Domenica 25 luglio 2010, alle ore 10, per ricordare il 67° anniversario della caduta del fascismo (*) deposizione di corone al Sacrario dei caduti partigiani in Piazza Nettuno a Bologna e alle lapidi all'interno di Palazzo d'Accursio
che ricordano l’aggressione del 1920
al Consiglio comunale (**) e le persecuzioni dell’OVRA agli antifascisti.
Dal 17 al 30 luglio 2010, in Sala Borsa, mostra dedicata a
"1960 Fatti e misfatti" con opere grafiche dell'artista Severino Maccaferri
Orario di apertura: lunedì ore 14.30-
20; da martedì a venerdì ore 10- 20, sabato ore 10 -19
(*) Il 25 luglio 1943 è data passata alla storia, in quanto nella notte tra il 24 e il 25 si tenne la seduta del " Gran consiglio" (organo di governo supremo del regime fascista), da tempo attesa e preparata da Dino Grandi, con una raccolta di firme su un "ordine del giorno" da lui proposto. In questo documento non si proponeva la destituzione di Mussolini, ma la riduzione del suo potere personale attraverso una forma di governo più collegiale e, inoltre, si chiedeva al Re di "assumere tutte le iniziative supreme" che fino ad allora il Duce aveva avocato a sè. Di fatto era comunque un esautoramento di Mussolini, dopo 20 anni di potere assoluto.
L'"ordine del giorno" di Grandi fu approvato con 19 voti favorevoli, 7 contrari e 1 astenuto. Alle 6 del mattino del 25 fu consegnato al Ministro della Real Casa, Duca Acquarone, e quindi al Re Vittorio Emanuele III che, poche ore dopo, firmò il decreto di nomina di Pietro Badoglio a nuovo capo del Governo, con pieni poteri militari.
Alle ore 17 dello stesso 25 luglio, all'uscita dell'udienza reale, Mussolini fu arrestato e portato in località segreta sul Gran Sasso. Nei giorni successivi furono sciolti il Partito Nazionale fascista, il Gran Consiglio, la Milizia e il Tribunale Speciale.
Purtroppo non era ancora la libertà per l'Italia, perchè ne seguì l'occupazione dell'esercito tedesco, mentre proseguiva lentamente l'avanzata degli eserciti Alleati sbarcati in Sicilia il 10 giugno 1943. Liberazione che si compì solo il 25 aprile 1945 con la sconfitta dei tedeschi e dei militi fascisti delle Repubblica Sociale di Salò da essi imposta sul nord Italia occupato.
(**) Tra i più gravi fatti di sangue accaduti dei due anni che precedettero l'instaurazione del regime fascista (28 ottobre 1922), Bologna ricorda la strage del 21 novembre 1920, compiuta in Piazza Maggiore e all'interno di Palazzo d'Accursio, in occasione dell'insediamento del nuovo Consiglio comunale a maggioranza socialista appena eletto. Quando il nuovo sindaco designato, Ennio Gnudi, ferroviere comunista, si affacciò al balcone del municipio con la bandiera rossa, i fascisti, preparati e decisi ad impedire tale insediamento, cominciarono a sparare con armi da fuoco e bombe a mano, e fu il caos. Al termine della battaglia si contarono 10 morti e 100 feriti, in gran parte socialisti. Ma la vittima più illustre, incolpevole e non voluta, fu l'avvocato Giulio Giordani, stimato consigliere nazionalista, ucciso da un colpo di pistola sparato nella mischia.
Scritto in Storia. Locale e generaleleggi tutto | letto 44 volte
Inserito da redazione il Ven, 23/07/2010 - 06:39
Il Comune di Cento – Assessorato
alla Cultura presenta
“Ritratti Italiani”,
mostra curata da Vittorio Sgarbi
e promossa e
organizzata da Sputnik Arts Project in collaborazione con
BonelliLAB. La mostra, che affronta uno dei temi
portanti della storia dell’arte italiana, quello del ritratto
e della figura umana, sarà ospitata contemporaneamente
in due diverse sedi: la Galleria d’Arte Moderna “Aroldo
Bonzagni” e l’Auditorium San Lorenzo, per riunire i
lavori di una trentina di artisti contemporanei italiani
o che comunque abitano in Italia e che, con intenti e modalità
diverse, hanno lavorato su questo tema.
