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Orizzonti di pianura: informazioni da 13 comuni

Orizzonti di Pianura è il portale turistico istituzionale di dodici (ora 13) Comuni della pianura bolognese. Una guida alla scoperta di queste terre ricche di storia, arte e natura.
http://ww
w.orizzontidipianura.it/

Contatti
Orizzonti di Pianura: Comune di Bentivoglio - Telefono: 051/6643540 - E-mail: turismo@comune.bentivoglio.bo.it
Orizzonti di Pianura è un progetto che lega in uno stretto rapporto di collaborazione le amministrazioni di tredici Comuni della pianura bolognese. Comprende i comuni di: Argelato,Baricella, Bentivoglio, Budrio , Castel Maggiore, Castello d'Argile, Galliera, Granarolo, Malalbergo, Molinella, Pieve di Cento, S. Giorgio di Piano, S. Pietro in Casale.
Il lavoro è fatto di condivisione di informazioni sulle attività e sugli eventi proposti nel territorio, ed è un processo di crescita costante e di miglioramento del servizio che questo portale turistico offre.
Questa pagina è dedicata a tutti i soggetti che operano in collaborazione per far sì che Orizzonti di Pianura diventi sempre di più un punto di riferimento nel panorama turistico della provincia.
Il sito è aggiornato quotidianamente dagli addetti alla cultura  dei vari Comuni

Ora che il suddetto sito istituzionale  si è consolidato  e offre una gamma di informazioni completa e aggiornata si invitano i lettori interessati alle attività e agli eventi dei  12 comuni della pianura  a cercare nei link sopra e sotto indicati.

 

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Inserito da redazione il Lun, 24/02/2014 - 09:31


Dall'Unità d'Italia alla Liberazione. Memorie di Luciano Manini in un libro

Memorie e testimonianze - Dall’unità d’Italia alla Liberazione dal nazi-fascismo e oltre
- Sabato 18 febbraio alle 17.00, la Casa del Volontariato di Castel Maggiore
(Via Berlinguer 19) ospita un appuntamento di Condimenti, rassegna dell’Unione Reno Galliera cibo e letteratura, libri e convivialità.
Protagonista dell’incontro sarà il
libro "Memorie e testimonianze - Dall’unità d’Italia alla Liberazione dal nazi-fascismo e oltre", di Luciano Manini, nel quale l’autore riporta le memorie proprie e altrui e offre uno spaccato del mondo contadino del passato, un mondo di cui lui ha conosciuto intraprendenza, sacrifici, lotte, speranze, illusioni e amare vicissitudini. Una raccolta di contributi che hanno come protagonisti i lavoratori della terra, usi da secoli a guadagnarsi il pane molto duramente e facendo affidamento sulla sola forza delle braccia.
A intervistare l’autore, che è anche attore, drammaturgo e soprattutto studioso della cultura della terra, sarà l’etnoantropologo Gian Paolo Borghi.
Alcuni si riconosceranno nel testo di Manini, altri capiranno che molto di ciò che abbiamo, proviene in realtà dalle fatiche delle generazioni che ci hanno preceduto.
Manini, nato a Bentivoglio negli anni Trenta, dopo una vita di lavoro ha ripreso gli studi e si è laureato al DAMS (Corso di laurea in Discipline di Arte Musica e Spettacolo) a 72 anni, con una tesi dedicata ai Trebbi (o Treppi), forma di teatro poco conosciuta a livello accademico ma molto popolare nelle nostre terre.

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Inserito da redazione il Mer, 15/02/2017 - 19:47


Bologna torna a crescere

Tutti i numeri di Bologna del 2016. I residenti in città aumentano e sorpresa: Bologna piace soprattutto agli italiani, che in numero consistente la scelgono come città dove stabilirsi. Se si guarda alla cittadinanza dei nuovi residenti del 2016, infatti, si scopre che solo uno su tre è straniero: gli altri sono italiani e arrivano, oltre che dall'area metropolitana, dal sud e dalle isole. È uno degli elementi che emergono dal rapporto elaborato dall'area Programmazione, controlli e statistica del Comune di Bologna sulle tendenze demografiche nel 2016.
Residenti in aumento, Porto-Saragozza toglie il primato al Navile
La popolazione residente in città a fine 2016 raggiunge quota 388.367 abitanti, oltre 1.700 in più (+0,4%) rispetto all'anno precedente.
E' una tendenza all'aumento iniziata nel 2006, lieve ma costante: in dieci anni l'aumento è stato di 15.351 residenti. L'età media dei bolognesi è 46,9 anni. Gli anziani over 80 rappresentano il 9,2% della popolazione: di questi, 214 hanno superato il secolo di vita e sul podio c'è una signora di ben 109 anni.
L'86,3% della popolazione vive in periferia, mentre un bolognese su 7 abita nel centro storico, che conta in tutto circa 53.000 residenti. La riforma dei Quartieri consegna inoltre un nuovo primato: nel 2016 il più popoloso non è più il Navile, storicamente al primo posto, ma il Porto-Saragozza, con 69.177 residenti. Medaglia d'argento dunque al Navile (68.702 residenti), terzo posto al San Donato-San Vitale (65.843). Savena, da sempre al secondo posto per numero di abitanti, diventa il fanalino di coda con 59.597 residenti.
* Il report completo nel documento in allegato, oppure sul sito:
http://www.comune.bologna.it/news/due-nuovi-residenti-su-tre-sono-italiani-e-arrivano-anche-da-sud-e-isole-tutti-i-numeri-del

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Inserito da redazione il Dom, 12/02/2017 - 09:05


