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Orizzonti di pianura: informazioni da 13 comuni

Orizzonti di Pianura è il portale turistico istituzionale di dodici (ora 13) Comuni della pianura bolognese. Una guida alla scoperta di queste terre ricche di storia, arte e natura.
http://ww
w.orizzontidipianura.it/

Contatti
Orizzonti di Pianura: Comune di Bentivoglio - Telefono: 051/6643540 - E-mail: turismo@comune.bentivoglio.bo.it
Orizzonti di Pianura è un progetto che lega in uno stretto rapporto di collaborazione le amministrazioni di tredici Comuni della pianura bolognese. Comprende i comuni di: Argelato,Baricella, Bentivoglio, Budrio , Castel Maggiore, Castello d'Argile, Galliera, Granarolo, Malalbergo, Molinella, Pieve di Cento, S. Giorgio di Piano, S. Pietro in Casale.
Il lavoro è fatto di condivisione di informazioni sulle attività e sugli eventi proposti nel territorio, ed è un processo di crescita costante e di miglioramento del servizio che questo portale turistico offre.
Questa pagina è dedicata a tutti i soggetti che operano in collaborazione per far sì che Orizzonti di Pianura diventi sempre di più un punto di riferimento nel panorama turistico della provincia.
Il sito è aggiornato quotidianamente dagli addetti alla cultura  dei vari Comuni

Ora che il suddetto sito istituzionale  si è consolidato  e offre una gamma di informazioni completa e aggiornata si invitano i lettori interessati alle attività e agli eventi dei  12 comuni della pianura  a cercare nei link sopra e sotto indicati.

 

Scritto in Area Metropolitana - ex Provincialeggi tutto | letto 2619 volte

Inserito da redazione il Lun, 24/02/2014 - 09:31


Bonifica Renana. Report su attività 2016

 NUOVO REPORT DELLA BONIFICA RENANA: PUBBLICATA E SCARICABILE L'ULTIMA EDIZIONE
E' uscita in questi giorni la V edizione del REPORT annuale del Consorzio della Bonifica Renana, da oggi disponibile anche on line: si tratta del principale strumento illustrativo per i 257 mila consorziati (afferenti ai 64 comuni di operatività) e per tutti i cittadini che vogliano approfondire il ruolo e le funzioni svolte dalla Bonifica Renana nel nostro territorio. 60 pagine a colori che danno conto in modo trasparente e puntuale degli elementi strutturali ed economici in cui si è articolata l'attività consortile, in base ai risultati dell'ultimo bilancio approvato. Il REPORT, ricco di immagini e grafici, illustra in modo semplice ma dettagliato le opere e gli investimenti realizzati dal Consorzio negli ambiti della tutela della sicurezza idraulica, della distribuzione dell'acqua irrigua e della prevenzione del dissesto idrogeologico. Tutte attività nelle quali vengono impiegati i 27 milioni di euro dei ricavi di bilancio di cui il 71% proveniente dalla contribuenza consortile.  Ogni anno il REPORT viene inviato a tutti gli amministratori degli enti locali ed ai rappresentanti delle categorie economiche e sociali del comprensorio.*** Chi volesse leggere e/o scaricare il REPORT può farlo  leggendo l'allegato  sottostante o collegarsi al seguente link: http://www.bonificarenana.it/bilancio/Report_2016.pdf  