“Ritratti Italiani ” (*) propone i lavori di Oliviero Toscani, Tullio Pericoli, Fabrizio
Ferri, Livio Scarpella, Andrea Zucchi, Danilo Buccella, Ferdinando
Scianna, Andrea Martinelli, Riccardo Mannelli, Daniele Galliano,
Aaron Demetz, e di molti altri artisti contemporanei (nella foto in alto: Sciascia visto da Scianna).
La mostra sarà visibile, in entrambe
le sedi, sino al 30 Agosto 2010.
Orari di apertura: venerdì, sabato e
domenica dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.30 alle 19.30
- Ingresso gratuito. Per info su atri
eventi e mostre: www.comune.cento.fe.it/
---- Inoltre, dal 2 Luglio al 3
Settembre 2010, ad allietare le serate estive nella magica atmosfera
del Castello della Rocca si
rinnova anche per quest’anno l’appuntamento con la Rassegna
“Sogni d’Estate”. una miscela di più di venti
accattivanti proposte musicali che spazieranno dal jazz al soul,
dalla musica classica alla musica d’autore, dal rock alla musica
etnica, per finire con le travolgenti note blues & swing. Non
mancheranno inoltre il consueto spettacolo di danza e recitazione e
una rassegna cineforum, novità di questa edizione.
Tutti gli eventi avranno inizio alle
ore 21,30. Il calendario sul sito del comune
Scritto in Cento (Fe)leggi tutto | letto 29 volte
Inserito da redazione il Gio, 22/07/2010 - 16:43
La sala espositiva del MAF, il
Centro di Documentazione del Mondo Agricolo Ferrarese di San
Bartolomeo in Bosco, ospiterà dal 25 luglio al 18
agosto una nuova mostra di Aniceto Antilopi,
artista appenninico tra i più noti. Questa sua esperienza espositiva
quest’anno porta il titolo
“Luci sulla scena. Ritratti di
Artisti nel palcoscenico della notte”
e propone una suggestiva serie di
immagini di cantanti, attori e artisti di strada attraverso
l’affascinante tecnica del ritratto notturno. Volti noti e meno
noti si alternano in questa rassegna fotografica volutamente non
contestualizzata, avente come scelta metodologica il ritratto
dell’artista su sfondo notturno. Scattate in diversi anni di studio
e di ricerca, le immagini - qui esposte per la prima volta - fanno
efficacemente risaltare volti, gestualità, modi esecutivi e
interpretativi, strumenti musicali e altri particolari artistici di
grande suggestione, “incorniciati” nel buio e volutamente
estraniati dal rapporto con il pubblico.
Eseguite in particolare nel corso di
festival appenninici (tra gli altri, il “Porretta Soul
Festival”), si propongono anche come omaggio ideale a tutti gli
Artisti che quest’anno animeranno come di consueto il Ferrara
Buskers Festival.
Aniceto Antilopi ha iniziato l’attività
fotografica nel 1977 dedicandosi inizialmente alla ripresa di
soggetti legati alla cultura e all’ambiente dell’alto appennino
tosco-emiliano. Ha allestito diverse mostre fotografiche pubblicando
al tempo stesso cataloghi e volumi. Si dedica esclusivamente a lavori
fotografici in bianco e nero che stampa personalmente.
Ad ingresso libero, è
visitabile da martedì a venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e, nei giorni
festivi, dalle 16.00 alle 19.00.
La mostra “Luci sulla scena”
è promossa da Comune di Ferrara (Centro Etnografico e Circoscrizione
2), MAF e associazione omonima.
Scritto in MAF. Centro documentazione Mondo Agricolo Ferrareseleggi tutto | letto 28 volte
Inserito da redazione il Gio, 22/07/2010 - 08:56
Apertura straordinaria del Museo
del Patrimonio Industriale di Bologna, via
della Beverara, (ex fornace Gallotti)
Doppio Appuntamento serale per i
giovedì d'estate
Per tutta l'estate, in occasione
dell'iniziativa Di sera con le Muse, ogni giovedì sera fino
al 16 settembre (eccettuati i giovedì 12 e 19 agosto), il Museo
effettua un'apertura straordinaria dalle 19:30 alle 23:00,
proponendo un doppio appuntamento alle 19:45 e alle 21:45 con una
visita guidata dedicata alla Bologna dell'acqua e della seta.
Un affascinante percorso alla scoperta
dell'antica Bologna dell'acqua e della seta permetterà di
ricostruire – attraverso plastici, modelli funzionanti, filmati ed
exhibit – la storia della città tra XV e XVIII secolo, quando
l'acqua costituiva un elemento dominante del paesaggio urbano e la
città si affermava in Europa con la produzione di filati e veli di
seta.