E' anche tempo di Carnevali nei paesi della pianura

Carnevali storici (e non solo) nella pianura bolognese e ferrarese
Numerosi Comuni della pianura bolognese vantano una storica tradizione di iniziative legate al carnevale, alcune che affondano le radici storiche lontane nel tempo, altre più recenti. Nel periodo che precede la Quaresima (ma non solo) sono molti gli appuntamenti per mascherarsi e “ribaltare il quotidiano” festeggiando lungo le vie principali dei nostri borghi. Scopriamo le date dei principali eventi; a breve sarà disponibile il programma completo di ogni singolo appuntamento.
- Budrio 25 febbraio - Strade mascherate, carnevale di strada a Budrio
Data da definirsi - Carnevale dei Bambini a Vedrana

- Castel Maggiore 18 e 19 marzo - Festa della Raviola e sfilata di carri allegorici a Trebbo di Reno

- Granarolo dell'Emilia: 5 marzo - a Granarolo -19 marzo a Cadriano
- Molinella  12 febbraio - a Marmorta - 19 febbraio - a Molinella
26 febbraio a San Martino in Argine -12 marzo -  a San Pietro Capofiume

- Pieve di Cento : 12 e 19 febbraio e 5 marzo - Cranvel dla Pìv
- San Giorgio di Piano - 25 febbraio - Carnevale dei bambini
- San Pietro in Casale - 19 e 26 febbraio - Cranvel ed San Pir in Casel
** Maggiori informazioni aggiornate sul sito
http://www.orizzontidipianura.it/interno.php?ID_MENU=6953&ID_PAGE=8188
Inoltre:
- Carnevale a Bologna
. Quest’anno la festa in maschera per eccellenza sarà da giovedì 23 a martedì 28 febbraio,
- Carnevale di Cento - Quest’anno la ricorrenza avrà inizio domenica 12 febbraio e proseguirà durante tutti i giorni festivi fino al 12 marzo con canti e balli di samba, passando per gli stand gastronomici, per arrivare alla sfilata conclusiva in corso Guercino e al rogo di Tasi, la maschera locale.
- Carnevale sull’acqua -
Uno delle manifestazioni carnevalesche più suggestive della regione si tiene a Comacchio (Ferrara), caratterizzata dalla sfilata sui canali. Undici barche allestite da altrettante compagnie di spettacolo della città occuperanno le vie fluviali dalle 10 fino alle tarde serate di domenica 19 e domenica 26 febbraio. Immancabili i tradizionali carri allegorici, la tipica cucina marittima, le maschere e il Re del Carnevale che dispenserà dolciumi ai più piccoli.
- I
l Carnevale Rinascimentale Estense - Per l’atmosfera d’altri tempi che riesce a ricreare, uno degli appuntamenti più riconoscibili del periodo è sicuramente quello che si tiene a Ferrara da giovedì 23 a domenica 26 febbraio. Senza carri, ma animato solamente dai costumi tipici del Quattrocento, la manifestazione prende ispirazione dall’arrivo della duchessa Eleonora D’Aragona, figlia di Ferdinando II, durante il quale venne accolta da una popolazione in festa. Tra sbandieratori e giocolieri, balli in maschera e pranzi degni della nobiltà, i festeggiamenti vivranno il loro apice sabato con il corteo storico che si concluderà nella Piazza Municipale con spettacoli a tema.

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Inserito da redazione il Mer, 08/02/2017 - 11:28


La storia siamo noi. Le radici, culturali e idrografiche, di Ferrara e dintorni

Al MAF di San Bartolomeo in bosco (FE) Via Imperiale, 263
DOMENICA 12 FEBBRAIO, ORE 15.00

ALLE RADICI

Il territorio ferrarese tra storia e dialetto

- Presentazione della mostra e del relativo catalogo di Aniceto Antilopi
Dolore e Libertà. Fotografie della Linea Gotica in parete fino al 5 marzo
(in collaborazione con il Gruppo di Studi “Gente di Gaggio”, Gaggio Montano, Bologna)
- A seguire: LA STORIA SIAMO NOI
Giornata dedicata al maestro Adriano Franceschini
Introduzione : Gian Paolo Borghi
Corinna Mezzetti: L'abbazia di Pomposa e le sue carte
Corrado Pocaterra: L'antica idrografia del Delta del Po

- La giornata sarà occasione per la presentazione del volume Le carte dell'archivio di Santa Maria di Pomposa (932-1050) a cura di Corinna Mezzetti
(Istituto Storico Italiano per il Medioevo, Roma, 2016)
- Indi: Presentazione del libro di poesie dialettali
Al fil źrudlà (il filo srotolato) di Edoardo Penoncini (Al.Ce
, Ferrara, 2015)
Interventi e letture a cura dell’Autore e di Cristina Rossi e Daniele Rossi
(in collaborazione con il Cenacolo Culturale Dialettale “Al Tréb dal Tridèl”, Ferrara)
* In conclusione buffet riservato a tutti gli intervenuti
www.mondoagricoloferrarese.it -info@mondoagricoloferrarese.it

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Inserito da redazione il Mer, 08/02/2017 - 10:57