Scritto in Reno, un fiume tra passato e presenteletto 40 volte

Inserito da redazione il Lun, 09/01/2017 - 08:55


I Biscotti del Re. Storia e ricetta, di Dino Chiarini

I biscotti del Re . Storia e ricetta.
Il 6 giugno 1918 Vittorio Emanuele III, Re d’Italia, dopo aver visitato gli impianti idrovori di Argenta e di Molinella, si recò ad Altedo per vedere un nuovo metodo di aratura funicolare in risaia
con nuove apparecchiature, mosse non più da locomobili a vapore ma da moderni motori elettrici. Il corteo che accompagnava il Re giunse ad Altedo verso le ore 10 e si fermò vicino al mulino di proprietà del Sindaco di Malalbergo Zeno Pezzoli, il quale, non essendo ancora pronto, fece attendere il sovrano. Per alleviare l’imprevisto contrattempo, la figlia del Primo Cittadino prese da un vaso, collocato sulla tavola, un mazzo di fiori ed uscì di casa porgendolo repentinamente al Re; l’acqua ancora presente sui gambi bagnò i pantaloni del sovrano. Il ritardo causato dal sindaco, che rallentava i tempi sempre rigorosi del cerimoniale, come pure i pantaloni bagnati al Re, non rappresentavano certamente i pròdromi di un’ottima accoglienza. Ecco allora che la madre del Sindaco, la signora Geltrude “Tuda” Martinelli, visto l’imbarazzo del seguito reale, intervenne prontamente offrendo ai presenti la sua “classica” specialità: un particolare tipo di biscotto, assai simile alle gallette che i soldati consumavano al fronte. Quelli offerti ai presenti, erano dolcetti creati veramente da lei, un po’ dolciastri e un po’ amarognoli, farciti con mandorle e cotti al forno; erano anche un po’ croccanti e spolverati con zucchero di vaniglia. Al Re piacquero moltissimo, tanto che chiese alla signora se ne avesse ancora, poiché intendeva portarli a San Rossore per farli assaggiare ai propri figli. Propose poi alla signora “Tuda”, se lo avesse gradito, il “Brevetto della Real Casa” per questi biscotti; ma ella rifiutò, rispondendo che i biscotti erano stati fatti esclusivamente per Sua Maestà e non per essere messi in commercio. Prese quindi un tovagliolo, lo riempì di quel suo personale prodotto, legò i quattro capi alla campagnola e glieli offrì, dicendo che così erano pronti per essere mandati ai figli del Sovrano; domandò però a Vittorio Emanuele III di poterli chiamare “Biscotti del Re”. E questi esaudì il suo desiderio.
Sulla visita regale ad Altedo e sulla nascita dei “Biscotti del Re” esiste un’altra versione orale, “molto meno patriottica” della precedente ma forse più veritiera; essa narra che le cuoche addette al rinfresco, nell’agitazione dell’avvenimento, avessero sfornato quel tipo di ciambella troppo presto e che l’avessero “affettata” per finir di cuocerla una seconda volta, come i biscotti (etimologicamente “bis-cotto”, cioè “cotto due volte”). Fatta quest’ultima operazione, l’avevano spolverata di zucchero a velo per “mimetizzare” l’errore della prima cottura. E così la disattenzione iniziale si tramutò in un prelibato biscotto, che ancora oggi viene preparato e servito in tutte le occasioni nella zona di Altedo.
Ecco la ricetta De.C.O. *

Scritto in Gastronomia in Emilia Romagna | Malalbergo/Altedoleggi tutto | letto 109 volte

Inserito da redazione il Sab, 17/12/2016 - 09:23


La Pastolaccia e la Micca di Malalbergo. Dino Chiarini

La “Pastulàze … e la Méche ad Malalbêrg” (La “Pastolaccia … e la Micca di Malalbergo”)  Storia e ricette
1) LaPastolaccia” (“Pastulàze” in dialetto locale) è una ciambella tipica malalberghese che utilizza gli stessi ingredienti del più noto biscotto “Savoiardo”: però gli è differente per la sagomatura, in quanto viene tagliata a fette trasversali, come il “Cantuccio” toscano o come il “Biscotto del Realtedese. In verità la “Pastulàze”, rispetto a quest’ultimi due dolcetti, è priva di mandorle e di burro, componenti indispensabili sia per il “Cantuccio”, sia per il Biscotto del Re”. Secondo i racconti a noi tramandati oralmente dalle anziane signore malalberghesi (che a loro volta le avevano appresero dalle loro nonne) questo composto, fatto solo con farina, zucchero, uova e un po’ di lievito, risale alla seconda metà dell’Ottocento. Pare che l’idea fosse venuta ad un fornaio malalberghese che l’attuò dopo aver esaminato varie ricette suggeritegli dai viaggiatori (provenienti da diverse provincie italiane ed anche da svariati paesi europei), che qui transitavano per raggiungere le città di Bologna, Ferrara e Venezia. Essi spesso si rifocillavano nel suo laboratorio, in attesa che la diligenza cambiasse i cavalli nell’adiacente posta: quindi, fra una chiacchiera e l’altra, gli esponevano le prelibatezze delle loro regioni d’origine.
Il panettiere, da quell’impasto da lui stesso inventato, ottenne una deliziosa ciambella di un bel colore giallo; scoprì pure che, intingendola in un bicchiere di vino dolce, risultava ancor più gradevole al palato.
Non vi sono prove scritte che dimostrino la veridicità di questa “leggenda paesana” poiché la data di nascita della “pastulàze” rimane incerta; però sicuramente nei primi anni del Novecento era già presente in paese: infatti, nel 1905 il forno della neonata Cooperativa Agricola di Consumo iniziò a produrre quotidianamente quella squisita “brazadèla” (ciambella). Il prodotto così ottenuto comparve anche sulla tavola delle osterie locali, ottenendo un grande successo. “L’Antica Trattoria della Luna” (oggi “Trattoria Nuova Maleto”), l’“Osteria del Ponte sul Reno” (posta sull’argine destro del fiume e demolita negli anni Quaranta del secolo scorso) e la “Trattoria dei Cacciatori” (ora denominata “Trattoria Rimondi” dal cognome dei proprietari) fecero di questo dolce il loro cavallo di battaglia. Infatti, quella ciambella, che richiedeva sempre il “nettare di Bacco” per intingerla, faceva aumentare anche la vendita del vino.
 La pastolaccia fu pure apprezzata dalle famiglie, tanto che anche l’altro forno presente in paese iniziò a produrre questo dolce tipico; le nostre bisnonne la chiamavano semplicemente “ciambella magra tagliata a fettine”, utilizzando la stessa ricetta inventata dal fornaio.
Le “massaie malalberghesi”, dopo aver assaggiato quel dolce così semplice da allestire, iniziarono a preparare il composto tra le mura domestiche; siccome molte case per cuocere avevano solo il camino, che non era adatto a questo tipo di cibi, portavano l’impasto presso il forno di fiducia; qui terminavano la lavorazione versando il preparato in una teglia capiente (preventivamente unta con appena un filo di olio e cosparsa con un po’ di farina o pane grattugiato per non far aderire il composto). Successivamente lo suddividevano in “pani” e consegnavano al fornaio il prodotto già pronto che egli sapientemente portava a cottura.