Un complesso sistema idraulico
artificiale – costruito a partire dal XII secolo e composto da
chiuse, canali e chiaviche – era prevalentemente utilizzato per
distribuire a rete l'acqua permettendo il funzionamento di numerosi
opifici.
Tra questi spiccava il mulino da seta
“alla bolognese” (di cui in Museo è presente un modello in scala
1:2 funzionante), impiegato per la torcitura del filo di seta dal
quale si poteva ottenere il velo, prodotto che rese celebre Bologna
per oltre quattro secoli, che fu ampiamente commercializzato in tutta
Europa e spesso riprodotto nell'iconografia occidentale.
L'abbondanza della risorsa idrica,
unita all'alta tecnologia raggiunta dai mulini da seta, permise così
ad una città, non dotata di significativi corsi d'acqua naturali, né
di uno sbocco sul mare, di recitare un ruolo da protagonista nel
panorama della proto-industria europea e del grande commercio
internazionale fino alla fine del XVIII secolo.
** L'ingresso al
Museo e la visita guidata sono gratuiti.
Per informazioni: telefono 051.6356611
www.comune.bologna.it/patrimonioindustriale
Scritto in Bolognaleggi tutto | letto 25 volte
Inserito da redazione il Gio, 22/07/2010 - 08:41
Nota introduttiva. Con questo articolo, cortesemente inviatoci dall'autore Giuseppe Sgubbi, avviamo la pubblicazione di una serie di studi di questo appassionato cultore della materia, dedicati all'area romagnola e ravennate in particolare, in omaggio anche alla relazione del nostro fiume Reno con l'area dove scorrono i suoi affluenti terminali.
Dall’Anatolia all’Etruria e
da Spina a Pisa
Un gruppo di studiosi toscani guidati
dal professore Gianfranco Bracci hanno fatto le dovute
ricerche nell’ intento di individuare il percorso di due
antichissimi tragitti, uno marino (dall’Anatolia all’Etruria)
e l’altro terrestre ( da Spina a Pisa). Grazie ad un
qualificato e giusto riscontro giornalistico, il frutto delle loro
scoperte è stato fatto conoscere anche al grande pubblico. Vediamo
questi tragitti.
Tragitto marino: VIA
DEL FERRO, DALL’ANATOLIA ALL’ETRURIA. Si tratta di un
tragitto datato al 12° secolo a.C, che sarebbe stato usato per
la . prima volta dagli etruschi nell’intento di emigrare verso
occidente, alla ricerca di metalli. Il percorso sarebbe: partenza
dalla città turca di Badrum, poi con una navigazione di
piccolo cabotaggio, coste greche, pugliesi, calabre siciliane,
sarde, corsiche, approdo in Toscana nei pressi di Pisa.
Tragitto terrestre:
STRADA ETRUSCA DEI DUE MARI. Si tratta di un tragitto datato al
4° secolo a.C, ricordato nel Periplo del Mediterraneo del
portolano greco Scilace di Carianda, questi, nel corso della
descrizione delle spiagge romagnole, in via del tutto
eccezionale,cita una direttrice terrestre che da Spina in Adriatico
raggiungeva Pisa nel Tirreno. Si tratta della strada extraurbana più
antica dell’Europa. Per gli studiosi toscani il tragitto sarebbe:
Pisa, Poggio Castiglioni, , Monterenzio, Marzabotto, Bologna,
Campotto , Spina.
Come si può vedere, si tratta di due
tragitti, ma essendo collegati, formavano una unica direttrice,
che dalla Turchia arrivava in Romagna.
I temi trattati sono affascinanti ed
interessantissimi, infatti sollevano problemi storici non ancora
definitivamente irrisolti: migrazione dei popoli, compresa la
provenienza degli etruschi, antiche vie dei commerci, ecc.
Considerato che da tempo mi interesso
di questi temi, al riguardo ho già dato alle stampe diversi lavori,
Circe Ulisse ed Enea in Adriatico? - Alla ricerca del tesoro di
Spina nel santuario greco di Delfi - Il tragitto terrestre segnalato
nel periplo dello Ps Scilace - Evoluzione ed aspettative
riguardanti l’abitato preistorico di via Ordiere, intendo
portare un mio modesto contributo.
