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Orizzonti di pianura: informazioni da 13 comuni

Orizzonti di Pianura è il portale turistico istituzionale di dodici (ora 13) Comuni della pianura bolognese. Una guida alla scoperta di queste terre ricche di storia, arte e natura.
Contatti Orizzonti di Pianura: Comune di Bentivoglio - Telefono: 051/6643540 - E-mail: turismo@comune.bentivoglio.bo.it
Orizzonti di Pianura è un progetto che lega in uno stretto rapporto di collaborazione le amministrazioni di tredici Comuni della pianura bolognese.
Comprende i comuni di: Argelato,Baricella, Bentivoglio, Budrio , Castel Maggiore, Castello d'Argile, Galliera, Granarolo, Malalbergo, Molinella, Pieve di Cento, S. Giorgio di Piano, S. Pietro in Casale.
Il lavoro è fatto di condivisione di informazioni sulle attività e sugli eventi proposti nel territorio, ed è un processo di crescita costante e di miglioramento del servizio che questo portale turistico offre.
Questa pagina è dedicata a tutti i soggetti che operano in collaborazione per far sì che Orizzonti di Pianura diventi sempre di più un punto di riferimento nel panorama turistico della provincia.
Il sito è aggiornato quotidianamente dagli addetti alla cultura  dei vari Comuni

Ora che il suddetto sito istituzionale  si è consolidato  e offre una gamma di informazioni completa e aggiornata si invitano i lettori interessati alle attività e agli eventi dei  12 comuni della pianura  a cercare nei link sotto indicati.
** http://www.orizzontidipianura.it/
**** Per leggere le News letter dell'Unione Reno Galliera con altre notizie, vedi:

http://www.renogalliera.it/newsletter/notizie-dalla-reno-galliera


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Inserito da redazione il Lun, 24/04/2017 - 09:31


Il pane del contado di una volta

Sapori di una volta: il pane del contado. In gita da Bologna a Bentivoglio, per  vedere e per  toccare con mano come si faceva.
Domenica 8 aprile | ore 10 – 13
Ritrovo: via della Beverara 123  al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna
Si inizia nella suggestiva cornice della
Fornace Galotti, dove plastici, modelli funzionanti e filmati consentono la ricostruzione della storia molitoria della città tra XV e XIX secolo.
- Da qui ci si sposta a V
illa Smeraldi, sede del Museo della Civiltà Contadina di S. Marino di Bentivoglio, dove si potrà visitare la cucina della villa padronale e partecipare ad un laboratorio di panificazione dedicato alle forme del pane. Sarà l’occasione per “mettere le mani in pasta” e riscoprire il profumo del pane cotto nel forno a legna.
Minimo 15 partecipanti.
Ingresso a partecipante: € 17 (se hai la
card dei Musei Metropolitana contatta per ottenere un codice promozionale a:  amministrazione@cityredbus.com)
* Info: https://www.facebook.com/museociviltacontadinabologna/

Scritto in Museo della Civiltà contadina S. Marino di Bentivoglioleggi tutto | letto 39 volte

Inserito da redazione il Gio, 05/04/2018 - 10:18


Sicurezza e vivibilità del territorio collinare e montano: una responsabilità di tutti

Giovedì 19 aprile 2018, ore 10.00, Ca’ Vecchia, Via Maranina, 9 - Sasso Marconi (BO)
Pima edizione del
FORUM APPENNINO, dedicata al seguente tema:
Sicurezza e vivibilità del territorio collinare e montano: una responsabilità di tutti
PROGRAMMA

- ore 10.00
INTRODUZIONE, Giovanni Tamburini, presidente della Bonifica Renana
- ore 10.15
RELAZIONE, Paolo Pini, direttore generale della Bonifica Renana
Dalla legge regionale 7/2012 ad oggi, un percorso di operatività e sinergia a servizio del territorio
INTERVENTI PROGRAMMATI

- Paolo Ferrecchi
, direttore generale Cura del territorio e dell'ambiente, Regione Emilia-Romagna; Giovanni Battista Pasini, presidente UNCEM (Unione nazionale comuni, comunità enti montani) Emilia-Romagna; Massimo Gnudi, consigliere delegato Città Metrolitana di Bologna; Roberto Diolaiti, direttore settore Ambiente ed Energia del Comune di Bologna, Tiberio Rabboni, presidente GAL Appennino Bolognese
-
11.30 DIBATTITO
-
12.00 CONCLUSIONI
Francesco Vincenzi
, presidente nazionale ANBI (Associazione nazionale consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue); Paola Gazzolo, assessore regionale Difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna
** Segue buffet ** Si chiede di confermare la presenza entro il 16 aprile 2018 tramite mail a segreteria@bonificarenana.it

Scritto in Sasso Marconileggi tutto | letto 45 volte

Inserito da redazione il Mer, 04/04/2018 - 09:12


Pieve città d'Arte -Week end della cultura

Per celebrare Pieve Città d’Arte, il suo patrimonio storico-artistico e il sistema museale pievese, dal 7 aprile al 6 maggio a Pieve di Cento si terrà la seconda edizione dei Weekend della Cultura.
Tutti i musei del circuito pievese - Pinacoteca civica, Museo delle Storie di Pieve, Teatro storico Alice Zeppilli e Museo della Musica, e Museo della Canapa - saranno eccezionalmente aperti sia il sabato che la domenica (10.00-13.00 e 15.30-18.30) ad ingresso libero, e tanti saranno gli eventi proposti per questi cinque weekend di arte e cultura.
Questi gli appuntamenti del primo fine settimana:

- SABATO 7 APRILE
- ore 10.00 |
ritrovo davanti Palazzo Comunale
Officina Musica, visita tematica esperienziale
-
ore 17.00 | Museo MAGI ‘900
L’Assunta di Guido Reni dopo il restauro
Lectio magistralis di
Luigi Ficacci, storico dell’arte e Soprintendente Belle Arti di Lucca e Massa Carrara.
A cura del FAI - Delegazione di Bologna Gruppo di Pieve di Cento
- DOMENICA 8 APRILE
- ore 17.00 | Teatro storico “Alice Zeppilli”

L’epoca di Mozzani, Maestro liutaio del Centopievese

Concerto dell’Orchestra a plettro Caput Gauri di Codigoro
Gli eventi proseguono fino al 6 maggio. Qui il programma completo:
http://www.comune.pievedicento.bo.it/notizie/2018/pieve-citta-darte-i-weekend-della-cultura

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Inserito da redazione il Mer, 04/04/2018 - 08:53


Tutti i musei dell'Area metropolitana in un portale

Guida ai Musei dell'Area Metropolitana di Bologna
Gli oltre 100  musei dell'area metropolitana bolognese offrono un ampio panorama delle vicende storico-culturali e delle vocazioni del territorio attraverso 5 temi, 3 itinerari geografici e tanti approfondimenti. Per conoscerne tutte le caratteristiche di contenuto, dislocazioni, orari e altro, si può consultare un portale  specifico attraverso il link sottoindicato.
Temi: l'Archeologia, le Arti, l'Identità, le Scienze , la Storia, Percorsi
Luoghi : la Città, la Pianura, l'Appennino, Musei per Località, Musei per Distretto
Titolari :
Comuni, Città Metropolitana, Stato , Università , Scuole, Chiesa, Enti diversi
www.cittametropolitana.bo.it/cultura/Engine/RAServePG.php/P/267811390414/T/Guida-Musei
- http://www.cittametropolitana.bo.it/musei/Engine/RAServePG.php/P/267811670414/T/Guida-Musei

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Inserito da redazione il Mar, 03/04/2018 - 08:46


Terramara a Ponticelli di Malalbergo. Un incontro di presentazione a S. Pietro in Casale

Giovedì 22 marzo, dalle ore 20:45 alle ore 22:45
Museo Frabboni di San Pietro in Casale

Ricerche su un insediamento dell'età del bronzo a Ponticelli di Malalbergo
Terramara di Ponticelli: ne parliamo con Paolo Boccuccia.

Incontro pubblico Organizzato da Pianura romana. Villa Vicus Via

Tra il settembre 2015 e l'aprile 2016, durante i lavori SNAM per la posa di un metanodotto, gli scavi condotti dalla Soprintendenza Archeologia dell'Emilia-Romagna su un'area di 400 mq hanno portato in luce a Ponticelli di Malalbergo, nell'Azienda agricola Cà Bianca, alla profondità di 5,50 metri, un abitato dell'età del Bronzo databile tra il XIV e il XIII sec. a.C.
Questo tipo di insediamento, chiamato Terramara, ha dato vita a una delle civiltà più complesse dell'Europa del II millennio a.C., un fenomeno economico e sociale di una portata storica senza precedenti.
La Terramara di Ponticelli rappresenta una novità assoluta per questo territorio.
Il villaggio era circondato da un fossato e da un piccolo terrapieno che racchiudevano le capanne realizzate su piattaforme lignee sia sopraelevate che impostate direttamente al suolo.
Abbondanti e ben conservati sono i materiali archeologici rinvenuti: vasi idonei a consumo e conservazione dei cibi, fornelli, alari, oggetti per filare e tessere, manufatti in corno animale, utensili e ornamenti in bronzo, ambra e scarti di cibo.
Tutti elementi che studiati anche con l'ausilio di idonee tecnologie, contribuiranno a definire le caratteristiche della comunità che sul finire del II millennio a.C. occupava questa porzione di territorio.
Ce ne parlerà il Dott.Paolo Boccuccia, direttore scientifico degli Scavi ,funzionario archeologo Museo delle Civiltà di Roma.
**Info http://www.archeobo.arti.beniculturali.it/bo_malalbergo/terramara_ponticelli_2016.htm
*** L’incontro è compreso nel vasto programma di “
Trame identitarie” 2018 che presenta tanti incontri in varie località della pianura bolognese. Programma leggibile al link: http://www.orizzontidipianura.it/ew/ew_eventi/12/trame%202018.pdf

Scritto in Archeologia | Malalbergo/Altedo | S. Pietro in Casaleleggi tutto | letto 81 volte