La qualità della vita in provincia di Bologna. Confronti

Confronti con le altre grandi province italiane nel periodo 1998-2016
Elaborazione dei dati sulla qualità della vita nelle province italiane pubblicati dal Sole 24 Ore dal 1998 al 2016
PREMESSA
Da numerosi anni l’Area Programmazione, Controlli e Statistica del Comune di Bologna promuove studi e analisi sui temi che afferiscono alla qualità della vita delle cittadine e dei cittadini, con l’obiettivo del suo miglioramento continuo e nella convinzione che l’amministrazione della città si possa e si debba valutare in base all’impatto delle politiche pubbliche sulla vita delle persone.
In questa prospettiva vengono annualmente esaminati i risultati ottenuti dalla provincia di Bologna nelle classifiche sulla qualità della vita, diffuse dal quotidiano nazionale Il Sole 24 Ore a partire dal 1998 fino alla recente pubblicazione del dicembre 2016.
Questo studio rappresenta un’elaborazione di tali dati avente l’obiettivo di fare emergere la performance di Bologna, tra le 21 maggiori province italiane, sintetizzando in un unico indicatore i risultati delle classifiche annuali relative all’intero arco temporale 1998-2016.In questa edizione vengono presentate anche le classifiche relative a quattro sottoperiodi (1998-2002, 2003-2007, 2008-2012, 2013-2016) che consentono di osservare come Bologna, pur ottenendo il primo posto nella classifica generale 1998-2016, abbia avuto periodi nei quali ha ceduto questo primato, pur rimanendo saldamente ancorata al podio delle prime tre classificate.
Come ogni anno i risultati vengono presentati per aree tematiche i cui titoli, in quest’ultima edizione dell’indagine, sono stati leggermente modificati. Anche gli indicatori, peraltro, nel corso del tempo sono stati in parte cambiati, aggiunti o sostituiti da altri per ragioni di natura metodologica.
L’ormai consolidata indagine annuale del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane utilizza numerosi indicatori che accomunano l’ambito di indagine del quotidiano economico a quello del progetto nazionale "BES - benessere equo e sostenibile" (www.misuredelbenessere.it/ ), primo tentativo italiano di sviluppare attraverso una prospettiva multidimensionale un sistema di misurazione
del benessere, nonché di UrBES, declinazione a livello locale del BES
(http://urbes.comune.bologna.it/ )
** Info da : Il Dirigente dell'Ufficio Comunale di Statistica Area Programmazione Controlli e Statistica Dott. Franco Chiarini - Area Programmazione, Controlli e Statistica piazza Liber Paradisus n.10 - Torre B 40129 Bologna
***Il documento leggibile in allegato sottostante

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Inserito da redazione il Sab, 28/01/2017 - 19:28


Tutti i musei dell'Area metropolitana in un portale

Guida ai Musei dell'Area Metropolitana di Bologna
Gli oltre 100  musei dell'area metropolitana bolognese offrono un ampio panorama delle vicende storico-culturali e delle vocazioni del territorio attraverso 5 temi, 3 itinerari geografici e tanti approfondimenti. Per conoscerne tutte le caratteristiche di contenuto, dislocazioni, orari e altro, si può consultare un portale  specifico attraverso il link sottoindicato.
Temi: l'Archeologia, le Arti, l'Identità, le Scienze , la Storia, Percorsi
Luoghi : la Città, la Pianura, l'Appennino, Musei per Località, Musei per Distretto
Titolari :
Comuni, Città Metropolitana, Stato , Università , Scuole, Chiesa, Enti diversi
www.cittametropolitana.bo.it/cultura/Engine/RAServePG.php/P/267811390414/T/Guida-Musei

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Inserito da redazione il Ven, 20/01/2017 - 08:46


Bonifica Renana. Report su attività 2016

 NUOVO REPORT DELLA BONIFICA RENANA: PUBBLICATA E SCARICABILE L'ULTIMA EDIZIONE
E' uscita in questi giorni la V edizione del REPORT annuale del Consorzio della Bonifica Renana, da oggi disponibile anche on line: si tratta del principale strumento illustrativo per i 257 mila consorziati (afferenti ai 64 comuni di operatività) e per tutti i cittadini che vogliano approfondire il ruolo e le funzioni svolte dalla Bonifica Renana nel nostro territorio. 60 pagine a colori che danno conto in modo trasparente e puntuale degli elementi strutturali ed economici in cui si è articolata l'attività consortile, in base ai risultati dell'ultimo bilancio approvato. Il REPORT, ricco di immagini e grafici, illustra in modo semplice ma dettagliato le opere e gli investimenti realizzati dal Consorzio negli ambiti della tutela della sicurezza idraulica, della distribuzione dell'acqua irrigua e della prevenzione del dissesto idrogeologico. Tutte attività nelle quali vengono impiegati i 27 milioni di euro dei ricavi di bilancio di cui il 71% proveniente dalla contribuenza consortile.  Ogni anno il REPORT viene inviato a tutti gli amministratori degli enti locali ed ai rappresentanti delle categorie economiche e sociali del comprensorio.*** Chi volesse leggere e/o scaricare il REPORT può farlo  leggendo l'allegato  sottostante o collegarsi al seguente link: http://www.bonificarenana.it/bilancio/Report_2016.pdf  

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Inserito da redazione il Lun, 09/01/2017 - 08:55