Scritto in Archeologialeggi tutto | letto 76 volte
Inserito da redazione il Gio, 08/07/2010 - 10:48
‘Sotto le stelle del cinema
2010’ riparte in Piazza Maggiore a Bologna, con la lettura che
Fellini fa
del mito-icona Casanova; mentre prosegue, fino alla fine del mese, al
MAMbo, la bella mostra Fellini.
Dall’Italia alla luna, si è
pensato di mostrare una selezione dei suoi film, alcuni
scelti tra i più recenti e altri tra i più antichi, per mostrare in
piazza, al più vasto pubblico possibile, la modernità, l’ironia,
il genio di quest’artista che l’Italia contemporanea, da lui così
lucidamente prevista e sbeffeggiata, sembra voler dimenticare.
Il programma di tutte le serate
prossime è leggibile sul sito
http://www.cinetecadibologna.it/Sotto_stelle_cinema_2010
“L’omaggio a Fellini, arricchito
dalla presenza di ospiti eccellenti, come il cantautore Vinicio
Capossela e la mitica Anita Ekberg- scrivono i curatori
Giuseppe Bertolucci e Gian Luca Farinelli - ci ha
portati con naturalezza a un altro omaggio, quello a Tonino Guerra,
poeta e scrittore, sceneggiatore tra i più rilevanti del cinema
internazionale. Collaboratore, tra gli altri, di Fellini, Antonioni,
Tarkovskij, Angelopoulos, avremo l’onore di accoglierlo nella
serata di Amarcord (e forse saremo più numerosi che per il
Gattopardo!).
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Inserito da redazione il Mar, 06/07/2010 - 17:40
VISITE GUIDATE DI SERA CON LE
MUSE AL MUSEO DELLA MUSICA
Dal 29 giugno 2010 al 14 settembre 2010
Museo Internazionale e Biblioteca della Musica - Strada
Maggiore, 34 , Bologna
Quest'estate i musei cittadini saranno
palcoscenico serale per spettacoli di danza e teatro, concerti,
ricostruzioni storiche e laboratori per bambini, ma anche insolite
vetrine dei loro stessi tesori d'arte, raccontati e spiegati
attraverso visite guidate speciali e conferenze a tema, in gran parte
ad ingresso gratuito.
Nell'ambito di questa iniziativa, il
Museo della musica rimarrà aperto tutti i martedì sera
dalle 20.30 alle 23.30: un'occasione unica per una visita
fuori dall'ordinario ad un orario inconsueto ed affascinante.
Nell'ambito del ciclo di iniziative Di
sera con le Muse inserito nel programma di Bologna
Estate 2010 . Per il programma
completo , con date e contenuti, vedi
http://www.eventi-bologna.it/eventi.php?id=4158
e www.museomusicabologna.it
** Di sera con le Muse
L'estate bolognese diventa una festa
della cultura: grazie alla collaborazione fra Area Cultura del
Comune di Bologna e numerosi enti, pubblici e privati, tutta la
città, ed il suo territorio, aprono le porte dei loro musei, di
sera.
I vari programmi dei diversi musei sono
scaricabili dal sito del Comune di Bologna:
http://www.comune.bologna.it/cultura/eventi.php?action=feature&featureId=35204
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Inserito da redazione il Lun, 05/07/2010 - 21:16
Dal 19 giugno 2010 al 24 settembre 2010
in sedi varie a Ferrara e provincia
Delizie d'estate,
edizione numero 11.
Il calendario estivo di spettacoli
e manifestazioni culturali, che si svolge in alcuni fra i più
rappresentativi e importanti monumenti della provincia, propone oltre
50 concerti che vanno da giugno a settembre. Un'intera
estate tra concerti che spaziano dalla musica classica alla lirica,
dalla musica etnica fino a jazz e blues ; inoltre, mostre, eventi
culturali e appuntamenti al cinema, ambientati nelle
delizie e nei castelli degli Este.