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Inserito da redazione il Sab, 17/12/2016 - 08:41


La pasta ripiena, in Emilia Romagna. Giulio Reggiani

La pasta ripiena ha una lunga tradizione in tutta l’Emilia-Romagna; molti cronisti cittadini ci testimoniano che questi particolari manicaretti erano già presenti sulle tavole di nobili e borghesi fin dal tardo Medioevo e che erano in gran voga in tutto il Rinascimento; i banchetti, nelle Corti Signorili, erano occupati da svariate forme di “pasta farcita” assai simili a quelle odierne ed anche realizzate con inusitata modernità: si potrebbe dire che erano -quasi- “come le facciamo noi oggi”.
Cristoforo Messisburgo, il famoso cuoco della Corte Estense, ci ha tramandato tantissime ricette legate ai banchetti che, per dovere (politico) o per diletto, si tenevano a Ferrara: fra queste figurano pure numerosi “impasti”, da lui cucinati per gli ospiti.
La pasta ripiena è sempre stata concepita come un “involtino”, fatto da un involucro di sfoglia contenente una “farcitura”: questa ne  costituisce il cuore “apportatore di sapore”, il quale, poi, conferisce il suo particolare gusto a tutto il piatto.
Per quanto riguarda la sfoglia, cioè il contenitore del ripieno, si può dire che  abbiamo una completa uniformità regionale riguardo la sua composizione ed il modo di prepararla; la vera differenza sta appunto nella “parzializzazione” della stessa, cioè nelle dimensioni del quadratino -o del rettangolino- preposto ad accogliere e sigillare al suo interno la farcitura.
L'involucro della pasta ripiena, cioè la sfoglia, è la stessa che dà origine a vari tipi di pasta da cuocere, il più conosciuto dei quali, nella regione Emilia-Romagna, è la tagliatella. Come dice la parola stessa, è il modo e la misura del taglio che ne determina il nome: ad esempio, nell'Italia centrale e particolarmente nel Lazio, il nome è fettuccina, che letteralmente dà l’idea di una striscia né troppo sottile né troppo larga (infatti è il diminutivo di fettuccia) mentre in tutt’Italia la pappardella ci indica che esiste una certa consistenza nella sua larghezza. Riguardo la tagliatella, è nata la leggenda che ad inventarla fosse stato Mastro Zefirano, famoso cuoco personale di Giovanni II Bentivoglio ed incontrastato “chef” dell’epoca nella Corte bolognese, il quale tentò di riprodurre “gastronomicamente” i capelli biondi di Lucrezia Borgia, prossima Duchessa di Ferrara; ciò sarebbe avvenuto nel suo breve soggiorno al castello di Ponte Poledrano (l’odierno paese di Bentivoglio, in provincia di Bologna) dal 28 al 31 gennaio 1502, ospite del Signore della città felsinea ed alleato di Alfonso d’Este a cui, dopo pochi giorni, sarebbe andata sposa.
In realtà la storiella dell’origine “lucreziana” della tagliatella venne inventata di sana pianta dal budriese Augusto Majani, in arte “Nasica” [Budrio (BO) 30 gennaio 1867 – Buttrio (UD) 8 gennaio 1959] che era sì un celebre pittore, illustratore e vignettista, ma anche un altrettanto famoso burlone.
Ma, come detto poc’anzi, non è poi così tanto importante l’involucro: è il ripieno che diversifica le varie paste “imbottite” della nostra regione, a seconda sia delle zone “di provenienza” sia della composizione della farcitura; questi due elementi fanno sì che  esse prendano pure nomi diversi: tortellino, cappelletto, anolino, triangolo, mezzaluna, tortello, cappellaccio, tortellone, caramella, fagottino, raviolo, agnolotto, medaglione e così via.
Tutte le città, sia emiliane che romagnole, hanno al centro delle loro specialità un tipo di pasta ripiena (asciutta o in brodo) che si differenzia dalle altre non soltanto nel nome ma anche nel ripieno, nel volume del “bocconcino” e nella sua conformazione globale.
La nascita del “tortellino in brodo” è contesa dalle province di Bologna e di Modena (circola la “leggenda metropolitana” che, agli inizi del Seicento, la prima vera patria sia stata Castelfranco Emilia, oggi modenese ma a quel tempo bolognese) con una rivalità sull'origine del cosiddetto “Ombelico di Venere” pari alla celebre “secchia rapita”. Bisogna dire però che le restanti province regionali vantano altre specialità simili, altrettanto prelibate. I “cappelletti in brodo” ed i “cappellacci alla zucca”  sono tipici di Ferrara: questi ultimi, però, sono contesi nella loro primogenitura con Mantova; gli “anolini in brodo di manzo e cappone” sono invece un piatto peculiare di Parma; a Piacenza c'è poi una sostanziale differenziazione con i cugini parmensi: infatti il piatto “forte” della zona sono gli“anolini asciutti”.