I Biscotti del Re. Storia e ricetta, di Dino Chiarini

I biscotti del Re . Storia e ricetta.
Il 6 giugno 1918 Vittorio Emanuele III, Re d’Italia, dopo aver visitato gli impianti idrovori di Argenta e di Molinella, si recò ad Altedo per vedere un nuovo metodo di aratura funicolare in risaia
con nuove apparecchiature, mosse non più da locomobili a vapore ma da moderni motori elettrici. Il corteo che accompagnava il Re giunse ad Altedo verso le ore 10 e si fermò vicino al mulino di proprietà del Sindaco di Malalbergo Zeno Pezzoli, il quale, non essendo ancora pronto, fece attendere il sovrano. Per alleviare l’imprevisto contrattempo, la figlia del Primo Cittadino prese da un vaso, collocato sulla tavola, un mazzo di fiori ed uscì di casa porgendolo repentinamente al Re; l’acqua ancora presente sui gambi bagnò i pantaloni del sovrano. Il ritardo causato dal sindaco, che rallentava i tempi sempre rigorosi del cerimoniale, come pure i pantaloni bagnati al Re, non rappresentavano certamente i pròdromi di un’ottima accoglienza. Ecco allora che la madre del Sindaco, la signora Geltrude “Tuda” Martinelli, visto l’imbarazzo del seguito reale, intervenne prontamente offrendo ai presenti la sua “classica” specialità: un particolare tipo di biscotto, assai simile alle gallette che i soldati consumavano al fronte. Quelli offerti ai presenti, erano dolcetti creati veramente da lei, un po’ dolciastri e un po’ amarognoli, farciti con mandorle e cotti al forno; erano anche un po’ croccanti e spolverati con zucchero di vaniglia. Al Re piacquero moltissimo, tanto che chiese alla signora se ne avesse ancora, poiché intendeva portarli a San Rossore per farli assaggiare ai propri figli. Propose poi alla signora “Tuda”, se lo avesse gradito, il “Brevetto della Real Casa” per questi biscotti; ma ella rifiutò, rispondendo che i biscotti erano stati fatti esclusivamente per Sua Maestà e non per essere messi in commercio. Prese quindi un tovagliolo, lo riempì di quel suo personale prodotto, legò i quattro capi alla campagnola e glieli offrì, dicendo che così erano pronti per essere mandati ai figli del Sovrano; domandò però a Vittorio Emanuele III di poterli chiamare “Biscotti del Re”. E questi esaudì il suo desiderio.
Sulla visita regale ad Altedo e sulla nascita dei “Biscotti del Re” esiste un’altra versione orale, “molto meno patriottica” della precedente ma forse più veritiera; essa narra che le cuoche addette al rinfresco, nell’agitazione dell’avvenimento, avessero sfornato quel tipo di ciambella troppo presto e che l’avessero “affettata” per finir di cuocerla una seconda volta, come i biscotti (etimologicamente “bis-cotto”, cioè “cotto due volte”). Fatta quest’ultima operazione, l’avevano spolverata di zucchero a velo per “mimetizzare” l’errore della prima cottura. E così la disattenzione iniziale si tramutò in un prelibato biscotto, che ancora oggi viene preparato e servito in tutte le occasioni nella zona di Altedo.
Ecco la ricetta De.C.O. *

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Inserito da redazione il Sab, 17/12/2016 - 09:23


La Pastolaccia e la Micca di Malalbergo. Dino Chiarini

La “Pastulàze … e la Méche ad Malalbêrg” (La “Pastolaccia … e la Micca di Malalbergo”)  Storia e ricette
1) LaPastolaccia” (“Pastulàze” in dialetto locale) è una ciambella tipica malalberghese che utilizza gli stessi ingredienti del più noto biscotto “Savoiardo”: però gli è differente per la sagomatura, in quanto viene tagliata a fette trasversali, come il “Cantuccio” toscano o come il “Biscotto del Realtedese. In verità la “Pastulàze”, rispetto a quest’ultimi due dolcetti, è priva di mandorle e di burro, componenti indispensabili sia per il “Cantuccio”, sia per il Biscotto del Re”. Secondo i racconti a noi tramandati oralmente dalle anziane signore malalberghesi (che a loro volta le avevano appresero dalle loro nonne) questo composto, fatto solo con farina, zucchero, uova e un po’ di lievito, risale alla seconda metà dell’Ottocento. Pare che l’idea fosse venuta ad un fornaio malalberghese che l’attuò dopo aver esaminato varie ricette suggeritegli dai viaggiatori (provenienti da diverse provincie italiane ed anche da svariati paesi europei), che qui transitavano per raggiungere le città di Bologna, Ferrara e Venezia. Essi spesso si rifocillavano nel suo laboratorio, in attesa che la diligenza cambiasse i cavalli nell’adiacente posta: quindi, fra una chiacchiera e l’altra, gli esponevano le prelibatezze delle loro regioni d’origine.
Il panettiere, da quell’impasto da lui stesso inventato, ottenne una deliziosa ciambella di un bel colore giallo; scoprì pure che, intingendola in un bicchiere di vino dolce, risultava ancor più gradevole al palato.
Non vi sono prove scritte che dimostrino la veridicità di questa “leggenda paesana” poiché la data di nascita della “pastulàze” rimane incerta; però sicuramente nei primi anni del Novecento era già presente in paese: infatti, nel 1905 il forno della neonata Cooperativa Agricola di Consumo iniziò a produrre quotidianamente quella squisita “brazadèla” (ciambella). Il prodotto così ottenuto comparve anche sulla tavola delle osterie locali, ottenendo un grande successo. “L’Antica Trattoria della Luna” (oggi “Trattoria Nuova Maleto”), l’“Osteria del Ponte sul Reno” (posta sull’argine destro del fiume e demolita negli anni Quaranta del secolo scorso) e la “Trattoria dei Cacciatori” (ora denominata “Trattoria Rimondi” dal cognome dei proprietari) fecero di questo dolce il loro cavallo di battaglia. Infatti, quella ciambella, che richiedeva sempre il “nettare di Bacco” per intingerla, faceva aumentare anche la vendita del vino.
 La pastolaccia fu pure apprezzata dalle famiglie, tanto che anche l’altro forno presente in paese iniziò a produrre questo dolce tipico; le nostre bisnonne la chiamavano semplicemente “ciambella magra tagliata a fettine”, utilizzando la stessa ricetta inventata dal fornaio.
Le “massaie malalberghesi”, dopo aver assaggiato quel dolce così semplice da allestire, iniziarono a preparare il composto tra le mura domestiche; siccome molte case per cuocere avevano solo il camino, che non era adatto a questo tipo di cibi, portavano l’impasto presso il forno di fiducia; qui terminavano la lavorazione versando il preparato in una teglia capiente (preventivamente unta con appena un filo di olio e cosparsa con un po’ di farina o pane grattugiato per non far aderire il composto). Successivamente lo suddividevano in “pani” e consegnavano al fornaio il prodotto già pronto che egli sapientemente portava a cottura.