** Si allega depliant con calendario e
programma particolareggiato
Non tutti gli spettacoli saranno ad
ingresso gratuito e per informazioni e prevendite è possibile
contattare i rispettivi uffici informazioni (per Ferrara:
0532-299672, 299673, 299225; per Argenta: 0532-330239,
330293; per Cento: 051-6843390, 6843334; per Pomposa:
0533-719110; per Copparo: 0532-871634, 864633; per
Mesola: 0533-993220, 993358; per Portomaggiore:
0532-323258; infine per Voghiera: 0532-328511)
- Infine, per sapere tutto delle
sagre in provincia di Ferrara , che offrono tutte le delizie
culinarie del territorio, si veda il sito
http://www.ferraraterraeacqua.it/sito?lang=IT&prodottienogastronomiciricette=3&nav=80
Scritto in Ferraraleggi tutto | letto 57 volte
Inserito da redazione il Lun, 05/07/2010 - 20:46
Nell'ambito della rassegna “Col
favore del buio", proseguono le iniziative per l'estate 2010. Oltre a quelle già segnalate, è previsto un ricco
programma di visite guidate e osservazioni nel “Parco delle
stelle “ di Loiano, con laser e telescopio, nel Centro
della Radioastronomia di Medicina, nel Museo del
cielo e della terra di S. Giovanni in Persiceto,
nell'Osservatorio Felsina di Monte S. Pietro e,
nell'Osservatorio Alfio Betti di Imola,
e conferenze nel Museo della Specola di Bologna e
presso l'Osservatorio Fabio Muzzi Giovagnoni di
Bologna ai
giardini Margherita
La rassegna di Col favore del
buio 2010, è stata promossa da: Servizio Cultura e Pari
Opportunità della Provincia di Bologna e INAF-Osservatorio
Astronomico Bologna con Istituzione Villa Smeraldi-Museo della
civiltà contadina (costituita da Provincia di Bologna e sostenuta
dai Comuni di Bologna, Castel Maggiore e Bentivoglio) in
collaborazione con Università di Bologna-Dipartimento
Astronomia-Aula Didattica del Museo della Specola, INAF-Istituto di
Radioastronomia, Gruppo Astrofili Persicetani, Associazione Astrofili
Imolesi, Associazione Astrofili Bolognesi, Associazione per la
divulgazione scientifica Sofos
Altre
info e programma dettagliato sui siti: www.colfavoredelbuio.it
www.bo.astro.it
Scritto in Provincialeggi tutto | letto 75 volte
Inserito da redazione il Sab, 03/07/2010 - 13:13
Prosegue in
piazza del Popolo a S. Giovanni in Persiceto la rassegna musicale
estiva "Suoni dell'altro mondo" naugurata il 4 luglio con "Galata Mevlevi Ensemble" i dervisci roteanti del monastero di Galata. da Istanbul, guidati dal maestro Sheik Nail Kesova
Una rassegna di musica etnica –
è scritto nella presentazione - che a noi piace pensare
come “alchimia delle culture”, magica combinazione di
suoni di altre Terre, di popoli diversi: dal cristallino misticismo
spirituale dei Dervisci roteanti di Konia ai travolgenti ritmi
festaioli rurali del mariachi dal Messico, dalla familiare voce
partenopea di Enzo Avitabile alle incredibili sonorità e acrobazie
della Fanfara del Rajastan.
La musica come incontro con altri
mondi, un linguaggio universale capace di farci conoscere e capire
altre terre, altre genti, altre culture.
Un’immersione nella ricchezza
delle differenze, un antidoto gioioso alla cupa barbarie dei
fanatismi e dei fondamentalismi, alimentati spesso da stereotipi
stantii, da pregiudizi, dalla paura della diversità.
Ingresso gratuito. Rassegna giunta alla
VI edizione, promossa dal Comune e dall'Istituzione per i servizi
culturali Cesare Zavattini
Gli altri concerti si terranno alle
date: 11, 15, 29 luglio, e 5 e 17 agosto
* INFORMAZIONI: URP n verde 800069678
ufficio cultura 051.6812953
** Consulta la programmazione completa
e i dettagli dei concerti sul sito del comune di Persiceto http://www.comunepersiceto.it/news.asp?mnu=689&id=5703 .
Scritto in S. Giovanni in Persicetoleggi tutto | letto 79 volte
Inserito da redazione il Sab, 03/07/2010 - 08:35
Testo tratto dal libro “Le
dimore dei signori” Marefosca editore, 2004, per
gentile concessione dell'autore e dell'editore. Foto di Floriano
Govoni
Percorrendo la strada che da Persiceto
conduce a Ferrara, in prossimità di Cento ci si trova
improvvisamente a fiancheggiare un lungo duplice filare di alti
pioppi cipressini alla fine del quale, fiabesca e suggestiva, appare
la visione di quell’austera mole architettonica chiamata
“Giovannina”, la cui aristocratica presenza da
alcuni secoli nobilita le plaghe al confine tra il Persicetano e
il Centese.