Inserito da redazione il Mer, 21/03/2018 - 13:20


Bologna nel lungo Ottocento, nel sito Storiae Memoria di Bologna

BOLOGNA NEL LUNGO OTTOCENTO - 1796 | 1915
E’ online il nuovo scenario del sito Storia e Memoria di Bologna dedicato alla città dall'età napoleonica allo scoppio della Grande Guerra. I protagonisti, i luoghi, gli eventi e le opere che hanno dato il volto che oggi conosciamo di Bologna. I numeri dello scenario: 153 approfondimenti sugli eventi della città, 19 schede dedicate ad aziende e società, 101 pagine di chiese, palazzi, giardini e teatri, 800 opere d'arte, 1200 biografie, 130 video, 330 documenti liberamente scaricabili, 8100 immagini.
Il portale, che sarà continuamente arricchito, è stato realizzato dal Museo civico del Risorgimento in collaborazione con numerose istituzioni quali la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, la Biblioteca comunale dell'Archiginnasio, il Collegio Artistico Venturoli. Lo scenario costituisce un ulteriore capitolo che va ad arricchire il sito, che si propone di creare e rendere accessibile a tutti gli utenti web una memoria collettiva, cittadina e nazionale, sugli avvenimenti storici di Bologna e della sua area metropolitana, nel periodo compreso tra l'età napoleonica e la Liberazione del 1945.
Nel periodo compreso tra la Rivoluzione Francese e lo scoppio della prima Guerra Mondiale - il “lungo Ottocento” nella definizione di Eric Hobsbawm - Bologna viene assumendo i tratti che l'hanno connotata fino ai giorni nostri, da un punto di vista urbanistico, sociale, culturale e di autorappresentazione. All'interno di un'Italia che proprio in quegli anni, attraverso le vicende del Risorgimento, conquistava la propria unità politica, l'immagine – ma anche la realtà – di Bologna si viene via via caratterizzando come quella di una città aperta alle istanze del progresso e della cultura, con una robusta identità popolare, nella quale si susseguono governi cittadini fortemente presenti e capaci di progettualità e di intervento, capaci di interagire con una società civile ed economica a sua volta estremamente dinamica.
E' questo il volto della città che ci è stato consegnato e che ci appartiene, ed è quello che emerge seguendo le biografie dei protagonisti e lo snodarsi degli eventi, attraversando le descrizioni dei luoghi nei quali tutto ciò si svolse; scoprendo gli eventi che li ha coinvolti, leggendo i documenti e osservando le opere di quel formidabile secolo.
Tutto attraverso le pagine di questo scenario.
Sezione realizzata grazie anche al contributo della Regione Emilia Romagna
http://www.storiaememoriadibologna.it/ottocento

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Inserito da redazione il Mar, 20/03/2018 - 09:37


Istruzione e lavoro a Bologna, differenze per uomini e donne

Istruzione e lavoro a Bologna: una lettura di genere
Nell'ambito delle iniziative per celebrare il 25 novembre,
Giornata mondiale contro la violenza alle donne, sono stati pubblicati a cura dell'Area Programmazione, Controlli e Statistica due approfondimenti statistici su "Istruzione e percorsi scolastici: una lettura di genere" e "La partecipazione delle donne e degli uomini al mercato del lavoro a Bologna" in 2 allegati che qui sotto presentiamo.
Nel primo studio vengono analizzati i dati censuari del 2011 che evidenziano l'innalzamento del livello di istruzione per entrambi i generi e, in modo più significativo, per le donne Segue un'analisi statistica sugli studi universitari di donne e uomini e sulla rispettiva situazione occupazionale post laurea.
Il secondo studio approfondisce il tema del lavoro attraverso un'analisi di genere su alcuni indicatori statistici relativi all'occupazione, all'imprenditorialità, ai redditi e alle pensioni.
http://statistica.comune.bologna.it

Scritto in Area Metropolitana - ex Provincia | Economia e Societàleggi tutto | letto 191 volte

Inserito da redazione il Gio, 04/01/2018 - 11:32


I redditi 2015 dichiarati dai cittadini di Bologna. Osservazioni e dati

I redditi 2015 dichiarati dalle cittadine e dai cittadini di Bologna
L’Ufficio Comunale di Statistica ha diffuso l’aggiornamento del consueto studio sui redditi dichiarati dalle cittadine e dai cittadini di Bologna. I contribuenti nel 2015 erano 293.587 con un reddito imponibile complessivo di oltre 7,3 miliardi di euro; il reddito imponibile medio è stato quindi pari a 24.955 euro, mentre il reddito mediano si è attestato a 19.557 euro. Con questi valori Bologna si conferma sul podio della classifica dei redditi delle maggiori città italiane. Due i principali aspetti positivi che emergono dall’analisi: la tendenziale riduzione delle differenze di genere, seppur ancora marcate, e il continuo miglioramento nel tempo dei redditi degli anziani. Tra gli aspetti negativi emergono invece le difficoltà della popolazione giovanile e l’aumento, nel medio periodo, della distanza tra i contribuenti più abbienti e quelli più disagiati, mostrando così un lieve aumento delle disuguaglianze.
* Il documento completo, con dati, tabelle e grafici, è leggibile nellallegato a questo articolo.
Ne anticipiamo alcuni stralci:
...Nel 2015 il 10,2% dei contribuenti residenti risulta costituito da stranieri e la percentuale sale al 16,3% tra chi ha meno di 60 anni di età….
...Il reddito mediano sancisce il divario esistente a sfavore degli stranieri: gli italiani dichiarano mediamente circa 21.000 euro, mentre gli stranieri poco più di 10.000. Solo nel caso dei giovanissimi, la cui numerosità è peraltro molto ridotta, gli italiani guadagnano meno degli stranieri…..