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Inserito da redazione il Sab, 17/12/2016 - 08:41


La pasta ripiena, in Emilia Romagna. Giulio Reggiani

La pasta ripiena ha una lunga tradizione in tutta l’Emilia-Romagna; molti cronisti cittadini ci testimoniano che questi particolari manicaretti erano già presenti sulle tavole di nobili e borghesi fin dal tardo Medioevo e che erano in gran voga in tutto il Rinascimento; i banchetti, nelle Corti Signorili, erano occupati da svariate forme di “pasta farcita” assai simili a quelle odierne ed anche realizzate con inusitata modernità: si potrebbe dire che erano -quasi- “come le facciamo noi oggi”.
Cristoforo Messisburgo, il famoso cuoco della Corte Estense, ci ha tramandato tantissime ricette legate ai banchetti che, per dovere (politico) o per diletto, si tenevano a Ferrara: fra queste figurano pure numerosi “impasti”, da lui cucinati per gli ospiti.
La pasta ripiena è sempre stata concepita come un “involtino”, fatto da un involucro di sfoglia contenente una “farcitura”: questa ne  costituisce il cuore “apportatore di sapore”, il quale, poi, conferisce il suo particolare gusto a tutto il piatto.
Per quanto riguarda la sfoglia, cioè il contenitore del ripieno, si può dire che  abbiamo una completa uniformità regionale riguardo la sua composizione ed il modo di prepararla; la vera differenza sta appunto nella “parzializzazione” della stessa, cioè nelle dimensioni del quadratino -o del rettangolino- preposto ad accogliere e sigillare al suo interno la farcitura.
L'involucro della pasta ripiena, cioè la sfoglia, è la stessa che dà origine a vari tipi di pasta da cuocere, il più conosciuto dei quali, nella regione Emilia-Romagna, è la tagliatella. Come dice la parola stessa, è il modo e la misura del taglio che ne determina il nome: ad esempio, nell'Italia centrale e particolarmente nel Lazio, il nome è fettuccina, che letteralmente dà l’idea di una striscia né troppo sottile né troppo larga (infatti è il diminutivo di fettuccia) mentre in tutt’Italia la pappardella ci indica che esiste una certa consistenza nella sua larghezza. Riguardo la tagliatella, è nata la leggenda che ad inventarla fosse stato Mastro Zefirano, famoso cuoco personale di Giovanni II Bentivoglio ed incontrastato “chef” dell’epoca nella Corte bolognese, il quale tentò di riprodurre “gastronomicamente” i capelli biondi di Lucrezia Borgia, prossima Duchessa di Ferrara; ciò sarebbe avvenuto nel suo breve soggiorno al castello di Ponte Poledrano (l’odierno paese di Bentivoglio, in provincia di Bologna) dal 28 al 31 gennaio 1502, ospite del Signore della città felsinea ed alleato di Alfonso d’Este a cui, dopo pochi giorni, sarebbe andata sposa.
In realtà la storiella dell’origine “lucreziana” della tagliatella venne inventata di sana pianta dal budriese Augusto Majani, in arte “Nasica” [Budrio (BO) 30 gennaio 1867 – Buttrio (UD) 8 gennaio 1959] che era sì un celebre pittore, illustratore e vignettista, ma anche un altrettanto famoso burlone.
Ma, come detto poc’anzi, non è poi così tanto importante l’involucro: è il ripieno che diversifica le varie paste “imbottite” della nostra regione, a seconda sia delle zone “di provenienza” sia della composizione della farcitura; questi due elementi fanno sì che  esse prendano pure nomi diversi: tortellino, cappelletto, anolino, triangolo, mezzaluna, tortello, cappellaccio, tortellone, caramella, fagottino, raviolo, agnolotto, medaglione e così via.
Tutte le città, sia emiliane che romagnole, hanno al centro delle loro specialità un tipo di pasta ripiena (asciutta o in brodo) che si differenzia dalle altre non soltanto nel nome ma anche nel ripieno, nel volume del “bocconcino” e nella sua conformazione globale.
La nascita del “tortellino in brodo” è contesa dalle province di Bologna e di Modena (circola la “leggenda metropolitana” che, agli inizi del Seicento, la prima vera patria sia stata Castelfranco Emilia, oggi modenese ma a quel tempo bolognese) con una rivalità sull'origine del cosiddetto “Ombelico di Venere” pari alla celebre “secchia rapita”. Bisogna dire però che le restanti province regionali vantano altre specialità simili, altrettanto prelibate. I “cappelletti in brodo” ed i “cappellacci alla zucca”  sono tipici di Ferrara: questi ultimi, però, sono contesi nella loro primogenitura con Mantova; gli “anolini in brodo di manzo e cappone” sono invece un piatto peculiare di Parma; a Piacenza c'è poi una sostanziale differenziazione con i cugini parmensi: infatti il piatto “forte” della zona sono gli“anolini asciutti”.