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Inserito da redazione il Mer, 14/12/2016 - 19:09


Il sublimato di mercurio e il primo processo per inquinamento atmosferico, a Finale, nel 1689. Galileo Dallolio

1-Il ‘trionfo del mercurio’ : una vicenda che ha riguardato anche Finale
Partendo dall’evento che ha dato a Finale il singolare primato di essere il luogo dove, per la prima volta in Italia, si sia fatto, nel 1689, un processo per inquinamento atmosferico dovuto alla produzione di ‘solimato di mercurio’, credo sia utile farsi un’idea di un prodotto che ha avuto una larga diffusione nella pratica medica e che è ancora citato nei prontuari e nei repertori dei termini medici del 1960. (1)
Ricordo che il processo si è concluso con l’assoluzione dei produttori , ma ha messo in moto una serie di eventi che meritano di essere studiati. Mi riferisco all’amicizia fra Ramazzini e Leibniz , coinvolti entrambi nel processo per un atto di cortesia, e al ‘contributo di Leibniz alla fortuna europea del De morbis artificum’. Il libro sancisce la nascita della medicina del lavoro con ben 60 schede di malattie collegate a diversi mestieri e Francesco Giampietri , nel suo saggio ‘L’erudito di Hannover e il medico dei villani. Leibniz, Ramazzini e la nascita della medicina sociale (2) spiega come ‘l’istituzione della medicina sociale sia stata anche l’effetto di un’amicizia modenese’.
Il mercurio era entrato nella farmacopea di speziali, medici e ospedali già dal 16° secolo. Nel registro dei medicamenti dell’ Ospedale Sant’Agostino di Modena (3) sono presenti ‘ metalli (acciaio limato..), minerali (antimonio, argento vivo, cinabro).’ Insieme all’Ospedale di Santo Spirito di Finale , che aveva iniziato la sua attività nel 1688 (4), li possiamo immaginare entrambi clienti dei fratelli Sarfatti .

2-‘Virtuosa gara iatro-chimica’
Nei Consulti medici di Morando Morandi pubblicati a Venezia nel 1759 si legge ’ Il mercurio è il massimo dei rimedj, e non fassi gittar polvere negli occhi a’più creduli, allora quando da cert’uni contr’esso si sclama; tuttavolta non bisogna spignerlo più oltre della sua portata, se vuolsi vedere la sua forza (p.50) . Come si vedrà in seguito , la vicenda finalese è citata come ‘virtuosa gara iatro-chimica’dove, sembra di capire, fosse sottintesa la questione delle cura con la chimica, che si andava sviluppando tra ostacoli e consensi. Per citare due esempi fra i tanti , nel 1677 Carlo Lancilotti (5), chimico modenese che lavorava presso la Corte estense, era favorevole e l’accademico Roberto Gherardi nel 1751 (6) era contrario.
3-Il ‘solimato o sublimato di mercurio’ cos’è?

