 1957, poco prima della sua morte Pettazzoni scrisse un libretto piccolo: " L’essere supremo nelle religioni primitive", in cui sosteneva che l’idea di dio nelle religioni primitive non è un'idea apriori e indipendente dai contesti storici. Esisteva solo storicamente e nasceva dalla condizione esistenziale che varia a seconda del tipo di società. A seconda della situazione esistenziale dell’uomo si elabora un’idea di dio che possa soddisfarlo; l’essere supremo non esiste a priori ma solo nel contesto storico. Può essere colui che invia la pioggia o il tutore e garante della caccia, o la madre terra delle società agricole. Sono i contesti storici che danno l’esistenza all’essere supremo. La religione è un prodotto storico condizionato dal contesto storico-sociale e in grado di condizionarlo a sua volta; è una realtà culturale autonoma rispetto ad altre realtà culturali all'interno di una stessa società.

In quanto prodotto storico, va precisato che ad una pluralità di storie corrisponde una pluralità di religioni. Ogni popolo ha la propria storia e, quindi, la propria religione e le proprie risposte ai grandi problemi dell'umanità. Ciò che rende differente la religione da altri fenomeni socio-culturali è l'importanza per i riti di passaggio: la religione riguarda, dunque, i momenti importanti della vita dell'individuo.
La religione, nell'ottica del Pettazzoni, conservando una sua specificità all’interno dei prodotti culturali, necessita di un metodo determinato perché questo ambito possa essere studiato. Nello specifico, Pettazzoni, adottò quello storico-comparativo che, rispetto al metodo comparativo classico dell’antropologia britannica, privilegiava il momento della individuazione delle specificità dei singoli prodotti culturali a partire dalla ricerca dell'affinità e dell'analogia. Il prodotto del suo percorso intellettuale, nella sua interezza, è stato di fondamentale importanza per la scuola di studi che gli è succeduta (2)

La biblioteca di S. Giovanni in Persiceto possiede la più ampia raccolta mondiale di scritti di e su Raffaele Pettazzoni , costituita dal 1950 in poi. Già pochi anni dopo la sua morte , la vita, le opere e il suo pensiero sono stai oggetto di tesi di laurea o di dottorato discusse in varie università; e i laureandi hanno utilizzato i materiali presenti nella biblioteca locale e gli scritti di Mario Gandini a lui dedicati, già dal 1959-1960. In particolare, si riporta uno stralcio significativo dalla tesi  dottorale di don Ugo Casalegno, sacerdote salesiano,del 1978 che scrisse  "... L'idea di uno studio sul Pettazzoni non è stata precisamente nostra. Non abbiamo difficoltà a confessare che fino al termine del curriculum teologico istituzionale la scienza delle religioni era per noi terreno pressocchè inesplorato. Dobbiamo all'intuito di persone sapienti e da tempo pensose d'un rinnovamento degli studi teologici - nominiamo espressamenteil prof. Vittorio Gorlero, docente di teologia dogmatica all'Università Pont. Salesiana - la persuasione che un incontro con la scienza delle religioni ci era necessaria. E qui incontrammo Pettazzoni .... " (3)

Note bibliografiche essenziali

(1) Il testo completo del documento è ripreso da Mario Gandini, nel saggio "Raffaele Pettazzoni negli anni 1926-27" Materiali per una biografia,  pubblicato su "Strada maestra" n. 47 del 1999, pagg. 96-226.

(2) Le sintesi su taluni aspetti  del pensiero del Pettazzoni sono riprese in buona parte da Wikipedia, la libera università on line, alla pagina a lui dedicata, integrate da  altre succintamente tratte  dai più approfonditi saggi pubblicati su "Strada maestra".

(3)  "Strada maestra" n.35 del 1993, pag. 191-211

** La foto è ripresa da " Marefosca" n. 72 del 2006, a corredo di un articolo di Mario Gandini che riferiva delle vacanze che lo studioso trascorreva  a Decima di Persiceto.

Opere principali di Raffaele Pettazzoni

* La religione primitiva in Sardegna, 1912;
* La religione di Zarathustra nella storia religiosa dell'Iran, 1920;
* La religione nella Grecia antica fino ad Alessandro, 1921;
* Dio: formazione e sviluppo del monoteismo (vol. I: L’Essere celeste nelle credenze dei popoli primitivi, 1922);
* I misteri, 1924;
* La confessione dei peccati (3 voll., 1929-1935);
* Saggi di storia delle religioni e di mitologia, 1946;
* Miti e leggende (4 voll., 1948-1963);
* Essays on history of religion, 1954;
* L’onniscienza di dio, 1955;
* L’essere supremo nelle religioni primitive, 1957;
* Religione e società
(postumo 1966);

m. bar.

 

Scritto in S. Giovanni in Persiceto | Storia delle religioniinvia ad un amico | letto 4929 volte

Inserito da redazione il Lun, 2008-05-19 14:52