Eppure, per moltissimo tempo,
l’origine di questo castello turrito è stata oggetto di equivoci e
fraintendimenti che perdurano tuttora. E’ infatti opinione popolare
assai diffusa che il palazzo fortificato prenda il nome da Giovanni
II Bentivoglio, che fu signore di Bologna dal 1462 al 1506 e le
cui opere di bonifica idraulica e di sviluppo edilizio in queste zone
della Bassa Bolognese diedero in effetti nuovo impulso economico e
demografico a territori un tempo semipaludosi. Azzardata si dimostra
però tale attribuzione, come del resto quella del progetto, per il
quale si è fatto il nome del famoso architetto Sebastiano Serlio
(1475-1554/5). Si tratta di tesi sostenute probabilmente sulla
scorta delle notizie riportate (senza citarne la fonte) dall’erudito
centese Gaetano Atti nel sec. XIX (1).
Solamente una decina di anni or sono
le attente ricerche effettuate da Fausto Gozzi a
seguito di precise analisi documentarie hanno potuto ricondurre alla
realtà storica le remote origini di un edificio tanto famoso quanto
ancora sconosciuto, attribuendone la costruzione alla famiglia
senatoria bolognese degli Aldrovandi.
La stirpe d’Ildebrando
Scritto in S. Giovanni in Persiceto | Storia. Locale e generaleleggi tutto | letto 152 volte
Inserito da redazione il Mar, 08/06/2010 - 10:53
Per
la XII Settimana della cultura, tra
le varie iniziative in programma a Bologna, nel palazzo dell'Archiginnasio, piazza Galvani 1,
sono state allestite 2 mostre che resteranno aperte a lungo, per l'interesse storico- documentale che rappresentano:
- “1855 Cholera morbus. Società
e salute pubblica nella Bologna pontificia” (*)
dal 20 aprile 2010 al 21 agosto
2010. Orario:
da lunedì a venerdì ore 9-19,00, sabato 9-14,00,
festivi chiuso. Agosto: lunedì-sabato 9-14
Scritto in Bolognaleggi tutto | letto 173 volte
Inserito da redazione il Sab, 17/04/2010 - 18:46
I viaggi delle cose: parte
ArcheoloGite bolognesi 2010
Viaggi, commerci e scambi sono il filo
conduttore della terza edizione della rassegna ArcheoloGite
bolognesi dal titolo "I viaggi delle cose", che si è
aperta giovedì 25 marzo.
I viaggi delle cose, dunque, come
chiave per scoprire le interazioni culturali nell'antichità e gli
itinerari attraverso i quali il commercio delle "cose"
diventa strumento per un confronto di idee e di modelli culturali.
Secondo una formula ormai consolidata
le ArcheoloGite propongono al pubblico:
* una serie di conferenze
tematiche, dedicate alla circolazione di materie prime e
"cose" sul nostro territorio nelle diverse epoche,
dall'incontro inaugurale sui cavalieri etruschi (il 25 marzo presso
il Dipartimento di Storia in San Giovanni in Monte) alle successive
conferenze che si terranno presso il Museo Archeologico di Bologna e
che si concluderanno con una conversazione sul mezzo di scambio per
antonomasia: la moneta;
* una ricca rassegna di
iniziative nei Musei che nel corso di diversi week-end
proporranno ai visitatori attività imperniate sui materiali del
proprio patrimonio (vedi programma dettagliato in allegato): visite guidate, conferenze, laboratori
didattici, spettacoli di burattini, piccoli assaggi...
Scritto in Provincialeggi tutto | letto 199 volte
Inserito da redazione il Mar, 30/03/2010 - 07:29
Per introdurre una serie di informazioni in preparazione delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, presentiamo qui una biografia di Giuseppe Mazzini, scritta da R. Balzani (*)
Nato a Genova nel 1805 e morto a Pisa nel 1872.Politico
italiano. Figlio di un medico, Giacomo, attivo giacobino in età
napoleonica, e di Maria Drago, dotata di un sentimento religioso
inclinante al giansenismo, fu avviato allo studio della medicina, che
abbandonò, attratto dalla lotta politica.
LA GIOVANE ITALIA E LA GIOVANE
EUROPA. I falliti moti del 1820-1821 e lo studio dei maggiori
autori romantici (primo fra tutti Ugo Foscolo) lo spinsero,
insieme ad alcuni coetanei, a una riflessione originale sulle cause
che impedivano l'unificazione del paese. Affiliato alla carboneria
dal 1827, si laureò in giurisprudenza ed elaborò i suoi
primi saggi letterari, impregnati di un forte sentimento romantico.