.Dall’analisi delle principali tipologie familiari, sempre con i limiti insiti nei dati di natura anagrafica, si rileva che quasi 51.000 contribuenti sono donne sole e oltre 37.600 uomini soli; il reddito mediano dichiarato dai single è decisamente più alto per gli uomini (21.900 euro) rispetto alle donne (19.100 euro circa) che vivono in questa condizione. Lo stesso divario si nota considerando la tipologia dei padri soli con uno o due figli e delle madri sole con uno o due figli: mentre infatti nel primo caso il reddito mediano pro capite dichiarato è pari rispettivamente a 18.700 euro e a 13.000 circa, nel secondo si scende a quasi 13.300 euro e a 8.300…..
..Considerando ora il reddito mediano pro capite equivalente (di nuovo secondo la scala OCSE modificata), la migliore performance tra le diverse tipologie di famiglia è quella ottenuta dai coniugi senza figli, seguiti dai padri soli con un figlio e dai coniugi con un figlio.
Di nuovo invece si nota la difficile situazione delle coppie in cui sono presenti 3 figli, che occupano la posizione più svantaggiata dopo quella delle donne sole con due figli.
**
Info: http://statistica.comune.bologna.it
Il Dirigente dell'Ufficio Comunale di Statistica Area Programmazione Controlli e Statistica
Dott. Franco Chiarini

Scritto in Area Metropolitana - ex Provincia | Bologna | Economia e Societàleggi tutto | letto 199 volte

Inserito da redazione il Gio, 04/01/2018 - 11:14


La polvere del Frassoni. Galileo Dallolio

In allegato è leggibile un articolo di Galileo Dallolio, pubblicato ne La fuglàra, notiziario del C.A.R.C. Centro di Attività Ricreative e Culturali di Finale Emilia nel dicembre 2017.
Il testo è ricco di informazioni sulle importanti scoperte e attività benemerite in campo sanitario e culturale, in particolare sull'uso della China nella lotta contro la malaria, svolte da personaggi dei secoli scorsi originari o residenti a Finale Emilia, o nell’area modenese circostante, e infine a Cervia. Ne indichiamo qui solo alcuni titoli o stralci indicativi.
- Antonio Frassoni (1607- 1680) da Monzone di Pavullo nel Frignano (Modena)
Cesare Frassoni nelle sue Memorie del Finale di Lombardia (1778) scrive che Antonio Frassoni, del ramo frignanese della famiglia, primo introdusse in Italia l’uso della china-china, ma precisamente nella nostra Lombardia…. e fu maestro del dottissimo Torti’....
-
Francesco Torti e Bernardino Ramazzini  e la medicina nel Modenese
Di tutti i grandi maestri dello Studio medico modenese, due in particolare si distinsero per il taglio fortemente innovativo che diedero allo studio di Medicina e per il grande contributo scientifico e organizzativo che seppero fornire alla Facoltà. Furono figure di altissimo rilievo e a ragione possono essere considerati i pionieri dell’insegnamento di Medicina a Modena….
- Morando Morandi e la china
Carlo Morandi, frignanese
, nipote di Antonio Frassoni, trasferitosi da Monzone a Finale, dove esercitò la professione medica, era il padre di Morando….
- Dalla scoperta del parassita della malaria ad Alberto Missiroli da Cervia
. Ad Alberto Missiroli, medico e scienziato cervese ‘pioniere dell’igiene e sanità pubblica in Italia e protagonista della lotta alla malaria in Italia e nel mondo’, il 14 ottobre 2017 è stata dedicata una giornata di studio a cura di diverse Istituzioni…..

Scritto in Finale Emilia (MO) | Storia. Locale e generaleleggi tutto | letto 220 volte

Inserito da redazione il Mer, 03/01/2018 - 07:39


Un videoclip aereo per scoprire le strutture della Bonifica Renana

Un videoclip aereo per scoprire le strutture della Renana
Nella comunicazione un'immagine racconta più di cento parole: per questo il Consorzio ha voluto regalare a consorziati, cittadini e propri operatori l'emozione della visione aerea del proprio sistema idraulico.
Grazie alle suggestive riprese da drone realizzate da
Milko Marchetti, regista del videoclip che da oggi tutti possono vedere sul canale YouTube della Bonifica Renana, prenderanno vita nell'immaginario collettivo le principali strutture idrauliche della pianura bolognese.
Impianti idrovori, casse di espansione, canali artificiali, pompe di sollevamento e porte vinciane: nomi misteriosi per i più, che designano i capisaldi di un sistema indispensabile per la sicurezza idraulica del territorio.
Tramite le riprese aeree è possibile cogliere a volo d'uccello la trama territoriale in cui le strutture della Renana sono inserite e le funzioni silenziose che esse svolgono, grazie all'attività quotidiana del personale del Consorzio.
Vuoi conoscere meglio il territorio in cui vivi? Vuoi sapere chi siamo e cosa facciamo?
https://www.youtube.com/watch?v=X8ZTIHLhHHI&feature=youtu.be