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Inserito da redazione il Mer, 14/12/2016 - 19:09


Il sublimato di mercurio e il primo processo per inquinamento atmosferico, a Finale, nel 1689. Galileo Dallolio

1-Il ‘trionfo del mercurio’ : una vicenda che ha riguardato anche Finale
Partendo dall’evento che ha dato a Finale il singolare primato di essere il luogo dove, per la prima volta in Italia, si sia fatto, nel 1689, un processo per inquinamento atmosferico dovuto alla produzione di ‘solimato di mercurio’, credo sia utile farsi un’idea di un prodotto che ha avuto una larga diffusione nella pratica medica e che è ancora citato nei prontuari e nei repertori dei termini medici del 1960. (1)
Ricordo che il processo si è concluso con l’assoluzione dei produttori , ma ha messo in moto una serie di eventi che meritano di essere studiati. Mi riferisco all’amicizia fra Ramazzini e Leibniz , coinvolti entrambi nel processo per un atto di cortesia, e al ‘contributo di Leibniz alla fortuna europea del De morbis artificum’. Il libro sancisce la nascita della medicina del lavoro con ben 60 schede di malattie collegate a diversi mestieri e Francesco Giampietri , nel suo saggio ‘L’erudito di Hannover e il medico dei villani. Leibniz, Ramazzini e la nascita della medicina sociale (2) spiega come ‘l’istituzione della medicina sociale sia stata anche l’effetto di un’amicizia modenese’.
Il mercurio era entrato nella farmacopea di speziali, medici e ospedali già dal 16° secolo. Nel registro dei medicamenti dell’ Ospedale Sant’Agostino di Modena (3) sono presenti ‘ metalli (acciaio limato..), minerali (antimonio, argento vivo, cinabro).’ Insieme all’Ospedale di Santo Spirito di Finale , che aveva iniziato la sua attività nel 1688 (4), li possiamo immaginare entrambi clienti dei fratelli Sarfatti .

2-‘Virtuosa gara iatro-chimica’
Nei Consulti medici di Morando Morandi pubblicati a Venezia nel 1759 si legge ’ Il mercurio è il massimo dei rimedj, e non fassi gittar polvere negli occhi a’più creduli, allora quando da cert’uni contr’esso si sclama; tuttavolta non bisogna spignerlo più oltre della sua portata, se vuolsi vedere la sua forza (p.50) . Come si vedrà in seguito , la vicenda finalese è citata come ‘virtuosa gara iatro-chimica’dove, sembra di capire, fosse sottintesa la questione delle cura con la chimica, che si andava sviluppando tra ostacoli e consensi. Per citare due esempi fra i tanti , nel 1677 Carlo Lancilotti (5), chimico modenese che lavorava presso la Corte estense, era favorevole e l’accademico Roberto Gherardi nel 1751 (6) era contrario.
3-Il ‘solimato o sublimato di mercurio’ cos’è?

Scritto in Finale Emilia (MO) | Storia. Locale e generaleleggi tutto | letto 132 volte

Inserito da redazione il Mer, 14/12/2016 - 10:24


Luigi Groto, il "cieco d'Adria" "terremotato" a Malalbergo nel 1570. Dino Chiarini

Luigi Groto -o Grotto, come riportano alcuni documenti- (Adria, 7 settembre 1541–Venezia, 13 dicembre 1585) fu un celebre drammaturgo, poeta, filosofo, musicista, ambasciatore di Adria presso la Serenissima Repubblica. Era figlio di Federico e di Maria de’ Rivieri ed appartenente ad una famiglia della piccola nobiltà adriese proprietaria di vasti terreni; venne colpito da cecicità completa all’età di otto anni. Fu membro di varie Accademie letterarie, tra cui quella di “Umanae Litterae” di Adria, ed istituì una propria scuola, l’Accademia degli Illustrati. Compose numerose poesie, svariate commedie e tradusse diverse opere dal greco. Nei primi mesi del 1567 fu processato come eretico per aver letto e conservato alcuni libri di Erasmo da Rotterdam e di Bernardino Ochino: proprio per questo motivo fu escluso dall’insegnamento. Più tardi, precisamente l'8 luglio 1567, il processo si chiuse con l'abiura del Groto ed il gesto lo rese sì libero dalle censure e dalla prigione a vita, ma non gli consentì di tornare a insegnare, lasciandolo in gravi difficoltà economiche. Sostenne presso il doge di Venezia Pietro Loredano la tesi idraulica sul risanamento del territorio veneziano attraverso l'incanalamento dell’alveo del fiume Po, cioè in quello che in seguito sarà chiamato “Taglio di Porto Viro”, intervento dimostratosi poi essenziale per la sopravvivenza della Serenissima. Dopo queste brevi note biografiche riguardanti il nostro personaggio, veniamo all'episodio che ci interessa maggiormente.
Nei primi giorni di novembre del 1570 Luigi Groto tenne una dissertazione all’Università di Bologna e nel pomeriggio del giorno 16 s’imbarcò, con destinazione Venezia, utilizzando la via d'acqua del “Canal Naviglio” che collegava la città felsinea con Ferrara e successivamente con il Mare Adriatico. Verso sera arrivò a Malalbergo e prese alloggio in una locanda del paese, in attesa, la mattina seguente, di proseguire il viaggio verso casa. Ecco, testualmente, come il famoso commediografo descrisse la notte tra il 16 e il 17 novembre, nella lettera inviata alla signora Alessandra Volta di Venezia, datata 29 dicembre e pubblicata in “Lettere famigliari di Luigi Groto cieco d’Adria” (v. foto sotto):