Arrestato su indicazione di un delatore, finì carcerato nel forte di
Savona fino al gennaio 1831; rilasciato, si recò prima in Svizzera,
poi a Marsiglia. All'estero lo raggiunse la notizia dell'insurrezione
nei ducati e nelle legazioni emiliano-romagnole (1831), che lo
spinse a scrivere a Carlo Alberto, cui si rivolse in nome
della libertà e del sentimento nazionale. A Marsiglia, inoltre,
fondò la Giovane Italia (e l'omonimo periodico),
associazione a carattere repubblicano, nazionale unitario e
democratico, che si differenziava dalle sette carbonare per la
chiarezza del disegno politico, noto a tutti gli aderenti, il ripudio
dei rituali clandestini, la volontà di formare con l'apostolato
un'opinione pubblica di sentimenti italiani.
Scritto in Articoli su Risorgimentoleggi tutto | letto 420 volte
Inserito da redazione il Mer, 03/02/2010 - 09:37
Non
so se convenga a qualcuno riportare l 'Italia allo stato in cui si
trovava nel basso medioevo o, più o meno nel 1200 (cartina a lato),
con marchesati, ducati, contee, principati vescovili, qualche
repubblica marinara, o, comunque città-stato
più o meno estese, l'una contro l'altra armate, talvolta alleate
contro o pro l'Imperatore germanico o contro o pro il Papa di Roma. A
sentire certe proposte che rimbalzano sulla stampa in questi giorni,
per imporre esami di dialetto ai professori, bandiere e inni
regionali da fissare nella Costituzione, bandiere “padane”
e confusi federalismi, sembra proprio che si voglia rimettere
all'Italia il famigerato “vestito
di Arlecchino”
(dismesso nel 1860 con l'Unità) e riportarla indietro nella storia,
senza peraltro conoscere la storia, sia politica che linguistica del
nostro Paese.
Certamente conoscere la storia è un impegno gravoso, che richiede
uno studio approfondito al quale i politici (e molti dei loro
elettori) forse fanno troppa fatica a sottoporsi. Ma una infarinatura
almeno potrebbero darsela.
Proviamo
di tentarla qui, con l'aiuto di alcune cartine
(vedi gli album relativi nella “Galleria
fotografica”,
in barra verde in alto) e una sintesi di informazioni tratte da fonti
autorevoli in materia.
Cominciamo
con l'esame delle “aree linguistiche”
della nostra penisola, che non corrispondono
quasi mai alle divisioni amministrative di Regioni e Province (*).
L'Atlante
Tematico d'Italia,
edito da Touring
Club e CNR ,
ne indica 16, più una decina di “isole
alloglotte”
e qualche altra “area
mista di complessa classificazione”.
Precisamente,
le aree dialettali sono distinguibili tra: provenzale,
franco-provenzale, gallo-italico, veneto, ladino, tirolese, friulano,
sloveno, toscano, mediano, meridionale interno, meridionale esterno,
sardo-logudorese, sardo-campidanese, sardo-sassarese,
sardo-gallurese. Ognuna di queste aree comprende poi vari sottogruppi (vedi elenco su Wikipedia che ne cita 177)
Le
“isole
alloglotte”,
o isole linguistiche, piccole enclave
incuneate in zone di confine, ma non solo, si tramandano
linguaggi di diverse impronte: albanese,
greco, provenzale, croato, ligure, emiliano, catalano, tedesco,
gallo-italico (settentrionale) e franco-provenzale;
testimonianze di antiche migrazioni radicate in loco, o persistenze
di arcaiche dominazioni poi scomparse. Queste minoranze linguistiche sono tutelate da una legge del 1999.
Ma anche la delimitazione o i
confini di queste aree linguistiche non vanno tracciati
col righello o misurati col metro quadrato.
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Inserito da redazione il Sab, 08/08/2009 - 10:05
Si è parlato tanto in questi ultimi
tempi delle "radici cristiane " dell'Europa e l'argomento torna sempre attuale , specie tra chi si oppone
all'ingresso della Turchia nell' Unione Europea, in nome di una presunta
difesa del Cristianesimo, della " nostra storia" e della "nostra civiltà" che sarebbe troppo diversa e distante da quella della Turchia. C'è anche chi obbietta che le radici dell'Europa unita risalgono in realtà a prima di Cristo, e al pagano Impero Romano, che ha diffuso la sua cultura, arte, lingua, scritti, strade, acquedotti, templi, terme e altro, in Europa e nord Africa
Ma quasi nessuno
ricorda le radici turche e mediorientali della religione cristiana.