Scritto in Finale Emilia (MO) | Storia. Locale e generaleleggi tutto | letto 92 volte

Inserito da redazione il Mer, 14/12/2016 - 10:24


Nei 7 Distretti Culturali della Città metropolitana. Tante iniziative

Il nuovo portale Cultura, che segnala eventi, rassegne, guide e progetti dei 7 Distretti del territorio ex provinciale e ora Città metropolitana, è rintracciabile ai link
http://www.cittametropolitan
a.bo.it/cultura/

Si segnala in particolare
:

http://agenda.comune.bologna.it/cultura/

Sagre e feste - dicembre e gennaio Dicembre 2016 e gennaio 2017
Il programma completo
:
http://agenda.comune.bologna.it/cultura/app / http://www.cittametropolitana.bo.it/turismo/Engine/RAServePG.php/P/292811570300/M/253311570604/T/T/Sagre-e-feste-Bologna-e-provincia-
e per le prossime settimane:
ART CITY BOLOGNA 27 - 29 gennaio 2017 | V edizione

mostre, musei, luoghi d'arte in città in occasione di ArteFiera

Scritto in Area Metropolitana - ex Provincialeggi tutto | letto 2332 volte

Inserito da redazione il Mar, 13/12/2016 - 17:30


Luigi Groto, il "cieco d'Adria" "terremotato" a Malalbergo nel 1570. Dino Chiarini

Luigi Groto -o Grotto, come riportano alcuni documenti- (Adria, 7 settembre 1541–Venezia, 13 dicembre 1585) fu un celebre drammaturgo, poeta, filosofo, musicista, ambasciatore di Adria presso la Serenissima Repubblica. Era figlio di Federico e di Maria de’ Rivieri ed appartenente ad una famiglia della piccola nobiltà adriese proprietaria di vasti terreni; venne colpito da cecicità completa all’età di otto anni. Fu membro di varie Accademie letterarie, tra cui quella di “Umanae Litterae” di Adria, ed istituì una propria scuola, l’Accademia degli Illustrati. Compose numerose poesie, svariate commedie e tradusse diverse opere dal greco. Nei primi mesi del 1567 fu processato come eretico per aver letto e conservato alcuni libri di Erasmo da Rotterdam e di Bernardino Ochino: proprio per questo motivo fu escluso dall’insegnamento. Più tardi, precisamente l'8 luglio 1567, il processo si chiuse con l'abiura del Groto ed il gesto lo rese sì libero dalle censure e dalla prigione a vita, ma non gli consentì di tornare a insegnare, lasciandolo in gravi difficoltà economiche. Sostenne presso il doge di Venezia Pietro Loredano la tesi idraulica sul risanamento del territorio veneziano attraverso l'incanalamento dell’alveo del fiume Po, cioè in quello che in seguito sarà chiamato “Taglio di Porto Viro”, intervento dimostratosi poi essenziale per la sopravvivenza della Serenissima. Dopo queste brevi note biografiche riguardanti il nostro personaggio, veniamo all'episodio che ci interessa maggiormente.
Nei primi giorni di novembre del 1570 Luigi Groto tenne una dissertazione all’Università di Bologna e nel pomeriggio del giorno 16 s’imbarcò, con destinazione Venezia, utilizzando la via d'acqua del “Canal Naviglio” che collegava la città felsinea con Ferrara e successivamente con il Mare Adriatico. Verso sera arrivò a Malalbergo e prese alloggio in una locanda del paese, in attesa, la mattina seguente, di proseguire il viaggio verso casa. Ecco, testualmente, come il famoso commediografo descrisse la notte tra il 16 e il 17 novembre, nella lettera inviata alla signora Alessandra Volta di Venezia, datata 29 dicembre e pubblicata in “Lettere famigliari di Luigi Groto cieco d’Adria” (v. foto sotto):

Scritto in Malalbergo/Altedo | Storia. Locale e generaleleggi tutto | letto 269 volte

Inserito da redazione il Mer, 30/11/2016 - 09:29


La Belle Epoque al Magi900

Presso il Museo MAGI 900 di Pieve di Cento
è visitabile la nuova sala espositiva permanente
Omaggio alla femminilità nella Belle Epoque
Da Toulouse-Lautrec a Ehrenberger

Il Museo MAGI 900 apre le porte una nuova sala permanente con dipinti, sculture, manifesti, incisioni e riviste di Boldini, Bonzagni, Corcos, Dudovich, Helleu, Martini, Ehrenberger, Rops, Toulouse-Lautrec e altri protagonisti dell’arte europea tra Ottocento e Novecento. Il mito della Belle Époque, con la sua immagine di età dell’oro animata da un’incredibile euforia, è il riflesso del respiro europeo e del desiderio d’innovazione che hanno segnato fondamentali cambiamenti nella società, nel gusto, negli stili di vita e nella comunicazione dell’età contemporanea. Con l’intento di dare visibilità a un’idea del suo fondatore, l’imprenditore e collezionista Giulio Bargellini, da sempre appassionato di questo periodo storico, il Museo MAGI’900 apre dunque una nuova sezione espositiva, nella quale opere originali, numerose delle quali in collezione permanente, dialogano con riviste, manifesti, documenti, stampe e oggetti dell’epoca, per rendere omaggio alla rilevanza assunta dalla figura della donna nell’estetica e nella società in quei magici decenni di passaggio tra i due secoli.