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Inserito da redazione il Mer, 30/11/2016 - 09:29


La Belle Epoque al Magi900

Presso il Museo MAGI 900 di Pieve di Cento
è visitabile la nuova sala espositiva permanente
Omaggio alla femminilità nella Belle Epoque
Da Toulouse-Lautrec a Ehrenberger

Il Museo MAGI 900 apre le porte una nuova sala permanente con dipinti, sculture, manifesti, incisioni e riviste di Boldini, Bonzagni, Corcos, Dudovich, Helleu, Martini, Ehrenberger, Rops, Toulouse-Lautrec e altri protagonisti dell’arte europea tra Ottocento e Novecento. Il mito della Belle Époque, con la sua immagine di età dell’oro animata da un’incredibile euforia, è il riflesso del respiro europeo e del desiderio d’innovazione che hanno segnato fondamentali cambiamenti nella società, nel gusto, negli stili di vita e nella comunicazione dell’età contemporanea. Con l’intento di dare visibilità a un’idea del suo fondatore, l’imprenditore e collezionista Giulio Bargellini, da sempre appassionato di questo periodo storico, il Museo MAGI’900 apre dunque una nuova sezione espositiva, nella quale opere originali, numerose delle quali in collezione permanente, dialogano con riviste, manifesti, documenti, stampe e oggetti dell’epoca, per rendere omaggio alla rilevanza assunta dalla figura della donna nell’estetica e nella società in quei magici decenni di passaggio tra i due secoli.

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Inserito da redazione il Lun, 31/10/2016 - 08:14


Corsi UAC Cento 2016-2017

E' stato presentato il programma dei corsi UAC, Università aperta di Cento
Corsi 2016-2017, in collaboraazione con la Fondazione Teatro Borgatti
IL
PROGRAMMA COMPLETO DEI CORSI è leggibile sul sito:
http://www.fondazioneteatroborgatti.it/wp-content/uploads/2016/09/Programma-corsi-UAC-low-ok.pdf
* Iscrizioni aperte presso la segreteria in Pandurera
**Orari segreteria: dal martedì al venerdì, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00; sabato dalle 10.00 alle 12.30. Tel. 051 6843330 - Email:
uac@comune.cento.fe.it

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Inserito da redazione il Gio, 06/10/2016 - 07:39


Libera Università di Pieve di Cento e Castello d'Argile. Nuovi corsi 2016-2017

Al via l'Anno accademico 2016/17 della Libera Università di Pieve di Cento e Castello d'Argile
Il programma completo è leggibile sul sito:
- www.comune.pievedicento.bo.it/notizie/2016/al-via-lanno-accademico-2016-7#sthash.sGmrAFiP.dpuf oppure
- https://sites.google.com/site/liberauni#sthash.sGmrAFiP.dpuf

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Inserito da redazione il Lun, 03/10/2016 - 10:46


Il Comune di Bologna compie 900 anni. Una storia da conoscere

Il Comune di Bologna compie 900 anni
I novecento anni dalla fondazione del Comune di Bologna rappresentano un'occasione per valorizzare l’identità della città e delle sue istituzioni. Per festeggiare questa significativa ricorrenza storica, culturale e istituzionale della città è in programma un ricco calendario di iniziative che attraverso mostre, incontri, concerti coinvolgerà studiosi di chiara fama di atenei italiani e stranieri, insegnanti e studenti, associazioni, archivi, musei e biblioteche della città e dell’intera area metropolitana, chiamati a raccontare nove secoli di storia e a progettare il insieme il futuro.
Pillole di storia:  XII secolo- Cerchia “del Mille”
Nel 1116 la città era già da qualche decennio avvolta dalla seconda cerchia di mura detta “del Mille” o dei “torresotti”. Cingeva 113 ettari di abitato ed era costituita da una cortina muraria fatta “a sacco”, ovvero con due pareti esterne di mattoni che contenevano un conglomerato di ciottoli fissato con calce......
* Per saperne di più, vedi:
http://nonocentenario.comune.bologna.it/category/pillole-storiche /
XIV secolo-  La Bologna ritrovata
Qualche anno fa all’Archivio Segreto Vaticano è stato rinvenuto un manoscritto del 1371 con la descrizione dettagliata della città e del contado di Bologna.
** Per saperne di più, vedi:
http://nonocentenario.comune.bologna.it/la-bologna-ritrovata /

Per una lunga e singolare catena di smarrimenti e di equivoci, una delle più importanti fonti su Bologna e sul suo territorio in epoca medievale è rimasta quasi sconosciuta per oltre sei secoli, circondata da un alone di mistero sulle sue origini e sui suoi contenuti. Negli ultimi anni del papato avignonese, prima del ritorno della sede apostolica a Roma, il cardinale Anglic Grimoard de Grisac, fratello del papa Urbano V, stava per concludere a Bologna il suo mandato di vicario e legato apostolico della Marca, della Romagna, dell’Umbria e della Toscana.

Dopo la morte del fratello pontefice e in vista dell’imminente avvicendamento, l'”Anglico” fece raccogliere nell’autunno del 1371 le informazioni e le notizie che potevano essere utili al suo successore; furono così redatte relazioni dettagliate sui centri e i territori sottomessi; tra queste la cosiddetta “Descriptio civitatis Bononie eiusque Comitatus…”. A tenere nell’ombra il resoconto su Bologna e sul suo territorio per più di seicento anni sono stati i numerosissimi ed evidenti errori contenuti nell’unico esemplare conosciuto fino a qualche anno fa, cioé la copia dell’originale scritta ad Avignone e poi conservata negli archivi vaticani. Attraverso aspetti avvincenti e quasi romanzeschi Rolando Dondarini è giunto di recente al recupero del manoscritto originale presso l’Archivio Segreto Vaticano, rendendo i suoi contenuti del tutto affidabili.