Eppure il primo e fondamentale teologo del Nuovo Testamento è stato il turco Paolo (o Sha'ul ),
ebreo nato e vissuto a lungo a Tarso, cittadina dell'antica regione di
Cilicia , parte dell'odierna Turchia. Le sue Lettere,
che ancora oggi ogni domenica vengono lette all'altare, furono scritte da località
turche (Antiochia, Efeso..) e dirette alle prime comunità cristiane da
lui fondate in particolare nell'Asia minore-Turchia, oltre che in
Grecia ( Lettere ai Galati, agli Efesini, ai Corinti, ai Tessalonicesi , ecc...).
L'unica lettera il cui contenuto è attribuito a Pietro,
pescatore ebreo-palestinese immigrato e perseguitato a Roma come
Apostolo di Gesù di Nazareth, e poi considerato capostipite della
Chiesa, era diretta ai primi fedeli sparsi nelle località dell'Anatolia
( Turchia).
Tra i " Padri della Chiesa" dei primi 3 secoli , poi proclamati Santi , sono annoverati : Ignazio di Antiochia, il greco Giustino, Clemente "Alessandrino", nato ad Alessandria d'Egitto e morto in Cappadocia (Turchia), Ireneo, nato a Smirne (Turchia) e morto a Lione.
Tertulliano di Cartagine (Tunisia) e Origene di Alessandria d'Egitto (morto in Cappadocia) e Cipriano di Cartagine scrissero importanti testi in difesa del cristianesimo (anche se poi furono considerati eretici).
Se non turco, certo “extracomunitario” per usare una definizione attuale, era il berbero algerino Agostino di
Tagaste (354-430), che diede un forte contributo di contenuti
filosofici e teologici alla elaborazione della dottrina cristiana.
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Inserito da redazione il Sab, 13/06/2009 - 17:44
IL RENO OGGI
Il Reno è il fiume più importante dell'Emilia-Romagna, considerando a parte il Po, che è un corso d'acqua di vasta portata, attraversa più Regioni e lambisce solo il confine nord della nostra, raccogliendo acque degli altri fiumi-affluenti emiliani della parte ovest.
Il Reno nasce in Toscana, nell'Appennino pistoiese, presso la località Prunetta e la conca delle Piastre; entra, dopo breve tratto, nel versante bolognese dell'Appennino e scende verso la pianura scorrendo in direzione nord fino a S.Agostino; da qui svolta verso est per raggiungere il mare Adriatico presso le valli di Comacchio.
Il suo alveo, dalla sorgente alla foce, è lungo km 211 e attraversa le tre province emiliane di Bologna, Ferrara e Ravenna. I comuni toccati dal suo percorso sono numerosi; da quelli appenninici di Granaglione, Porretta Terme, Vergato, Marzabotto a quelli pedecollinari di Sasso Marconi e Casalecchio di Reno fino alla città di Bologna; prosegue in pianura presso Castel Maggiore, Calderara e Sala Bolognese, Argelato e Castello d'Argile; lambisce S.Giovanni in Persiceto, scorre tra Cento e Pieve di Cento, tra Galliera, S.Agostino e Poggio Renatico; tocca i territori di Malalbergo, Baricella, Molinella e Argenta, fungendo in molti tratti da confine naturale tra bolognese e ferrarese; per finire nel ravennate dopo S.Alberto (Alfonsine).
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Inserito da redazione il Sab, 25/02/2006 - 07:53
Trovandoci a portare nella denominazione della nostra Associazione culturale il nome del Reno, il fiume più importante della nostra Regione, che bagna le tre Province di Bologna, Ferrara e Ravenna, portando, nei suoi alvei antichi e recenti, secoli di storia delle nostre comunità, ci siamo voluti divertire un po' a cercare tutte le intitolazioni o denominazioni di luoghi , Enti, Associazioni, gruppi, edifici o cose di ogni genere che comprendano o facciano riferimento al nome "Reno". E ne abbiamo trovate tante.
Cominciamo ovviamente dalle denominazioni storiche , attribuite in secoli medievali ai paesi che si trovavano (e si trovano tuttora) presso il corso del fiume ( o ramo di esso poi abbandonato).
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Inserito da redazione il Gio, 12/01/2006 - 10:21