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Inserito da redazione il Sab, 23/12/2017 - 08:19


Il "Lanificio Filippo Manservisi e C" Storia di un uomo e di una grande fabbrica bolognese. Testo di Dino Chiarinii

Il “LanificioFilippo Manservisi e C.”La grande fabbrica bolognese di tessuti in lana che faceva funzionare le macchine mediante l’acqua del Canale delle Moline
Filippo Manservisi
(nato a Malalbergo il 28 gennaio 1806 col nome di Francesco Manservigi) era un imprenditore che si era fatto da sé: dal nulla e con tanto coraggio si era adoperato con grande ostinazione nel trovare denaro e soci per mettere in piedi un opificio per la lavorazione di tessuti di lana. Assieme ad altri ventotto associati, fondò nel 1853 il “Lanificio Filippo Manservisi e Compagni”, una società in accomandita di filati e tessuti, di lana e mezza lana. Iniziò l’attività nei primi mesi del 1854. insediandola in due edifici, ubicati rispettivamente in via Capo di Lucca e in via Berlina (oggi via del Pallone). I due stabili erano divisi dal corso del Canale delle Moline, ma furono uniti tra loro da ponti che permettevano al personale di avere un rapido collegamento tra un reparto e l’altro. Nello stabilimento furono attivati macchinari all’avanguardia, importati dalla Francia, dalla Germania e dal Belgio; l’opificio fu dotato di duemilatrecento fusi, mossi da due motori idraulici con ruote a pale inclinate, e spinti da due motori a vapore (uno dei quali costruito dalla Società Anonima Officina Meccanica e Fonderia di Bologna con sede a Castel Maggiore, di cui Manservisi era socio) aventi ambedue una potenza di 30 cavalli. Sfruttando l’acqua del canale, la fabbrica diventò in breve tempo una tra le prime industrie dello Stato Pontificio e successivamente del Regno d’Italia.
Oltre alla produzione dei capi di lana, fu aperto anche un negozio per la vendita dei tessuti, sito in via Cavaliera (oggi via Guglielmo Oberdan) al civico 1164. Il lanificio crebbe notevolmente, fino ad occupare un numero elevato di lavoratori; nella fase di maggior successo si contarono tra i 500 e i 600 operai e la metà del personale era costituito da donne, molte delle quali lavoravano a domicilio. Per far fronte alle richieste della sua pregiata merce, la “Filippo Manservisi e C.” ingaggiò alcuni tecnici belgi esperti del settore, come il capo filatore Giovanni Sauvage e il capo raffinatore Giovanni Longle, che con la loro esperienza migliorarono notevolmente la linea produttiva.

Scritto in Biografie | Malalbergo/Altedoleggi tutto | letto 242 volte

Inserito da redazione il Lun, 06/11/2017 - 19:39


La nuova stagione teatrale 2017-2018 per l'Unione Reno-Galliera

Venerdì 6 ottobre Agorà inaugura la stagione teatrale dell'Unione Reno Galliera, con lo spettacolo Sul Tetto del Mondo del Teatro delle Ariette, in scena ad Argelato. La rassegna, giunta alla II edizione, ha la direzione artistica di Elena Di Gioia, e si propone quale ‘spazio di cultura e di città’ che prende vita in tanti e differenti luoghi, dai teatri (Teatro Biagi D’Antona a Castel Maggiore, Teatro Comunale di Argelato, Teatro La Casa del Popolo a Castello d’Argile, Teatro Alice Zeppilli a Pieve di Cento) alle biblioteche, dalle scuole agli spazi culturali di riferimento dei comuni della Unione Reno Galliera (Argelato, Bentivoglio, Castello d’Argile, Castel Maggiore, Galliera, Pieve di Cento, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale).
La programmazione 2017-2018 segna di fatto l’avvio di un nuovo teatro diffuso: oltre 50 appuntamenti, spettacoli, prime assolute, produzioni, laboratori e incontri con i più grandi nomi della scena contemporanea. Da
Oscar De Summa al Teatro delle Ariette, da Menoventi a Maniaci d’Amore, da Fabrice Melquiot a Grazia Verasani.
Sono in programma conversazioni e incontri con:
Simone Cortesi, Magda Barbieri, Maurizio Garuti, Giancarla Codrignani, Massimo Marino, Paolo Puppa, Vittorio Boarini, Lorenzo Letizia, Roberto Alperoli, Stefano Bartezzaghi, Maria Nadotti e Laura Mariani.
La rassegna si compone anche di progetti speciali:
Roberto Roversi e Agorà,
anche quest’anno una voce presente all’interno della stagione è quella del grande poeta Roberto Roversi, scomparso a Bologna cinque anni fa.
110 Casa del Popolo di Castello d’Argile, una grande festa per i 110 anni della Casa del Popolo di Castello d’Argile fondata nel 1907, oggi Teatro e Biblioteca.
Drammaturgie per città vuole offrire un excursus sulla nuova produzione drammaturgica italiana, portando in scena i testi di alcuni dei drammaturghi più apprezzati del panorama italiano.
Scritto da noi è il progetto dedicato alla scuola, ideato a seguito della collaborazione avviata nel 2016 con l’
Istituto d’Istruzione Superiore Keynes di Castel Maggiore, per creare maggiore vicinanza e coinvolgimento attivo tra giovani e linguaggi della scena contemporanea.
Nel fuoco della rivolta, dedicato alle ‘rivolte’ in occasione dei 50 anni dal 1968: teatro, poesia e cinema fino a un nuova produzione corale curata sempre da
Tra un atto e l’altro.
***Informazioni sul
calendario degli eventi:
http://www.renogalliera.it/lunione/uffici-e-servizi/servizi/servizi-alla-persona-0/settore-cultura-sport-e-turismo/cultura/stagione-teatrale-2017-2018/agora-spettacoli-incontri-laboratori-1/il-calendario
Dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13
Associazione Flux Telefono e SMS: 333.8839450 info@associazioneflux.it www.renogalliera.it/agora www.associazioneliberty.it