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Inserito da redazione il Mar, 15/03/2016 - 09:53


Teatri per tutti. Nuovi cartelloni 2016-2017

Sono già stati presentati in vari teatri di Bologna e provincia i programmi della stagione teatrale 2016-2017. Tutti molto ricchi di spettacoli interessanti e di vario genere, dalla prosa classica al dialettale, a cabaret, musical, concerti e recital. Nell'impossibilità di dare notizia di tutti, mettiamo in evidenza qui i link dei vari teatri o associazioni musicali a noi noti, in modo che ognuno possa agevolmente consultarne  i rispettivi cartelloni aggiornati e tutte le informazioni utili per prenotazioni e acquisti di biglietti:
ww.teatrodusebologna.it
www.comunalebologna.it
www.arenadelsole.it
www.teatroeuropa.it
www.testoniragazzi.it
http://www.fondazioneteatroborgatti.it    
www.circolodellamusicaimola.eu
www.cineteatrofanin.it
www.teatrodelleariette.it
www.organiantichi.org
www.teatrodelletemperie.com
www.teatrocelebrazioni.it
www.agimus.it
www.teatrodehon.it
www.itcteatro.it
www.teatrocasalecchio.it
www.habanera.it/?page_id=141
www.auditoriumanzoni.it
www.teatroalemanni.it
www.invito.provincia.bologna.it/Engine/RAServePG.php

www.teatrinodelles.com
www.teatrodibudrio.com 
http://ataldeg.blogspot.com
http://www.teatrocomunaleferrara.it/navigations/view/53/0/561
http://www.teatrocarcere-emiliaromagna.it/
www.comune.minerbio.bo.it
http://www.teatrodelpratello.it/
www.teatrosansalvatore.it


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Inserito da redazione il Gio, 10/09/2015 - 18:06


Raccolta di materiali sulla Grande Guerra, da digitalizzare

Storia e Memoria di Bologna: al via la campagna di raccolta tra la cittadinanza di materiali su Prima Guerra Mondiale e Liberazione
In occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale, gli Istituti culturali dell'area metropolitana sono invitati a organizzare - coinvolgendo anche le Associazioni locali - una campagna di raccolta tra la cittadinanza di materiali e documenti (biografie, foto, lettere, ecc) inerenti il conflitto, i cittadini che vi parteciparono, i riflessi degli eventi sulla vita civile e il tessuto economico e sociale del territorio. Simili campagne potranno anche essere organizzate sul tema della lotta di Liberazione, di cui ricorre quest'anno il 70° anniversario.
I materiali - raccolti in forma digitalizzata, lasciando ai proprietari la disponibilità degli originali - confluiranno nel portale Storia e Memoria di Bologna" www.storiaememoriadibologna.it , realizzato da Istituzione Bologna Musei | Museo civico del Risorgimento con la collaborazione di numerosi Enti, tra i quali la Città Metropolitana. Il portale si propone di creare e rendere accessibile agli utenti web una 'memoria' collettiva, cittadina e nazionale, sugli avvenimenti storici del periodo compreso tra l'età Napoleonica e la Liberazione del 1945 attraverso diversi "scenari" tematici comprendenti anche Prima Guerra Mondiale e lotta di Liberazione
*** Per informazioni, istituti culturali e associazioni potranno rivolgersi a otello.sangiorgi@comune.bologna.it

****  Si rammenta inoltre che il sito  è stato aggiornato con l'approfondimento dedicato a
I giornali di trincea
Ne ricordiamo solo alcuni, tra quelli presenti presso la biblioteca del Museo del Risorgimento di Bologna in originale o in ristampa anastatica: La Tradotta, La Trincea, La Ghirba, Signor sì, Il Razzo, Il Montello, Il San Marco, Sempre Avanti, La 50a divisione, La Giberna ..
http://www.storiaememoriadibologna.it/prima-guerra-mondiale/i-giornali-di-trincea-814-evento#sthash.3B126q5A.dpuf . Nella scheda sono liberamente sfogliabili e stampabili due numeri de La Tradotta e di Sempre Avanti.
- Il sito è stato aggiornato anche con l'approfondimento dedicato a
L'Ufficio notizie e i caduti bolognesi nella Prima Guerra Mondiale
http://memoriadibologna.comune.bologna.it/lufficio-notizie-e-i-caduti-bolognesi-nella-prima--611-evento#sthash.qawfLt0T.dpuf

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Inserito da redazione il Mar, 07/04/2015 - 10:09


Articoli

Indice delle sezioni tematiche in cui sono collocati gli articoli della rivista Reno Campi Uomini

Acqua, un bene da salvare (51)
Agricoltura ieri e oggi (20)
Ambiente, ecologia, natura (35)
Archeologia (26)
Beni artistici (19)
Biografie (21)
Economia e Società (33)
Etnografia (3)
Gastronomia in Emilia Romagna (3)
Linguistica e dialetti (24)
Poesia (16)
Reno, un fiume tra passato e presente (22)
Società oggi (41)
Storia delle religioni (13)
Storia. Locale e generale (102)
Tradizioni (24)

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Inserito da redazione il Sab, 19/11/2005 - 18:10