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Inserito da redazione il Lun, 31/10/2016 - 08:14


Corsi UAC Cento 2016-2017

E' stato presentato il programma dei corsi UAC, Università aperta di Cento
Corsi 2016-2017, in collaboraazione con la Fondazione Teatro Borgatti
IL
PROGRAMMA COMPLETO DEI CORSI è leggibile sul sito:
http://www.fondazioneteatroborgatti.it/wp-content/uploads/2016/09/Programma-corsi-UAC-low-ok.pdf
* Iscrizioni aperte presso la segreteria in Pandurera
**Orari segreteria: dal martedì al venerdì, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00; sabato dalle 10.00 alle 12.30. Tel. 051 6843330 - Email:
uac@comune.cento.fe.it

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Inserito da redazione il Gio, 06/10/2016 - 07:39


Libera Università di Pieve di Cento e Castello d'Argile. Nuovi corsi 2016-2017

Al via l'Anno accademico 2016/17 della Libera Università di Pieve di Cento e Castello d'Argile
Il programma completo è leggibile sul sito:
- www.comune.pievedicento.bo.it/notizie/2016/al-via-lanno-accademico-2016-7#sthash.sGmrAFiP.dpuf oppure
- https://sites.google.com/site/liberauni#sthash.sGmrAFiP.dpuf

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Inserito da redazione il Lun, 03/10/2016 - 10:46


Pensionati a Bologna. Statistica 2014 del Comune

Pensioni e pensionati nell’area metropolitana bolognese nel 2014
L'Ufficio di Statistica del Comune di Bologna
diffonde un'analisi sui beneficiari delle prestazioni pensionistiche nell'area metropolitana bolognese che mira a fornire un quadro puntuale sul numero dei pensionati e sul relativo reddito pensionistico per ciascuna tipologia di beneficiario al 31 dicembre 2014 (ultimo dato disponibile).
Nel 2014 nella Città metropolitana di Bologna sono stati complessivamente erogati 430.052 trattamenti pensionistici (-0,9% rispetto al 2013): il 58,1% dei trattamenti è rivolto a donne e il 41,9% a uomini.
La spesa complessiva per prestazioni pensionistiche nell’area metropolitana bolognese, pari a 5,9 miliardi di euro, è aumentata dell’1,1% rispetto al 2013, mentre il numero dei pensionati è sceso a 295.240 (-1,2% rispetto al 2013). I pensionati bolognesi nel 2014 hanno percepito mediamente in un anno 19.922 euro, frutto di uno o più trattamenti. Il divario di genere è ancora netto: le donne hanno infatti una pensione media di 16.902 euro, il 28,4% in meno dei pensionati maschi (23.621 euro).
* Dati completi, grafici e valutazioni sono leggibili nel documento allegato sottostante
** Altre informazioni su

http://www.comune.bologna.it/atlante/

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Inserito da redazione il Sab, 01/10/2016 - 10:21


Archeologia e storia di un territorio, al tempo dei Romani

Villa Vicus Via Archeologia e storia dei nostri territori
Mostra e conferenze dal 01.10.2016 al 31.01.2017
Il Museo Casa Frabboni di San Pietro in Casale
ospita la mostra Villa Vicus Via. Archeologia e storia a San Pietro in Casale, una ricostruzione della storia locale in epoca romana testimoniata da importanti e prestigiosi reperti.
- SABATO 1 OTTOBRE 2016: ORE 16.00 Sala consiliare “Nilde Iotti”, Municipio di San Pietro in Casale, via Matteotti 154 PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA
Con interventi di Claudio Pezzoli, Sindaco Comune di San Pietro in Casale,Anna Maria Masetti, Assessore alla Cultura Comune di San Pietro in Casale, Belinda Gottardi, Presidente Unione Reno Galliera Luigi Malnati, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, Raffaella Raimondi, Eleonora Rossetti, Tiziano Trocchi, curatori della mostra
ORE 17.30 Museo Casa Frabboni, via Matteotti 137 INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA
Segue aperitivo
Completano l’evento espositivo la pubblicazione di un catalogo, visite guidate con particolare attenzione ai bambini e alle scolaresche con laboratori, eventi collaterali di approfondimento della cultura romana (tra cui una cena ispirata alla Roma Antica) nei Comuni dell’Unione Reno Galliera.
***Calendario completo degli appuntamenti collaterali, nel seguito dell'articolo e sul sito:
http://www.orizzontidipianura.it/eventi.php?ID=8851