Scritto in Area Metropolitana - ex Provincialeggi tutto | letto 233 volte

Inserito da redazione il Lun, 02/10/2017 - 09:43


Teatri per tutti. Nuovi cartelloni 2017-2018

Sono già stati presentati in vari teatri di Bologna e provincia i programmi della stagione teatrale 2017-2018. Tutti molto ricchi di spettacoli interessanti e di vario genere, dalla prosa classica al dialettale, a cabaret, musical, concerti e recital. Nell'impossibilità di dare notizia di tutti, mettiamo in evidenza qui i link dei vari teatri o associazioni musicali a noi noti, in modo che ognuno possa agevolmente consultarne  i rispettivi cartelloni aggiornati e tutte le informazioni utili per prenotazioni e acquisti di biglietti:
ww.teatrodusebologna.it
www.comunalebologna.it
www.arenadelsole.it
www.teatroeuropa.it
www.testoniragazzi.it
http://www.fondazioneteatroborgatti.it    
www.circolodellamusicaimola.eu
www.cineteatrofanin.it
www.teatrodelleariette.it
www.organiantichi.org
www.teatrodelletemperie.com
www.teatrocelebrazioni.it
www.agimus.it
www.teatrodehon.it
www.itcteatro.it
www.teatrocasalecchio.it
www.habanera.it/?page_id=141
www.auditoriumanzoni.it
www.teatroalemanni.it
www.invito.provincia.bologna.it/Engine/RAServePG.php

www.teatrinodelles.com
www.teatrodibudrio.com 
http://ataldeg.blogspot.com
http://www.teatrocomunaleferrara.it/navigations/view/53/0/561
http://www.teatrocarcere-emiliaromagna.it/
www.comune.minerbio.bo.it
http://www.teatrodelpratello.it/
www.teatrosansalvatore.it
***Aggiornamento del novembre 2017

Scritto in Area Metropolitana - ex Provincia | Bolognaleggi tutto | letto 4904 volte

Inserito da redazione il Lun, 11/09/2017 - 18:06


Le tendenze migratorie a Bologna 2011-2016

Cittadini stranieri a Bologna: le tendenze 2016
L'Ufficio di Statistica del Comune di Bologna ha diffuso l'aggiornamento al 31.12.2016
della nota sulla popolazione straniera residente in città e delle schede sintetiche relative alle 15 nazionalità più rappresentate tra le 149 presenti a Bologna. Queste 15 comunità raggruppano 47.516 persone pari al 79,7% della popolazione straniera residente, che complessivamente supera i 59.600 individui (+1,3% rispetto al 31.12.2015). Gli stranieri costituiscono ormai il 15,4% della popolazione di Bologna: si tratta soprattutto di europei (42,2%) e cittadini dell’Asia (36,3%).
Le nazionalità più rappresentate sono la Romania con 9.450 abitanti, le Filippine (5.277) e il Bangladesh (4.917). Il Pakistan raggiunge la quarta posizione (4.062), seguito da Moldova (4.011) Marocco (3.927), Ucraina (3.736). Mantiene l’ottavo posto la Cina (3.670) davanti all’Albania (2.643) e allo Sri Lanka (1.378), che chiude la "top ten".
http://statistica.comune.bologna.it
** Il report completo è leggibile nel documento
allegato sottostante
Il movimento migratorio a Bologna nel quinquennio 2011-2015

L’Area Programmazione, Controlli e Statistica presenta un'analisi dei flussi migratori che interessano la nostra città, con particolare attenzione alle dinamiche dell'ultimo quinquennio: è infatti solo grazie al saldo migratorio che la popolazione residente a Bologna conosce un incremento.
Dal 1996 a Bologna gli immigrati superano gli emigrati
Il saldo migratorio è stato pari in 5 anni a +22.515 persone. Forse non è così scontato sapere che, nonostante esso sia attribuibile per l’80% a cittadini stranieri, osservando le due componenti che lo determinano (immigrati ed emigrati), in realtà esista un ricambio ben maggiore per gli italiani (quasi 90.000 movimenti tra arrivi e partenze) che per gli stranieri (circa 41.000). Così come è interessante sottolineare che in esso vi sia una prevalenza di cittadini europei e che in 5 anni Bologna abbia“guadagnato” quasi 11.000 persone dal Sud e dalle isole.
*** Il report completo nel documento pd
f allegato sottostante