Scritto in Archeologia | S. Pietro in Casaleleggi tutto | letto 182 volte

Inserito da redazione il Lun, 19/09/2016 - 18:06


Il Comune di Bologna compie 900 anni. Una storia da conoscere

Il Comune di Bologna compie 900 anni
I novecento anni dalla fondazione del Comune di Bologna rappresentano un'occasione per valorizzare l’identità della città e delle sue istituzioni. Per festeggiare questa significativa ricorrenza storica, culturale e istituzionale della città è in programma un ricco calendario di iniziative che attraverso mostre, incontri, concerti coinvolgerà studiosi di chiara fama di atenei italiani e stranieri, insegnanti e studenti, associazioni, archivi, musei e biblioteche della città e dell’intera area metropolitana, chiamati a raccontare nove secoli di storia e a progettare il insieme il futuro.
Pillole di storia:  XII secolo- Cerchia “del Mille”
Nel 1116 la città era già da qualche decennio avvolta dalla seconda cerchia di mura detta “del Mille” o dei “torresotti”. Cingeva 113 ettari di abitato ed era costituita da una cortina muraria fatta “a sacco”, ovvero con due pareti esterne di mattoni che contenevano un conglomerato di ciottoli fissato con calce......
* Per saperne di più, vedi:
http://nonocentenario.comune.bologna.it/category/pillole-storiche /
XIV secolo-  La Bologna ritrovata
Qualche anno fa all’Archivio Segreto Vaticano è stato rinvenuto un manoscritto del 1371 con la descrizione dettagliata della città e del contado di Bologna.
** Per saperne di più, vedi:
http://nonocentenario.comune.bologna.it/la-bologna-ritrovata /

Per una lunga e singolare catena di smarrimenti e di equivoci, una delle più importanti fonti su Bologna e sul suo territorio in epoca medievale è rimasta quasi sconosciuta per oltre sei secoli, circondata da un alone di mistero sulle sue origini e sui suoi contenuti. Negli ultimi anni del papato avignonese, prima del ritorno della sede apostolica a Roma, il cardinale Anglic Grimoard de Grisac, fratello del papa Urbano V, stava per concludere a Bologna il suo mandato di vicario e legato apostolico della Marca, della Romagna, dell’Umbria e della Toscana.

Dopo la morte del fratello pontefice e in vista dell’imminente avvicendamento, l'”Anglico” fece raccogliere nell’autunno del 1371 le informazioni e le notizie che potevano essere utili al suo successore; furono così redatte relazioni dettagliate sui centri e i territori sottomessi; tra queste la cosiddetta “Descriptio civitatis Bononie eiusque Comitatus…”. A tenere nell’ombra il resoconto su Bologna e sul suo territorio per più di seicento anni sono stati i numerosissimi ed evidenti errori contenuti nell’unico esemplare conosciuto fino a qualche anno fa, cioé la copia dell’originale scritta ad Avignone e poi conservata negli archivi vaticani. Attraverso aspetti avvincenti e quasi romanzeschi Rolando Dondarini è giunto di recente al recupero del manoscritto originale presso l’Archivio Segreto Vaticano, rendendo i suoi contenuti del tutto affidabili.

Scritto in Bologna | Storia. Locale e generaleleggi tutto | letto 458 volte

Inserito da redazione il Mar, 15/03/2016 - 09:53


Tutti i musei dell'Area metropolitana in un portale

Guida ai Musei dell'Area Metropolitana di Bologna
Gli oltre 100  musei dell'area metropolitana bolognese offrono un ampio panorama delle vicende storico-culturali e delle vocazioni del territorio attraverso 5 temi, 3 itinerari geografici e tanti approfondimenti. Per conoscerne tutte le caratteristiche di contenuto, dislocazioni, orari e altro, si può consultare un portale  specifico attraverso i link sottoindicati.
Temi: l'Archeologia, le Arti, l'Identità, le Scienze , la Storia, Percorsi
Luoghi : la Città, la Pianura, l'Appennino, Musei per Località, Musei per Distretto
Titolari :
Comuni, Città Metropolitana, Stato , Università , Scuole, Chiesa, Enti diversi
www.cittametropolitana.bo.it/cultura/Engine/RAServePG.php/P/267811390414/T/Guida-Musei
http://www.cittametropolitana.bo.it/cultura/Engine/RAServePG.php/P/338511390414/T/Tutti-i-musei
http://www.cittametropolitana.bo.it/cultura/Engine/RAServePG.php/P/400811390414/T/1-Musei-di-Qualita

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Inserito da redazione il Ven, 26/02/2016 - 08:46


Teatri per tutti. Nuovi cartelloni 2016-2017

Sono già stati presentati in vari teatri di Bologna e provincia i programmi della stagione teatrale 2016-2017. Tutti molto ricchi di spettacoli interessanti e di vario genere, dalla prosa classica al dialettale, a cabaret, musical, concerti e recital. Nell'impossibilità di dare notizia di tutti, mettiamo in evidenza qui i link dei vari teatri o associazioni musicali a noi noti, in modo che ognuno possa agevolmente consultarne  i rispettivi cartelloni aggiornati e tutte le informazioni utili per prenotazioni e acquisti di biglietti:
ww.teatrodusebologna.it
www.comunalebologna.it
www.arenadelsole.it
www.teatroeuropa.it
www.testoniragazzi.it
http://www.fondazioneteatroborgatti.it    
www.circolodellamusicaimola.eu
www.cineteatrofanin.it
www.teatrodelleariette.it
www.organiantichi.org
www.teatrodelletemperie.com
www.teatrocelebrazioni.it
www.agimus.it
www.teatrodehon.it
www.itcteatro.it
www.teatrocasalecchio.it
www.habanera.it/?page_id=141
www.auditoriumanzoni.it
www.teatroalemanni.it
www.invito.provincia.bologna.it/Engine/RAServePG.php

www.teatrinodelles.com
www.teatrodibudrio.com 
http://ataldeg.blogspot.com
http://www.teatrocomunaleferrara.it/navigations/view/53/0/561
http://www.teatrocarcere-emiliaromagna.it/
www.comune.minerbio.bo.it
http://www.teatrodelpratello.it/
www.teatrosansalvatore.it


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Inserito da redazione il Gio, 10/09/2015 - 18:06


Raccolta di materiali sulla Grande Guerra, da digitalizzare

Storia e Memoria di Bologna: al via la campagna di raccolta tra la cittadinanza di materiali su Prima Guerra Mondiale e Liberazione
In occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale, gli Istituti culturali dell'area metropolitana sono invitati a organizzare - coinvolgendo anche le Associazioni locali - una campagna di raccolta tra la cittadinanza di materiali e documenti (biografie, foto, lettere, ecc) inerenti il conflitto, i cittadini che vi parteciparono, i riflessi degli eventi sulla vita civile e il tessuto economico e sociale del territorio. Simili campagne potranno anche essere organizzate sul tema della lotta di Liberazione, di cui ricorre quest'anno il 70° anniversario.
I materiali - raccolti in forma digitalizzata, lasciando ai proprietari la disponibilità degli originali - confluiranno nel portale Storia e Memoria di Bologna" www.storiaememoriadibologna.it , realizzato da Istituzione Bologna Musei | Museo civico del Risorgimento con la collaborazione di numerosi Enti, tra i quali la Città Metropolitana. Il portale si propone di creare e rendere accessibile agli utenti web una 'memoria' collettiva, cittadina e nazionale, sugli avvenimenti storici del periodo compreso tra l'età Napoleonica e la Liberazione del 1945 attraverso diversi "scenari" tematici comprendenti anche Prima Guerra Mondiale e lotta di Liberazione
*** Per informazioni, istituti culturali e associazioni potranno rivolgersi a otello.sangiorgi@comune.bologna.it

****  Si rammenta inoltre che il sito  è stato aggiornato con l'approfondimento dedicato a
I giornali di trincea
Ne ricordiamo solo alcuni, tra quelli presenti presso la biblioteca del Museo del Risorgimento di Bologna in originale o in ristampa anastatica: La Tradotta, La Trincea, La Ghirba, Signor sì, Il Razzo, Il Montello, Il San Marco, Sempre Avanti, La 50a divisione, La Giberna ..
http://www.storiaememoriadibologna.it/prima-guerra-mondiale/i-giornali-di-trincea-814-evento#sthash.3B126q5A.dpuf . Nella scheda sono liberamente sfogliabili e stampabili due numeri de La Tradotta e di Sempre Avanti.
- Il sito è stato aggiornato anche con l'approfondimento dedicato a
L'Ufficio notizie e i caduti bolognesi nella Prima Guerra Mondiale
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/lufficio-notizie-e-i-caduti-bolognesi-nella-prima--611-evento#sthash.qawfLt0T.dpuf

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Inserito da redazione il Mar, 07/04/2015 - 10:09


Articoli

Indice delle sezioni tematiche in cui sono collocati gli articoli della rivista Reno Campi Uomini

Acqua, un bene da salvare (51)
Agricoltura ieri e oggi (20)
Ambiente, ecologia, natura (35)
Archeologia (26)
Beni artistici (19)
Biografie (21)
Economia e Società (33)
Etnografia (3)
Gastronomia in Emilia Romagna (3)
Linguistica e dialetti (24)
Poesia (16)
Reno, un fiume tra passato e presente (22)
Società oggi (40)
Storia delle religioni (13)
Storia. Locale e generale (102)
Tradizioni (24)

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Inserito da redazione il Sab, 19/11/2005 - 18:10