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Inserito da redazione il Mer, 14/06/2017 - 09:13


Pasta e fagioli. Storia e ricetta. Giulio Reggiani

A tavola in Emilia-Romagna. Pasta e fagioli. Ricerca di Giulio Reggiani
Uno dei piatti tipici delle zone fra bolognese e ferrarese è senza dubbio la pasta cotta nel brodo di fagioli. Veniva chiamato familiarmente “pasta in fagioli” e lo si poteva mangiare assai spesso nelle case coloniche, sulle tavole di paesi e città, oltre che nelle trattorie; anche le osterie, particolarmente nell’Ottocento, lo proponevano ai loro avventori, ma lo si trovava di frequente pure sulle tavole dei braccianti di queste zone, in quanto costituiva una vivanda molto energetica: poi immancabilmente gli s’inzuppava il pane e si andava così a costituire un particolare “piatto unico” tipico di tutto quel mondo padano che oggi va sotto il nome di civiltà contadina.
Rappresenta tuttora una portata molto gradita nelle trattorie della nostra pianura e pure i ristoranti più “sofisticati” propongono ai loro clienti questo “primo piatto”, magari accoppiandolo a qualche raffinato abbinamento da nouvelle cuisine (però, così facendo, a mio avviso lo rovinano grandemente). Dobbiamo dire che sulle nostre tavole lo si mangia assai raramente, perché la frenesia della vita attuale non lascia il tempo materiale alla sua preparazione; soltanto le massaie un po’ attempate o le nonne “nostrane” possono ormai prepararlo con perizia: le giovani lo prendono “già pronto” nei supermercati, in lattina o in busta, ma queste “manipolazioni” non possono certo competere con la fragranza ed il sapore della pasta in fagioli “fatta in casa”.
- Andiamo ora a conoscer meglio i fagioli, anche facendo due passi nella storia.
Il fagiolo
Questa pianta, che Linneo classificò scientificamente come Phaseolus vulgaris, appartiene alla famiglia delle Fabacee (o Leguminose) e tutte le fonti la segnalano come originaria dell’America Centrale; essa arrivò in Europa dopo la scoperta delle Americhe, diffondendosi per la facilità di coltivazione e per l’ottima resa sul campo. Il fagiolo è coltivato per i suoi semi, che vengono raccolti freschi e che poi vengono sbucciati (i cosiddetti “fagioli da sgranare”); possono anche esser lasciati seccare ed i fagioli secchi hanno un buon utilizzo, particolarmente nella stagione fredda. Si può raccogliere anche l’intero legume “giovane”, da mangiarsi fresco (sono i cosiddetti “fagiolini”). Le varietà del Phaseolus sono veramente innumerevoli: fra le tante, citiamo soltanto le più conosciute: il borlotto (con i suoi generi, detti “Lingua di fuoco”, “Suprema” e “Di Vigevano”, aventi tutti la variante “nana”), il cannellino (che si differenzia in “Scaramanzin negrè” e “Lingot”), il Corona di Spagna, il Romano Pole, il Maggiolino, l’Elegante, assieme a moltissimi altri.
- Ma diamo un’occhiata anche al più famoso e ricercato fra quelli “nostrani”.

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Inserito da redazione il Dom, 04/06/2017 - 09:42


Risotto alla folaga. Storia e ricetta. Dino Chiarini

Il risotto alla folaga. Ricerca di Dino Chiarini
Prima di presentare il tradizionale piatto delle zone palustri della bassa bolognese, effettuo una breve carrellata sui due principali ingredienti che compongono questa ricetta e il ristorante dove si può ancora degustare questa delizia del palato.
CONOSCIAMO UN PO' IL RISO
Il riso si era affermato in Italia fin dal Trecento; inizialmente questo cereale era considerato una spezia e veniva venduto per scopi terapeutici e quasi certamente veniva importato. Il primo documento che dimostra la coltivazione del riso in Italia porta la data del 1475 ed è la lettera scritta da Galeazzo Maria Sforza al Duca di Ferrara in cui egli si impegnava ad inviargli dodici sacchi di riso locale. Quindi la produzione alimentare del riso iniziò in Lombardia e pian piano si estese nelle zone ricche di acqua della pianura padana; con la diffusione delle risaie si ebbe un aumento di casi di malaria e nonostante i provvedimenti che cercavano di limitare la sua coltivazione nelle vicinanze dei luoghi abitati, la coltura si espanse ugualmente. Questo avvenne poiché rispetto agli altri cereali il guadagno sul riso era molto più consistente; anche i coltivatori, pur a rischio di malattie, continuarono a produrlo ed a diffonderlo anche in Emilia.
Ecco allora che nel XVII secolo le aree di coltivazione del riso si dilatarono grandemente: veniva coltivato in Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana e persino in qualche zona della Sicilia e della Calabria. Nell’Ottocento anche il territorio comunale di Malalbergo, assieme a quelli limitrofi di Baricella, di Bentivoglio e di Molinella, era “ricco” di zone umide e così da fine secolo molti terreni vennero adattati a risaia; nei primi anni del Novecento la coltura si consolidò e molti appezzamenti, anche grandi, furono adattati alla coltivazione del riso, una pianta che richiedeva moltissima acqua per la crescita. Non mancavano vaste aree vallive e in questi due habitat naturali, la palude e la risaia, flora e fauna crescevano rigogliose; la parte più consistente della fauna era costituita da selvaggina aviaria. Su questi terreni acquitrinosi molte specie di volatili, sia stanziali sia migratori, si nutrivano abbondantemente e nidificavano nella fitta vegetazione.
Tra le diverse specie di uccelli presenti in queste zone paludose, quelle che andavano per la maggiore erano costituite da anatidi (anatre) e da rallidi (folaghe e gallinelle d’acqua). In cucina, generalmente con le anatre venivano preparati gli arrosti oppure venivano bollite per fare il lesso1, mentre le folaghe venivano abbinate al riso, con cui formavano un delizioso connubio. Le sapienti mani della nostra donna di casa, l’“arzdòure”, cuocevano la folaga e poi la univano al riso: solitamente utilizzavano l’Arborio, l’Originario. Il Balilla e la Razza 77, che erano le qualità più coltivate delle risaie malalberghesi negli anni Trenta-Quaranta del secolo scorso e che ben si collegavano al condimento costituito dalla fòlaga. Il risultato finale era un “trionfo gastronomico” degno di Cristoforo da Messisburgo, il famoso cuoco della Corte Estense. Il matrimonio, in tal modo, risultava perfetto nell’aspetto ed eccellente nel gusto.
E CONOSCIAMO ANCHE LA FOLAGA (… e la gallinella d’acqua)

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Inserito da redazione il Dom, 04/06/2017 - 09:12


Raccolta di materiali sulla Grande Guerra, da digitalizzare

Storia e Memoria di Bologna: al via la campagna di raccolta tra la cittadinanza di materiali su Prima Guerra Mondiale e Liberazione
In occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale, gli Istituti culturali dell'area metropolitana sono invitati a organizzare - coinvolgendo anche le Associazioni locali - una campagna di raccolta tra la cittadinanza di materiali e documenti (biografie, foto, lettere, ecc) inerenti il conflitto, i cittadini che vi parteciparono, i riflessi degli eventi sulla vita civile e il tessuto economico e sociale del territorio. Simili campagne potranno anche essere organizzate sul tema della lotta di Liberazione, di cui ricorre quest'anno il 70° anniversario.
I materiali - raccolti in forma digitalizzata, lasciando ai proprietari la disponibilità degli originali - confluiranno nel portale Storia e Memoria di Bologna" www.storiaememoriadibologna.it , realizzato da Istituzione Bologna Musei | Museo civico del Risorgimento con la collaborazione di numerosi Enti, tra i quali la Città Metropolitana. Il portale si propone di creare e rendere accessibile agli utenti web una 'memoria' collettiva, cittadina e nazionale, sugli avvenimenti storici del periodo compreso tra l'età Napoleonica e la Liberazione del 1945 attraverso diversi "scenari" tematici comprendenti anche Prima Guerra Mondiale e lotta di Liberazione
*** Per informazioni, istituti culturali e associazioni potranno rivolgersi a otello.sangiorgi@comune.bologna.it

****  Si rammenta inoltre che il sito  è stato aggiornato con l'approfondimento dedicato a
I giornali di trincea
Ne ricordiamo solo alcuni, tra quelli presenti presso la biblioteca del Museo del Risorgimento di Bologna in originale o in ristampa anastatica: La Tradotta, La Trincea, La Ghirba, Signor sì, Il Razzo, Il Montello, Il San Marco, Sempre Avanti, La 50a divisione, La Giberna ..
http://www.storiaememoriadibologna.it/prima-guerra-mondiale/i-giornali-di-trincea-814-evento#sthash.3B126q5A.dpuf . Nella scheda sono liberamente sfogliabili e stampabili due numeri de La Tradotta e di Sempre Avanti.
- Il sito è stato aggiornato anche con l'approfondimento dedicato a
L'Ufficio notizie e i caduti bolognesi nella Prima Guerra Mondiale
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/lufficio-notizie-e-i-caduti-bolognesi-nella-prima--611-evento#sthash.qawfLt0T.dpuf

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Inserito da redazione il Mar, 07/04/2015 - 10:09


Articoli

Indice delle sezioni tematiche in cui sono collocati gli articoli della rivista Reno Campi Uomini

Acqua, un bene da salvare (51)
Agricoltura ieri e oggi (20)
Ambiente, ecologia, natura (35)
Archeologia (28)
Beni artistici (19)
Biografie (23)
Economia e Società (36)
Etnografia (3)
Gastronomia in Emilia Romagna (6)
Linguistica e dialetti (24)
Poesia (16)
Reno, un fiume tra passato e presente (23)
Società oggi (43)
Storia delle religioni (13)
Storia. Locale e generale (106)
Tradizioni (24)

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Inserito da redazione il Sab, 19/11/2005 - 18:10